<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130</id><updated>2011-12-02T12:54:43.394-08:00</updated><category term='VIDEO'/><category term='RASSEGNA STAMPA'/><category term='FOTO'/><category term='RIVISTE'/><category term='RASSEGNASTAMPA'/><category term='CONTATTI'/><category term='BACHECA'/><category term='ILRECUPERATORE'/><category term='PUBBLICAZIONI'/><category term='PRESENTAZIONE'/><category term='RACCONTI'/><category term='L&apos;EROE'/><title type='text'>Enrico Astolfi</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>54</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-5860466044989258851</id><published>2011-03-05T03:14:00.001-08:00</published><updated>2011-08-26T07:56:33.295-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>Recensione apparsa su: http://www.lankelot.eu/</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-p1q4eTXco6g/TXIbLwoNiuI/AAAAAAAAAJU/YBdr0DkpfsA/s1600/astolfiepsm.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 150px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-p1q4eTXco6g/TXIbLwoNiuI/AAAAAAAAAJU/YBdr0DkpfsA/s400/astolfiepsm.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5580552777111538402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Enrico  Astolfi, scrittore ferrarese classe 1976, accidentalmente originario di  Magenta, alle spalle esperienze professionali tra Roma e l'Uruguay, ha  esordito in narrativa pubblicando questa raccolta di quattro racconti,  “Palude”, per una piccola e dignitosa libreria-casa editrice della sua  città, Ferrara, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lacarmelinaedizioni.it/"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;La Carmelina&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;. Secondo il suo concittadino e sodale Lorenzo  &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.zam.it/biografia_Lorenzo_Mazzoni"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Mazzoni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;, prefatore, in questo libro “Enrico lascia poco spazio al  cambiamento. È consapevole che al di là di certi elementi surreali  quello che racconta è fin troppo reale per essere stravolto. Ma  nonostante tutto ama la città dov'è cresciuto. C'è una sorta di  malinconica tenerezza nel raccontarla, uno stato d'animo che solo il  nativo di queste afose terre può riuscure a creare e a donare: la palude  è dei paludari. […]. Astolfi è riuscito, con semplice e invidiabile  bravura, a dare una ventata di dignità all'ambiente malsano e statico di  Ferrara”.  Ambiente in cui, pare di capire, c'è qualcosa che resisterà a  oltranza alle istanze più tenaci e radicali della globalizzazione e a  tutti i cambiamenti, e a ogni modernizzazione: per Mazzoni è l'odore  della palude, un odore che può piacere soltanto a chi è nato e cresciuto  da quelle parti. Prendiamo nota.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Com'è Astolfi  scrittore? Cominciamo col dire che Astolfi ha una buona sensibilità  popolare. È uno che vuole raccontare la vita in provincia e la cultura  della vita di provincia e non ha paura di cadere nei clichè. Astolfi  sembra essersi nutrito della lentezza, del grigiore, della prevedibilità  e della grettezza che fiacca e opprime chi proprio non resiste a certi  guasti della vita di provincia: e anzi sembra aver studiato certe  dinamiche, e certi stati d'animo, non sembra soltanto essersene nutrito.  Il risultato sta in questi quattro racconti, non sempre efficacemente  intrecciati – d'altra parte non ce n'era nessun bisogno –, d'argomento  vario e d'ambientazione assolutamente cittadina. Nel secondo pezzo,  probabilmente il più ispirato, Astolfi racconta “Le dimensioni della  mediocrità” accompagnandoci nella vita di un piccolo borghese, Mario. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Così:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:small;"&gt;“La solitudine, il volume della solitudine, la  consistenza del tempo, il suo vivere, la casa, gli danno tristezza,  sgomento e paura. Fra queste sensazioni prende forma la sua congenita  necessità di essere un cittadino nella città, un gregario che ha forza e  rifugio soltanto nel numero” (p. 43). Mario è uno che per anni ha  lottato per rimanere anonimo, badando a vivere per il lavoro e per il  lavoro soltanto, a essere produttivo, a evitare di assecondare la  fantasia e l'immaginazione. A Mario non sono mai piaciute le novità, e  in generale non è mai piaciuto ciò che è improvviso e inaspettato. Ma  adesso sta per andare incontro a una promozione. La promozione diventa  ragione di meditazione sulle cose della vita. Mario crede di doversi  impegnare perché tutto rimanga così com'è: “perché i cambiamenti sono  inutili. Il sistema funziona, lui funziona, le istituzioni funzionano,  per questo l'hanno promosso, gli hanno dato il suo spazio. Lui e tanti  altri come lui” (p. 55). Astolfi ci ricorda che la mediocrità esercita  professioni di tutto rispetto, e spesso assume cariche e ruoli  assolutamente notevoli. E incide profondamente nelle nostre vite. Vero.  Tutto sta nel saper nascondere le misure della propria mediocrità,  scopre Mario. Non male.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Nel primo racconto,  il più melodrammatico, Astolfi racconta invece la solitudine gelida di  un vecchio, Giuanin, che ha deciso di ammazzarsi, e ha deciso di  ammazzarsi rispettando, chiaramente, una certa ritualità. L'ha deciso  quando, “dopo essersi pettinato, sistemato per benino la giacca,  allacciato le scarpe e infilato il berrettino, ha aperto la porta di  casa deciso a uscire. E invece non ha mosso un passo, è rimasto lì  imbambolato, immobile con la maniglia ancora in mano. Dove vado? Si è  chiesto” (p. 17). Già, dove va? È da una vita che non ha più voglia di  uscire, e non sa dove andare. Tutti i suoi vecchi amici ferraresi se ne  sono andati, hanno venduto casa e si sono trasferiti. Dalle sue parti,  in città, sono arrivate parecchie diverse comunità straniere, e le  vecchie abitudini e i vecchi circuiti sono spariti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Nel racconto,  Giuanin si ritrova a essere salvato, poco prima di prendere congedo  dalla vecchia palude, da una visita a sorpresa d'una cittadina moldava,  che capisce per bene come stanno andando le cose e uscendo di casa, dopo  un pranzo a dir poco fuori dai programmi, si porta via con sé la sua  pistola. L'epilogo è salvifico per Giuanin – meno per la moldava.  Astolfi ci suggerisce, naturalmente, che la coesistenza tra diverse  etnie e diverse culture è una possibilità di arricchimento e di  salvezza. Rischia d'essere eccessivamente didascalico, evita di piombare  nella didascalia proprio rappresentando con credibilità il malessere  del vecio: lo fa senza artifici e senza lezioncine ideologiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Il quarto pezzo,  infine, “Anni Novanta. Vecchi ultras” è un'incursione nell'alienazione  di chi finisce per vivere il calcio come una malattia e come  un'ossessione per non ammettere che di certe cose, nella sua città  (piccola o grande che sia), non ne può davvero più. Un gruppo di ultras  della vecchia Spal di Ferrara, squadra che si ritrova da un pezzo tra  serie C e serie B, viene rappresentato nel momento tragicomico del  delirio ultraviolento e insensato figlio della delusione per una  sconfitta. Potrebbero essere gli ultras della Triestina (mannaggia) o  del Padova, cambierebbe poco davvero. Il racconto in questione tornerà  comodo ai sociologi tra una manciata d'anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="CENTER"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Ciò che promette,  in questa opera prima, è la buona fedeltà al territorio, è una certa  semplicità – che significa assoluta estraneità alle pretese – e una  discreta capacità di prendersi gioco delle cose che non vanno in  provincia senza cattiveria, e senza ferocia. Tecnicamente siamo dalle  parti degli sketch e dei bozzetti, degli esercizi di stile: ma con piena  consapevolezza, mi sembra, e nessuna voglia di spacciare i propri  racconti per ciò che non sono. Per dire, per un romanzo. Cosa che  “Palude”, assolutamente, non è. Respiro troppo corto, in questo senso:  ma s'intravedono, questo sì, ambizioni mosaicali. Curiose.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;EDIZIONE ESAMINATA e  BREVI NOTE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Enrico Astolfi  (Magenta, Milano 1976), ferrarese d'adozione, recentemente romanizzato.  Scrittore, sceneggiatore e film-maker italiano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Enrico Astolfi,  “Palude”, La Carmelina, Ferrara, 2008. Prefazione di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lankelot.eu/letteratura/mazzoni-lorenzo-il-requiem-di-valle-secca-con-intervista.html"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Lorenzo Mazzoni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;. In copertina, un disegno di Andrea Amaducci.  ISBN 9788890330032&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Approfondimento in  rete: blog di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;ASTOLFI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; / &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.okkio.info/478/palude-enrico-astolfi-ferrara"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;okkio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; / &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sugarpulp.it/critica/palude"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Sugarpulp&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; / &lt;/span&gt;&lt;a href="http://scritturainforma.wordpress.com/2009/03/08/palude/"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;scritturainforma&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; / &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.bookland.it/2009/02/25/palude/"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;bookland&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; / &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lineabn.com/autori/enrico-astolfi"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;linea bn&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt; /&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="JUSTIFY"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://www.lankelot.eu/autori/franchi"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;Gianfranco Franchi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;, “Lankelot”. Marzo 2011.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="field field-type-text field-field-isbn-ean"&gt;       &lt;div class="field-label"&gt;ISBN/EAN: &lt;/div&gt;     &lt;div class="field-items"&gt;             &lt;div class="field-item odd"&gt;                     9788890330032        &lt;/div&gt;         &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;     &lt;a href="http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?shop=3190&amp;amp;isbn=9788890330032" title="Compra questo libro su IBS"&gt;&lt;img src="http://www.lankelot.eu/img/lanke_ibs.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-5860466044989258851?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/5860466044989258851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=5860466044989258851' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5860466044989258851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5860466044989258851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2011/03/recensione-apparsa-su-httpwwwlankeloteu.html' title='Recensione apparsa su: http://www.lankelot.eu/'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-p1q4eTXco6g/TXIbLwoNiuI/AAAAAAAAAJU/YBdr0DkpfsA/s72-c/astolfiepsm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-2644384312995947920</id><published>2010-05-10T03:07:00.000-07:00</published><updated>2010-05-10T03:17:28.254-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>Recensione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/S-fdG9H1MMI/AAAAAAAAAI4/Vbn1BQax6-8/s1600/GetAttachment.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 262px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/S-fdG9H1MMI/AAAAAAAAAI4/Vbn1BQax6-8/s400/GetAttachment.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469583384021119170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman,times,serif;"&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color:red;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Eccoli Pasquino, Brunello, il partigiano Saverio e Federico, eccoli inciam­pare bruscamente sulla fine del vecchio mondo, eccoli rantolare sgomenti sul ciglio di una nuova vita. Vuoti, collerici, dannati, illusi sognatori attanagliati dall’aria tersa, dalla consapevolezza che il sipario si sta chiudendo rapida­mente. Senza sole, ebbri d’aria bruciata, rimasti senza spettacolo, sballottati al suolo, sporchi di sangue, si leccano le ferite piagnucolando.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E adesso?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Adesso il vecchio mondo si è sgretolato, è arrivato al capolinea. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Che un giorno sarebbe successo lo sapevamo tutti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Immaginatevi la fine del mondo. Immaginatevi che arrivi portando con sè cascate d’acqua che sommergono tutto, lasciando emergere come isole solo alcune città come Bologna e Ferrara, poche terre emerse popolate da sparuti soparvvissuti. Questo è lo scenario e non di un libro di fantascienza più che altro è l’inizio di una favola colorata, scanzonata, irriverente che ha per protagonista assoluto non un personaggio umano ma un misterioso uccello, il Tocororo, un uccello sacro, simbolo di Cuba che per uno strano accadimento si trova a volteggiare nei cieli di Ferrara.  Il vecchio mondo con tutti i suoi errori e orrori ormai è finito e sfolgorante inizia l’alba di un nuovo mondo e cosa meglio di una missione, di un’ odissea moderna ci può portare da Ferrara a Cuba a bordo di una zattera guidata da Federico e Pasquino  per riportare il misterioso Tocororo nel suo abitat naturale in un simbolico abbraccio che riunisce i popoli, che riunisce il nord e il sud del mondo non più divisi dalle barriere dell’ingiustizia, dello sfruttamento. Nel loro avventuroso viaggio Federico e Pasquino novelli Ulisse incontreranno personaggi bizzarri, pirati, mercenari, amazzoni guerriere, cannibali, tutti seriamente decisi a combattere per sopravvivere, e porteranno a termine la loro missione scoprendo anche il mistero legato al variopinto pennuto. La ballata del Tocororo è un libro divertente, sguaiato, allegro che contiene un messaggio di libertà, di speranza, di pace e di amore. Più che un romanzo dicevo è una favola, in cui la fantasia degli autori spazia senza confini, portandoci in luoghi inesplorati, in dimensioni oniriche estreme e buffe dandoci la netta sensazione che un mondo diverso si può concepire, si può idealizzare, perché i confini angusti in cui viviamo si sgretolano e si dissolvono se lasciamo che la fantasia vada al potere. Il bene e il male saranno sempre destinati a scontrarsi ma il bene ha una carta in più e la scoprirete leggendo questo bizzarro e anarchico libro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-2644384312995947920?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/2644384312995947920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=2644384312995947920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2644384312995947920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2644384312995947920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2010/05/recensione.html' title='Recensione'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/S-fdG9H1MMI/AAAAAAAAAI4/Vbn1BQax6-8/s72-c/GetAttachment.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-8086551345160054164</id><published>2010-05-10T03:00:00.000-07:00</published><updated>2010-05-10T03:06:25.093-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>Rassegna Stampa</title><content type='html'>Personalmente, sono sempre stato attratto da luoghi come Ferrara. Una città piccola, con un centro storico schietto e facilmente attraversabile a piedi o in bicicletta, eppure abbagliata dalle luci dell’enorme polo chimico a così breve distanza dall’abitato. Una facciata che nasconde in realtà un lato nascosto&lt;span id="more-883"&gt;&lt;/span&gt;, dunque. Qualcosa di buio, di misterioso, che merita di essere raccontato. E questo è proprio ciò che fa l’Astolfi nel suo primo lavoro, edito dalla piccola ma brillante &lt;em&gt;La Carmelina&lt;/em&gt;: utilizzare la periferia, i suoi due “grattacieli” e i vicoli stretti del centro come ambientazione per una serie di racconti inanellati fra loro, che rivelano proprio questa “dark side”, tra pensionati stanchi della vita che meditano il suicidio (Giuanin), badanti moldave in cerca di vendetta e ultras della Spal dediti al teppismo. Ogni storia si incastra in quella successiva, creando un piccolo ma tuttavia variegato microcosmo di un’attualità disarmante, in cui potremmo estensivamente e senza fatica riconoscere tutto il nostro Nordest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Meneghetti da: http://www.sugarpulp.it/critica/libri/palude&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-8086551345160054164?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/8086551345160054164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=8086551345160054164' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8086551345160054164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8086551345160054164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2010/05/rassegna-stampa.html' title='Rassegna Stampa'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-692119604657768990</id><published>2009-12-04T02:20:00.000-08:00</published><updated>2009-12-04T02:25:07.814-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Sxjiu5EG-OI/AAAAAAAAAIo/g0EclpTl5zc/s1600-h/Foto+177.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Sxjiu5EG-OI/AAAAAAAAAIo/g0EclpTl5zc/s400/Foto+177.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411324247505565922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                                                                                      Enrico Astolfi e Lorenzo Mazzoni rileggono.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SxjjSXE_-NI/AAAAAAAAAIw/YANVqxXO3wk/s1600-h/safe_image.png"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 65px; height: 90px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SxjjSXE_-NI/AAAAAAAAAIw/YANVqxXO3wk/s400/safe_image.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411324856857786578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;span style="font-size:180%;"&gt;La ballata del to&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;cororo (o della rivincita dei sud del mondo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esemplare di tocororo, uccello sacro, simbolo di Cuba, solitamente stanziale, è stato avvistato inspiegabilmente a Ferrara. Federico, giovane ornitologo alle prese con una burrascosa e drammatica storia d’amore e Pasquino, vigile urbano che sogna di fare lo scrittore, vedranno la loro vita intrecciarsi a quella del colorato pennuto caraibico, proprio mentre il vecchio mondo sta per finire. Distrutto. Sommerso.&lt;br /&gt;Ferrara è stata trasformata dalla catastrofe in un’isola, è rimasta senza elettricità e acqua corrente, e i suoi abitanti sopravvivono grazie al baratto. Incalzati da un capo ultra livornese che in sogno ha avuto la visione di riportare il tocororo a Fidel Castro per ricongiungere tutti i pezzi di quell’umanità dilaniata scampata alla catastrofe, Pasquino e Federico partono sulla zattera "Erodoto" verso est, seguendo i venti, come antichi esploratori.&lt;br /&gt;Durante questa odissea i tre incontrano pirati corrotti, guarnigioni di sanguinari curdi, clandestini trucidati, marines esaltati che bivaccano in una caserma nel deserto, spacciatori colombiani, amazzoni tailandesi che torturano ex clienti e governano un atollo, personaggi dello spettacolo che si mangiano fra loro, un sadico generale a capo di un esercito irregolare di skinhead, fascisti di vecchia data, militari smarriti, ex poliziotti picchiatori, violentatori, mercenari tantrici, e un famosissimo cantautore italiano che ha perso la memoria ed è diventato un menestrello alcolista.&lt;br /&gt;Una guerra campale, il conflitto di sempre. Il bene contro il male, i rimasugli dell’orrore del vecchio mondo contro le speranze di chi è deciso a non cedere ancora.... Visualizza altro&lt;br /&gt;Una ballata scritta a quattro mani, un gioco letterario intriso di humor, avventura, azione, sangue e amore. Un’opera sorretta da più fili narrativi, capace di amalgamare e fondere strutture tipicamente cinematografiche ai crismi del romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In offerta fino a S. Stefano: sul sito o presso la libreria La Carmelina a 14 €!&lt;br /&gt;scheda / 334 pag. / € 16,00 € 14,00 / ISBN: 9788896437209&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-692119604657768990?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/692119604657768990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=692119604657768990' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/692119604657768990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/692119604657768990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/12/enrico-astolfi-e-lorenzo-mazzoni.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Sxjiu5EG-OI/AAAAAAAAAIo/g0EclpTl5zc/s72-c/Foto+177.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-6465255077558155682</id><published>2009-11-24T21:16:00.000-08:00</published><updated>2009-12-04T02:12:39.963-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'>Come Gianni Morondi( nostro cantautore impazzito) scopre di essere Gianni Morondi. Buon divertimento.</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kRSYY1zo1Pg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kRSYY1zo1Pg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;                               &lt;br /&gt;DA ACQUA:&lt;br /&gt;                                                                    Viaggiatori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Raccontare una notte e farlo quasi al buio, senza sapere dove va a sbattere la penna, sicura e pesante sulla carta, impazzita fra le linee.&lt;br /&gt;Raccontare una notte perché è tante storie.&lt;br /&gt;Molte notti sono uguali ad altre, alcune non sono uguali a niente, questa notte è tutta uguale.&lt;br /&gt;E’ difficile, ma una notte tutta uguale bisogna capirla, invitarla, amarla, e ricordarla.&lt;br /&gt;Una notte tutta uguale è speciale, sono le stesse voci dilatate nel tempo, le stesse storie che si ripetono. Anche la luna, sola nel cielo, sembra rassegnata, sembra aspettare che succeda qualcosa, una qualsiasi cosa, ma non capita niente, assolutamente niente.&lt;br /&gt;Raccontare una notte tutta uguale è entrare nei suoi segreti, liberarsi dei propri, guadarla fissa negli occhi senza paure, e unirsi a lei, lentamente.&lt;br /&gt;Che siano eterni questi momenti!&lt;br /&gt;Io vedo le luci dei fuochi accesi per celebrare la nostra partenza diventare sempre più minuscoli e sento il bisogno di lasciare andare i pensieri attraverso questa notte tutta uguale e farmi accompagnare chissà dove, e il resto non esiste. Questa notte mi deve fare compagnia, ne ho bisogno, perché quello che è successo oggi ha dell'incredibile e solo una notte tutta uguale può abbracciare  l'imponderabile.&lt;br /&gt;Siamo partiti per questo viaggio, siamo diretti a Cuba, siamo incoscienti, siamo pieni di fiducia, siamo disposti a sacrificarci. Siamo gli eredi dell’umanità, i figli del fallimento, siamo gli eroi del dopo catastrofe. I degni viaggiatori di questa notte tutta uguale.&lt;br /&gt;Ora ci aspetta Bologna… sono davvero curioso di vedere come si è trasformata la città felsinea, sono veramente entusiasta di questa avventura… della nostra nuova vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Nota per me: questa potrebbe essere una specie d’introduzione, ma non penso che durante il viaggio mi limiterò a raccontare ciò che ci capita… guarda e osserva… poi rielaborerò tutto.&lt;br /&gt;-Nota per gli avi: ricordatemi come il nuovo Erodoto… è giunto il mio momento.”&lt;br /&gt;                                          &lt;br /&gt;                                                                                   ***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho già accennato, la motivazione scientifica del perché dell'inondazione rimane tuttora una chimera da sfatare.&lt;br /&gt;Anche se, a essere sinceri, la soluzione dell'enigma ormai non appassiona più come all'inizio: ha perso fascino.&lt;br /&gt;Di ipotesi, di supposizioni ne sono state fatte a bizzeffe, partendo da quella più plausibile di uno scioglimento dei ghiacciai dell'Antartico, passando per quella spettacolare e rumorosa dello scontro fra placche terrestri, fino ad arrivare, scomodando la fantascienza, all'immagine luminosa di un'astronave che discende sulla terra e che spara un raggio rosso capace di comandare la materia e di far ribollire il mare.&lt;br /&gt;Non c'è più tempo per le ipotesi, la sopravvivenza necessita di tutte le attenzioni possibili.&lt;br /&gt;A Ferrara ormai quest'accettazione propositiva è diventata uno status quo condiviso dalla stragrande maggioranza della popolazione.&lt;br /&gt;A Bologna invece, come avete sentito da Scorza Dura, le cose sono leggermente diverse: nell'ex capoluogo emiliano alcune dinamiche sono rimaste uguali, l'ordine è mantenuto, seppur a fatica, da un contingente schieramento di polizia capitanato dal sanguigno autoproclamato generale Della Vittoria e da volontari provenienti dalle più svariate realtà cittadine che di un nuovo mondo proprio non ne vogliono sapere.&lt;br /&gt;Quindi anticipiamo i nostri, lasciamoli assopiti sulla zattera. Lanciamo un ultimo sguardo alle luci della felice Ferrara e spostiamoci nella più turbolenta e conflittuale Bologna.&lt;br /&gt;A vederla dall'alto, sembra essersi trasformata in un ragno con le zampe a mollo nell'acqua.&lt;br /&gt;Via Indipendenza è un delirio di tamburelli, arrostini, mangia fuoco, cantastorie, predicatori, imbonitori, un intenso aroma di zucchero caramellato misto a urina.&lt;br /&gt;All'incrocio di via Saragozza una cinquantina di poliziotti in tenuta anti sommossa vigilano silenziosi.&lt;br /&gt;Se ne stanno fermi, immobili.&lt;br /&gt;A qualche metro un cingolato e due macchine dell’esercito.&lt;br /&gt;Tra la folla vagano ansiosi e collerici decine di sgherri dalla milizia irregolare, mercenari di bassa lega che offrono il loro servizio per qualche favore, per del cibo, per avere un giaciglio sicuro.&lt;br /&gt;Una camionetta dei carabinieri arranca sino a via Zamboni, taglia il caos, un punto nero nella variopinta tavolozza in contiuno movimento.&lt;br /&gt;Sotto i portici di via Indipendenza i negozi sono stati chiusi. I commercianti hanno preferito buttarsi in strada, riempiendola, gonfiandola, dipingendola, soffocandola.&lt;br /&gt;Nei paraggi della fontana del Nettuno un drappello di ragazzi balla in maniera scomposta.&lt;br /&gt;Alcuni indiani bivaccano vicino a una bancarella di cesti in vimini. Ridono sonoramente mentre fumano da un enorme narghilé.&lt;br /&gt;In piazza Maggiore, mille bancarelle, tappeti stesi per terra, gabbie con pappagalli gialli, verdi, rossi,  gente che baratta di tutto, chiodi, lampade d’epoca, ricambi per auto, carote, patate, mele, vino di campagna, pane e olive, odore di salsiccia. Innumerevoli carrettini, appoggiati negli angoli delle piazze, agli incroci, nei giardini, disperdono un profumo speziato e spigoloso. Una capricciosa  minaccia capace di ammaliare le narici.&lt;br /&gt;Il mercato stabile, nato spontaneamente qualche giorno dopo la fine del mondo, ormai, copre tutto ciò che è visibile.&lt;br /&gt;Le Due Torri sembrano essersi rinsecchite al sole, vegliano solitarie, silenziose.&lt;br /&gt;Vecchie icone sopravvissute al disastro, rinate nel miracolo.&lt;br /&gt;Attente e premurose, accompagnano la città in questa sua veste insolita.&lt;br /&gt;Ed è proprio l’inusuale visione della Torre degli Asinelli conficcata in caos multicolore, in un delirio collettivo, ad accogliere Gianni Morondi, cantautore ben noto, in questo nuovo mondo.&lt;br /&gt;Più o meno due settimane dopo l'inondazione si era risvegliato con un gran dolore alla testa e stranito aveva lanciato un'occhiata a un mucchio di libri e cd sparsi sul pavimento. Si era massaggiato la testa, dove, fra i capelli, si era incrostato il sangue.&lt;br /&gt;Il sole filtrava dalle persiane abbassate, qualcuno gridava dall’angolo della via, dei canti striduli, una cantilena dondolante entrava gonfiandosi dentro la stanza.&lt;br /&gt;Smarrito il Gianni nazionale si era alzato. Si era guardato intorno senza capire dove fosse. Assolutamente non si ricordava di quel posto.&lt;br /&gt;Distrattamente aveva percorso quello sconosciuto stanzone, lisciandosi i capelli, ammaliato da quella melodia commovente.&lt;br /&gt;Tremante aveva alzato le persiane lasciandosi inondare dall'immagine folgorante delle Due Torri illuminate da una luce gialla abbagliante, che sembrava volerle bruciare e da quella di piazza Maggiore interamente ricoperta da migliaia di mercanti rumorosi.&lt;br /&gt;Le urla, una signora teneva un cesto di vimini sulla testa, gli odori, da una bancarella si alzava un nube densa, i colori, migliaia di facce che si sfioravano, lo avevano colpito come un fendente.&lt;br /&gt;Stordito era tornato sui suoi passi, barcollando confuso era inciampato.&lt;br /&gt;Strisciando sul pavimento si era rifugiato in un angolo buio e, come un bambino impaurito, si era messo a tremare.&lt;br /&gt;Gli occhi si muovevano da destra a sinistra freneticamente, alla ricerca di qualche prova, di qualche indizio, di qualsiasi cosa gli potesse essere utile a capire cosa fosse successo.&lt;br /&gt;E così aveva iniziato a farsi un miliardo di domande e, mentre cercava di rispondersi, notava dei microfoni, dei mixer, dei monitor di computer, un portatile abbandonato su un tavolo.&lt;br /&gt;Aveva capito.&lt;br /&gt;Era in uno studio radiofonico, a Radio Bologna: c'era una grossa scritta sulla parete che lo testimoniava.&lt;br /&gt;Sì, adesso mi ricordo. Mi ricordo quel ragazzo con quei capelli all'indietro che mi faceva delle domande…&lt;br /&gt;Si era lasciato scappare un sorriso soddisfatto, la memoria iniziava a funzionare.&lt;br /&gt;Purtroppo era solo un abbaglio. In una manciata di secondi si era infatti reso conto di non avere la minima idea del perché qualcuno lo stesse intervistando.&lt;br /&gt;Sarò un politico, un attore… forse sono un atleta o magari un cantante! Sì, forse sono un cantante, se sono in studio avrò a che fare con la musica. Aveva constato sconfortato mentre si toccava la testa che ancora gli doleva.&lt;br /&gt;Più passavano i minuti più si capacitava di non avere molti ricordi a disposizione, di non conoscersi, di non ricordarsi nemmeno il suo volto, di sentirsi un estraneo.&lt;br /&gt;Che sensazione strana! Irreale! Si ripeteva mentre se ne stava seduto a gambe conserte nel centro dello studio.&lt;br /&gt;Finché, accigliandosi, aveva lasciato andare il suo occhio indagatore su quei libri, su quelle riviste, su quei cd sparsi un po’ ovunque, che fino ad allora non aveva considerato minimamente.&lt;br /&gt;Come un felino ci si era tuffato, sperando di trovare in quel variegato miscuglio di informazioni, qualche appiglio per poter riconquistare la sua vita.&lt;br /&gt;Aveva passato un giorno intero a leggere, a guardare le foto, aveva visto un certo Sting che gli piaceva parecchio e si era quasi convito che potesse essere lui. Tutto trafelato aveva cercato uno specchio e si era arreso all'evidenza di non aver niente a che fare con quel bell'imbusto dallo sguardo seducente. Aveva passato in rassegna centinaia di volti, ma niente da fare, non si trovava in quelle riviste.&lt;br /&gt;Devo ricordare... cazzarola!&lt;br /&gt;Si era riavvicinato alla finestra. Deciso aveva messo fuori la testa.&lt;br /&gt;Per la seconda volta era stato assalito da quella sensazione amara che gli aveva oscurato la vista e che quasi l'aveva messo ko.&lt;br /&gt;Questa volta, però, non aveva nessuna intenzione di gettare la spugna. Sarebbe rimasto lì in piedi, si sarebbe messo in guardia e avrebbe affrontato la situazione. Costi quel che costi avrebbe capito perché quel delirio di colori, di odori, di rumori lo stordiva in quel modo.&lt;br /&gt;Quella sua decisione gli fece prendere coraggio e in un batter d'occhio una miriade di immagini della sua città iniziarono a riempirgli la testa, i giardini Margherita in autunno, le Due Torri che toccano il cielo grigio, le bancarelle di Natale sotto i portici di via Mascarella.&lt;br /&gt;Bologna non è mai stata così, non è mai stata così! Non ci assomiglia neppure… aveva constatato.&lt;br /&gt;Cos'è successo?&lt;br /&gt;Aveva chiuso gli occhi e per un tempo inquantificabile era rimasto come sospeso in una dimensione tutta sua di probabili risposte.&lt;br /&gt;Poi una sensazione piacevole aveva iniziato a crescergli dentro.&lt;br /&gt;E quando decise di riaprire gli occhi non gli ci volle molto per rendersi conto di essere tremendamente attratto da quel nuovo mondo che gli sfilava disordinato sotto gli occhi.&lt;br /&gt;Avrebbe voluto scendere, immergersi nelle profondità più remote di quel mistero variopinto che sembrava richiamarlo a sé.&lt;br /&gt;Il cielo azzurro, una ragazza che si stava facendo disegnare con dell'henné dei fiori di loto sulla mano, un vecchietto tutto ossa che vagava con una carriola piena di cianfrusaglie, due preti che predicavano con gesti ampi, persone intente a mercanteggiare, a discutere, instabili tendoni della croce rossa, alcuni bambini che gridavano giocando con un frisby.&lt;br /&gt;Quel miscuglio d'umanità lo affascinava, lo seduceva.&lt;br /&gt;Gianni, però, aveva deciso che prima di mischiarsi con tutta quella gente avrebbe dovuto riconquistare la sua identità, perché era sicuro di avere dei numeri, delle qualità, delle potenzialità. Si era risvegliato con questa sensazione.&lt;br /&gt;Doveva solo ritrovare i tasselli mancanti e tutto si sarebbe aggiustato.&lt;br /&gt;Percepiva chiaramente che l'aria fosse impregnata di dolore.&lt;br /&gt;Lentamente si era convinto che lui avrebbe alleviato quella sofferenza, di questo era sicuro.&lt;br /&gt;Ma come? Cosa so fare? Se sono un cantante dovrei cantare! Ma cosa? Non mi ricordo una canzone… forse dovrei ascoltare della musica, ma non c'è elettricità… forse quel portatile che ho visto, magari ha ancora la batteria carica.&lt;br /&gt;Si era avvicinato al computer, aveva alzato il monitor. Si era acceso.&lt;br /&gt;Trepidante aveva aspettato la schermata iniziale, sul desktop c'era una cartella:&lt;br /&gt;“Gianni Morondi: intervista di oggi”.&lt;br /&gt;Cavoli, bingo, ce l'ho fatta! Ecco chi sono! Gianni Morondi! Che bel nome! Importante!&lt;br /&gt;Ansioso l'aveva aperta.&lt;br /&gt;C'erano un documento di testo e una foto.&lt;br /&gt;Senza esitazione aveva cliccato sull’immagine.&lt;br /&gt;Muoveva freneticamente la testa fra lo specchio e il monitor.&lt;br /&gt;Compiaciuto, si era riconosciuto subito.&lt;br /&gt;Poi aveva iniziato a balbettare. Un grugnito incomprensibile gli usciva dalla bocca, le guanciotte piene di perplessità.&lt;br /&gt;Gli occhi languidi stavano fissi sullo schermo del portatile, immobili e indagatori.&lt;br /&gt;Ma che cavolo è ‘sta roba? Sono in mutande… dove sono? Sembra uno studio televisivo… allora non sono un cantante, sono uno showman. Ma perché mi sono denudato in uno studio televisivo? Come mai ho fatto una cosa del genere?&lt;br /&gt;Si era grattato sotto il mento, poi sotto l’orecchio destro.&lt;br /&gt;Evidentemente avevo i miei motivi! Posso non ricordarmi delle cose, ma sicuramente so che non sono un pervertito o un esibizionista, quindi ci sarà una spiegazione!&lt;br /&gt;In preda a una crisi mistica si era gettato a capofitto nel documento di testo, voleva andare a fondo alla questione, gli occhi scorrevano fra le parole:&lt;br /&gt;“Il noto cantautore Gianni Morondi, che da quest'anno conduce la trasmissione Un sabato con gli italiani, ieri per alzare lo share della sua trasmissione ha deciso di esibirsi in uno strip-tease quasi integrale. In studio fra lo stupore del pubblico e l'imbarazzo degli organizzatori, il bolognese…”.&lt;br /&gt;Mi sono spogliato per attirare il pubblico, sono un genio! Sono un cantante-conduttore-geniale!&lt;br /&gt;Aveva proseguito la lettura e con gioia aveva accolto la notizia che in, effetti, in coincidenza del suo show, lo share era aumentato, quindi la trasmissione e lo spogliarello erano stati un successone.&lt;br /&gt;Aveva sorriso contento, soddisfatto di sé.&lt;br /&gt;Lo sapevo! Ero un cantante! Cioè, sono un cantante, certe cose uno se le sente! Ma non mi ricordo neppure una canzone: com'è possibile?&lt;br /&gt;Così aveva riaperto quella foto che lo ritraeva in mutande a braccia aperte e si era portato le mani fra i capelli. Per un po' aveva cercato di ricordare.&lt;br /&gt;Niente da fare... non mi viene niente. Magari nel computer trovo qualcosa.&lt;br /&gt;Aveva scovato una cartella piena di mp3. Aveva passato in rassegna decine di nomi: Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, White Strike, Gianna Nannini, Francesco Guccini, i Dik Dik, i New Trolls, Antonello Venditti, Manu Chao, Luciano Pavarotti, Claudio Baglioni, gli Stranglers, ma di una sua canzone neppure l'ombra. Adirato aveva dato un pugno ad una porta.&lt;br /&gt;Si era gettato a carponi fra i cd, ma anche lì, in quel mucchio disordinato, c'erano solo ed esclusivamente altri nomi.&lt;br /&gt;E che cazzo, non hanno neanche una mia canzone! Che radio di merda è questa? Io sono Gianni Morondi, il conduttore-cantante-geniale, e se non trovo qualcosa qui scenderò in strada! I miei fans mi accoglieranno a braccia aperte! Loro conoscono la mia musica!&lt;br /&gt;Ecco cosa avrebbe fatto: sarebbe andato alla ricerca di qualcuno che l'avrebbe fatto ricongiungere con la sua arte.&lt;br /&gt;- Sì, è questo quello che devo fare - aveva ruggito con gli occhi infuocati, esultando.&lt;br /&gt;Si era sistemato ed era sceso alla ricerca delle sue canzoni perdute.&lt;br /&gt;Nel trambusto generale nessuno sembrava accorgersi della sua presenza, solo una vecchietta l'aveva fissato per un istante, lui le aveva sorriso ma l’anziana aveva proseguito per la sua strada.&lt;br /&gt;Aveva sgomitato forte per arrivare vicino alla statua del Nettuno.&lt;br /&gt;Sembra che nessuno mi conosca… forse dovrei...&lt;br /&gt;In un lampo aveva iniziato a spogliarsi nell'incosciente speranza di attirare l'attenzione della gente.&lt;br /&gt;Era convinto che quella fosse la cosa giusta da fare.&lt;br /&gt;In televisione ha funzionato alla grande... c'era scritto chiaro e tondo in quell'articolo... quindi!&lt;br /&gt;E così...&lt;br /&gt;…Nel bel mezzo della piazza, fra tutta quella gente, fra ceste piene di spezie, di curry, di cumino, di paprika, di pepe, si era tolto prima la giacca, poi la camicia, aveva azzardato un colpo d'anca seguito da un sorriso compiaciuto, poi un passo di tango e via con la canottiera, finché, al momento di togliersi i pantaloni, un signore di mezza età gli si era avventato contro iniziando a spingerlo.&lt;br /&gt;-Che cosa fai, pervertito del cazzo!- gli aveva urlato.&lt;br /&gt;-Io non sono un pervertito, sono Gianni Morondi, il cantante! Il conduttore!&lt;br /&gt;-E chi se ne frega, adesso la televisione non c'è più, quindi vedi di risparmiarti queste stronzate che qui non c'è da scherzare… e tagliati quella barba! Non mi piaci!&lt;br /&gt;La mano del tizio l'aveva scaraventato per terra e lui affranto aveva iniziato a piangere, raggomitolandosi su se stesso come un riccio.&lt;br /&gt;Era rimasto in quella posizione per alcuni minuti.&lt;br /&gt;Poi...&lt;br /&gt;-Dai Gianni, alzati!&lt;br /&gt;Lui aveva aperto gli occhi.&lt;br /&gt;Un omone con i capelli raccolti a coda di cavallo era sopra di lui, indossava una maglia amaranto.&lt;br /&gt;-Tu mi conosci?- gli aveva domandato Gianni mentre si asciugava le lacrime e si rimetteva la camicia.&lt;br /&gt;-Ma sì, ovvio…&lt;br /&gt;-Allora, dimmi! Dimmi!&lt;br /&gt;-Che cosa? Cosa devo dirti?&lt;br /&gt;-Sono un cantante?&lt;br /&gt;-Sì, certo che sei un cantante!&lt;br /&gt;-E sono bravo?&lt;br /&gt;-Bravo? Sai... cosa posso dire… garbi a molte persone.&lt;br /&gt;-E a te?&lt;br /&gt;-Beh, io ho gusti particolari… non rientri proprio nel mio genere. Ma hai fatto scuola, questo è innegabile.&lt;br /&gt;-Ah… bene- aveva commentato Morondi con aria smarrita.&lt;br /&gt;-Dai, su, alzati.&lt;br /&gt;Scorza Dura aveva condotto Gianni da alcuni amici che stavano bivaccando in un parchetto dietro la Cattedrale. Il cantante era stato accolto con simpatia, una birra e un paio di colpi di spinello.&lt;br /&gt;E lì, da quelle strane persone, aveva appreso cosa fosse successo al vecchio mondo, aveva ascoltato dell'inondazione e di come molte cose fossero cambiate. Aveva iniziato a bere.&lt;br /&gt;Non sembrava essere scioccato, anzi, a dir la verità, dava l'impressione che tutto quello che gli venisse raccontato gli entrasse da un orecchio per poi uscire dall'altro.&lt;br /&gt;Un ometto gli aveva offerto da bere un intruglio dall'incredibile retrogusto di cannella e pepe nero.&lt;br /&gt;Tra un sorso e l'altro gli descriveva nei dettagli i nuovi confini naturali.&lt;br /&gt;Poi aveva iniziato a parlare del Livorno calcio e a raccontargli di come tremila livornesi fossero rimasti a Bologna.&lt;br /&gt;A Gianni, però, tutte quelle chiacchiere iniziavano a far venire il mal di testa, lui voleva solamente una cosa: ascoltare una sua canzone.&lt;br /&gt;Così si era alzato, era salito su una panchina e, a gran voce, aveva chiesto:&lt;br /&gt;-Sì, sì, blablabla… ho visto che Bologna è cambiata! Cosa pensate, che sia un rincitrullito? È  diventata un'isola? Bene, meglio, a me piace il mare! E voi siete di Livorno? Beh, se non vi piace stare qui perché non ci tornate?&lt;br /&gt;Un silenzio di sconcerto aleggiava nell'aria.&lt;br /&gt;-Calmati! Vogliamo solo aiutarti- aveva ringhiato un ragazzo con i capelli rasati e la maglia della Banda Bassotti.&lt;br /&gt;-Se volete aiutarmi veramente…- Gianni si era fermato un attimo e si era aggiustato la frangia che gli era caduta sul viso, poi aveva continuato: -Vi prego, cantatemi una mia canzone! Io non me ne ricordo una! Vi prego!&lt;br /&gt;Scorza Dura aveva guardato i suoi compagni. Si erano messi in disparte e dopo qualche minuto erano tornati affermando sorridenti:&lt;br /&gt;-Va bene, compagno Morondi, abbiamo deciso che te ne canteremo una tua.&lt;br /&gt;Gianni aveva gli occhi pieni di gioia.&lt;br /&gt;I livornesi avevano iniziato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mattina mi son svegliato&lt;br /&gt;O bella ciao! Bella ciao! Bella ciao ciao ciao!&lt;br /&gt;Una mattina mi son svegliato&lt;br /&gt;E ho trovato l’invasor&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianni vedeva che negli occhi di quei ragazzi c'erano emozione e gioia.&lt;br /&gt;Senza indugi aveva preso la bottiglia con l'intruglio alcolico e se l'era sgolata in un sol sorso.&lt;br /&gt;La trachea era un trionfo di gusti.&lt;br /&gt;Aveva ascoltato tutta la canzone e alla fine era scoppiato in lacrime, farfugliando:&lt;br /&gt;-E’ bellissima, grazie! Grazie!&lt;br /&gt;I livornesi lo avevano abbracciato divertiti.&lt;br /&gt;Poi Gianni aveva detto:&lt;br /&gt;-Adesso tocca a me!&lt;br /&gt;Tutto eccitato aveva ricantato l'intera canzone, con armonia, con sentimento, senza sbagliare una parola, come se realmente fosse stato lui a scriverla, come se gli appartenesse.&lt;br /&gt;Mentre Gianni cantava per la quinta volta Bella Ciao, Scorza Dura aveva guardato i compagni con aria perplessa.&lt;br /&gt;Cazzo, mi sa che abbiamo fatto una gran stronzata!&lt;br /&gt;Aveva pensato il capo delle BAL, continuando a ripeterselo anche dopo, mentre rientravano alla tana, al quartiere occupato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-6465255077558155682?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/6465255077558155682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=6465255077558155682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6465255077558155682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6465255077558155682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/11/un-personaggio-fondamentale-veramente.html' title='Come Gianni Morondi( nostro cantautore impazzito) scopre di essere Gianni Morondi. Buon divertimento.'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-8686090580766853883</id><published>2009-11-24T21:12:00.001-08:00</published><updated>2009-11-24T21:15:53.135-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kRSYY1zo1Pg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kRSYY1zo1Pg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-8686090580766853883?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/8686090580766853883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=8686090580766853883' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8686090580766853883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8686090580766853883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/11/blog-post.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-6149580391961147935</id><published>2009-11-10T16:56:00.000-08:00</published><updated>2009-11-24T21:12:30.793-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'>SINOSSI E DUE NUOVI ESTRATTI. SUGGESTIONI ACQUATICHE.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SwEGDZaSItI/AAAAAAAAAIY/AQ6qGo7mXe4/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 124px; height: 119px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SwEGDZaSItI/AAAAAAAAAIY/AQ6qGo7mXe4/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404607683251806930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SINOSSI&lt;br /&gt;La ballata del tocororo (o della rivincita dei sud del mondo)&lt;br /&gt;Un esemplare di tocororo, uccello sacro, simbolo di Cuba, solitamente stanziale, è stato avvistato inspiegabilmente a Ferrara. Federico, giovane ornitologo alle prese con una burrascosa e drammatica storia d’amore e Pasquino, vigile urbano che sogna di fare lo scrittore, vedranno la loro vita intrecciarsi a quella del colorato pennuto caraibico, proprio mentre il vecchio mondo sta per finire. Distrutto. Sommerso.&lt;br /&gt;Ferrara è stata trasformata dalla catastrofe in un’isola, è rimasta senza elettricità e acqua corrente, e i suoi abitanti sopravvivono grazie al baratto. Incalzati da un capo ultra livornese che in sogno ha avuto la visione di riportare il tocororo a Fidel Castro per ricongiungere tutti i pezzi di quell’umanità dilaniata scampata alla catastrofe, Pasquino e Federico partono sulla zattera "Erodoto" verso est, seguendo i venti, come antichi esploratori.&lt;br /&gt;Durante questa odissea i tre incontrano pirati corrotti, guarnigioni di sanguinari curdi, clandestini trucidati, marines esaltati che bivaccano in una caserma nel deserto, spacciatori colombiani, amazzoni tailandesi che torturano ex clienti e governano un atollo, personaggi dello spettacolo che si mangiano fra loro, un sadico generale a capo di un esercito irregolare di skinhead, fascisti di vecchia data, militari smarriti, ex poliziotti picchiatori, violentatori, mercenari tantrici, e un famosissimo cantautore italiano che ha perso la memoria ed è diventato un menestrello alcolista.&lt;br /&gt;Una guerra campale, il conflitto di sempre. Il bene contro il male, i rimasugli dell’orrore del vecchio mondo contro le speranze di chi è deciso a non cedere ancora.&lt;span class="text_exposed_hide"&gt;... &lt;span class="text_exposed_link"&gt;&lt;a onclick="'CSS.addClass($("&gt;Visualizza altro&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;br /&gt;Una ballata scritta a quattro mani, un gioco letterario intriso di humor, avventura, azione, sangue e amore. Un’opera sorretta da più fili narrativi, capace di amalgamare e fondere strutture tipicamente cinematografiche ai crismi del romanzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                  I DUE NUOVI ESTRATTI. SUGGESTIONI ACQUATICHE FRAMMENTI DALLA SECONDA PARTE DELLA BALLATA.&lt;br /&gt;(1)&lt;br /&gt;Un caldo insopportabile avvolge il centro deserto. Piazza Trento Trieste, spoglia e afosa.&lt;br /&gt;Due uomini si rifugiano sotto i portici dove una volta c’era il Mc Donald’s ormai diventato una specie di bettola-dormitorio gestita da una coppia di norvegesi, arrivati qui durante il Festival dei Buskers. Travolti dall’acqua, sono condannati a sopravvivere alla fine del mondo.&lt;br /&gt;Lui è alto, magro, con i capelli gialli e lunghi. Ha occhi azzurri, intensi. Parla, senza interruzione, un italiano incerto. Blatera. Impreca.&lt;br /&gt;La moglie, Mercedes, ha sempre un bicchiere di vino in mano, non si scompone mai, nasconde il viso dietro lunghi capelli scuri, fuma continuamente, ascolta il marito, sospira.&lt;br /&gt;La bettola è sovraffollata. Al piano terra, ai lunghi tavoli, siedono decine di uomini sporchi e assonnati. Ogni tanto qualcuno si alza stancamente e va ad immergere il bicchiere in una grande bacinella di plastica, dove c'è una bevanda composta da diversi vini di scarsa qualità: un goccio di alcool puro, acqua piovana e zucchero. Non è un granché, ma stordisce e si può barattare con qualche sigaretta, un pezzo di pane. I norvegesi sono persone che si accontentano.&lt;br /&gt;Alle pareti sono stati appesi poster di spiagge tropicali, un ritratto di Nelson Mandela, uno a china di Maradona. I poster coprono le vecchie insegne del Mc Donald’s: la costa di Cancun è affiancata dalla sagoma di un grande cheeseburgher.&lt;br /&gt;In via Coromari dei bambini stanno prendendo a pallonate la saracinesca di un negozio d'abbigliamento abbandonato ormai da mesi. Dalla finestra sovrastante una vecchia si affaccia e inizia a gridare. Con la testa insaccata fra le spalle se ne vanno senza protestare. Arrivano dietro all’angolo, traccheggiano scambiandosi sguardi complici. Il rumore del richiudersi dei battenti scuote il silenzio. Sghignazzando tornano di gran carriera.&lt;br /&gt;Riprendono il loro rumoroso gioco.&lt;br /&gt;Folate d'aria fresca trasportano il gracchiare costante delle cicale e l’odore del mare.&lt;br /&gt;Chissà quanto tempo è passato da quel tramonto apocalittico che ha trasformato per sempre il paesaggio terrestre dando all'acqua il predominio sulla terra? Da quanto il sole ed il caldo hanno sostituito la nebbia e il freddo? Da quanto mancano elettricità e acqua corrente?&lt;br /&gt;Qualcuno afferma che, ormai, è passato un anno; altri puntano al rialzo.&lt;br /&gt;Ognuno ama dire la sua anche se, negli androni dei palazzi, sotto gli ombrelloni delle spiagge che attorniano le Mura, mentre si tirano su le reti nel porticciolo di San Giorgio o ci si beve un bicchiere di vino in un qualche baracchino del centro, l'innegabile verità condivisa è che nessuno guarda più l'orologio.&lt;br /&gt;Il tempo ha perso la sua consistenza.&lt;br /&gt;Ormai, non si fa neppure caso al sole che, a volte, sembra non voler calare più o alla luna che, nelle svariate apparizioni rimane lassù a brillare sopra al mare blu intenso.&lt;br /&gt;Lentamente ci si è abituati anche all'incredibile.&lt;br /&gt;I ferraresi, dapprima, hanno assistito al sotterramento della loro pianura, poi hanno accolto il mare che ora, calmo, accarezza la cinta muraria.&lt;br /&gt;Chi è sopravvissuto ha preso possesso delle case dei morti. Chi non ha avuto da mangiare ha saccheggiato i supermercati. Chi non ha avuto legna ha bruciato i mobili e i giornali delle edicole. Chi aveva qualche conto in sospeso l'ha prontamente saldato.&lt;br /&gt;Sono successe tante cose, ma non è questo il momento di parlarne.&lt;br /&gt;Da uomini stantii di pianura, contadini per vocazione, gli eredi della tradizione estense si sono rimboccati le maniche ed hanno iniziato la loro nuova vita, ognuno con un nuovo sogno, un nuovo desiderio.&lt;br /&gt;Bramosi di rinascere nel nuovo mondo hanno fatto di necessità virtù.&lt;br /&gt;Molti si sono costruiti rudimentali catapecchie nautiche e si sono dati alla pesca.&lt;br /&gt;Chi, invece, ha recuperato le imbarcazioni ormeggiate nella Darsena ed è partito nel vano tentativo di essere ricordato come il nuovo Marco Polo, si è reso conto che intorno a Ferrara c'è solo mare, solo ed esclusivamente acqua, un infinito oceano di dubbi.&lt;br /&gt;A dire il vero un altro centro di rilievo salvatosi dall'inondazione c'è: Bologna.&lt;br /&gt;Ma di quel che è rimasto dell'ex capoluogo emiliano vi dirò poi.&lt;br /&gt;Adesso concentriamoci su Ferrara.&lt;br /&gt;Il caldo tropicale, prepotentemente aggiuntosi alla lista degli eventi inspiegabili, ha trasformato velocemente la vegetazione della città.&lt;br /&gt;Il verde spontaneo cresce ovunque.&lt;br /&gt;Le acque sono rivestite di mangrovie, mentre le rive sono ricoperte di arbusti sempre verdi. Sono spuntate miracolosamente piante di mirto e di corbezzolo, anemone, fiammole, ranuncole asiatiche, peonie, papaveri, un mix lussureggiante di rosso, giallo, bianco, viola. Nei paraggi del parco Massari alcune palme da dattero. Timo e cisto spuntano nelle crepe dei marciapiedi, nei solchi lasciati dalla fine del mondo.&lt;br /&gt;Ferrara, oasi pacifica, brulica di porticcioli, di mercati all'aperto, di vegetazione tropicale, di luoghi dediti allo scambio di merci, di cittadini che, ormai perso qualsiasi rapporto con il denaro, vivono barattando di tutto, dal pesce essiccato, alla frutta, ai semi, al pane, alle spezie.&lt;br /&gt;Antichi centri di aggregazione come piazza Ariostea e i bastioni delle Mura sono stati rivalutati e hanno ripreso la loro originaria funzione di spazio collettivo.&lt;br /&gt;Il fatto che i Buskers siano rimasti qui, costretti dall'inondazione, ha trasformato le notti ferraresi nel palcoscenico ideale per kermesse musicali infinite, di spettacoli teatrali, di performance varie.&lt;br /&gt;Ferrara, superato il lutto, sembra essere diventata una cittadina felice, rinata.&lt;br /&gt;Nel rione di San Giorgio parecchie case sono state imbiancate per far filtrare meno i raggi del sole.&lt;br /&gt;I balconi sono adorni di licheni, rose, cantanuche, caerule dall'ammaliante colore azzurro, gladioli porpora e narcisi. L'aria è viziata dall'odore intenso di pesce alla griglia.&lt;br /&gt;Dalla corte di un palazzo dilaga un'armoniosa melodia nord-africana accompagnata da parole strozzate, trattenute, e dal soffice rimbombo di alcuni tamburelli.&lt;br /&gt;Corso della Giovecca brulica di bancarelle di pannocchie, di pollo cotto alla brace e insaporito con succo d'arancia, di pane fatto in casa e di improvvisati gazebo che garantiscono ombra ai bancali colmi di marmellate di pomodoro, fragola, melone.&lt;br /&gt;Negli androni delle case ci si ritrova per chiacchierare, per giocare a carte, a dadi, o per sonnecchiare al riparo dal sole.&lt;br /&gt;Decine di barchette pescano vicino all'atollo di San Giorgio, dove il campanile della chiesa emerge fra acque cristalline e dove nuotano pesci argentati e tartarughe giganti.&lt;br /&gt;A bordo di un'esile imbarcazione che oscilla piegandosi sul lato destro, il vecchio Saverio Arnolfi, con un gesto ampio delle braccia, fa roteare in aria un amo.&lt;br /&gt;All'improvviso, con un colpo secco, lo scaglia verso l'azzurro. Il silenzio viene tagliato, per un secondo, da un suono stridulo. Poi un impercettibile tonfo, l’acqua increspata. Dei piccoli pesci dal colore grigio bruno si dileguano velocissimi, spaventati dall’inaspettata intrusione.&lt;br /&gt;Il sole illumina la loro scomposta fuga.&lt;br /&gt;Il partigiano è in compagnia di due giovani sgherri dalla pelle olivastra che, a bordo della minuscola barca, si muovono con disinvoltura. Uno dei pesci perde l'orientamento e si avvicina alla prua, il partigiano lo nota. Cede la canna da pesca a uno dei suoi compagni, poi quatto quatto si avvicina a quella minuscola figura che vaga solitaria a pelo d'acqua. Sgrana gli occhi. Un'espressione di sconforto gli si dipinge sul volto.&lt;br /&gt;Sconfitto gira la testa verso l'esigua ciurma, in un'evidente richiesta di aiuto. Con uno scatto gli si affianca Primo, il più vecchio dei due, si appoggia leggiadro al vecchio e si sporge verso l'acqua. Sorride, soddisfatto, poi afferma sottovoce e con fare confidenziale:&lt;br /&gt;-È  un ciclide dalla bocca di fuoco.&lt;br /&gt;-E come lo riconosci?&lt;br /&gt;-Vedi la parte inferiore della bocca e del torace? Sono rossi e ha una macchia scura sia sull'operacolo che sui lati.&lt;br /&gt;-Ma Primo, tu ne sai una più del diavolo! Come fai a ricordarti tutte queste cose?&lt;br /&gt;-Passione! Sono nato in mare.&lt;br /&gt;-Sì, va bene, ma fino ad un anno fa non è che a Comacchio ci fossero dei pesci del genere!&lt;br /&gt;Primo diventa serio, gli occhi gli s'increspano, il viso gli si allunga in una smorfia che sembra quella di un bambino qualche secondo prima delle lacrime.&lt;br /&gt;-Scusa, mi dimentico sempre di…- balbetta il partigiano Arnolfi.&lt;br /&gt;-No, non fa niente… è che quando sento quel nome mi viene da piangere.&lt;br /&gt;-Ti capisco, anche io ho perso mio figlio e della mia famiglia mi è rimasto solo un nipote, devi essere forte!&lt;br /&gt;-Sì, lo so. Ma mi mancano- conclude Primo.&lt;br /&gt;I due si abbracciano, poi il comacchiese aggiunge:&lt;br /&gt;-Se vuoi ti dico anche qualcosina in più! Il ciclide dalla bocca di fuoco bazzica nei corsi d'acqua del Guatemala e dello Yucantan.&lt;br /&gt;-Perbacco! Ne hanno fatta di strada questi pesciolini!&lt;br /&gt;-Sì, direi!&lt;br /&gt;-Beh, allora lasciamo stare queste bestiole che, dopo un viaggio così lungo, avranno voglia di farsi i fatti loro!&lt;br /&gt;L'altro ragazzo senza scomporsi fa su l'amo e infila i remi nei loro scalmi.&lt;br /&gt;Saverio è seduto a prua, ciondola da destra a sinistra, ai suoi piedi il sacchetto nero ove suole sistemare il pescato.&lt;br /&gt;Davanti, la torre di San Giorgio, le imponenti Mura.&lt;br /&gt;I due ragazzi remano energicamente.&lt;br /&gt;I colori dei panni appesi, delle porte, delle case si fanno sempre più riconoscibili.&lt;br /&gt;Dietro alla barca, una smussata linea retta taglia dolcemente la piattezza argentea che li divide dalla terra ferma.&lt;br /&gt;Arrivati all'attracco di via Porta Mare, Saverio, con un nodo, assicura la sua barchetta a un enorme pezzo di metallo verde ormai scrostato e arrugginito, dopodiché, si rialza.&lt;br /&gt;La luce del sole lo acceca per un istante. Infastidito si strofina gli occhi poi, con aria serena, fissa, come ogni giorno, l'orizzonte calmo.&lt;br /&gt;Immobile, avvolto nella sua silenziosa quotidianità.&lt;br /&gt;Sorride, non avrebbe mai pensato che sarebbe riuscito a coronare il suo sogno più recondito, che il desiderio di vivere a stretto contatto con il mare sarebbe diventato realtà. Lui, amante dei classici del mare, che da sempre portava invidia ai Capitani coraggiosi e a Lord Jim, adesso si trova a vivere come loro, a provare le loro stesse sensazioni, a pensare come loro, ad essere un lupo di mare.&lt;br /&gt;Ex combattente partigiano ora astuto marinaio… che evoluzione.&lt;br /&gt;Il cielo è azzurro, qua e là alcune nuvole immobili tagliate, di continuo, da gabbiani che volteggiano liberi.&lt;br /&gt;L'aria calda gli accarezza il volto.&lt;br /&gt;Sembra ringiovanito, ha la pelle olivastra e i capelli leggermente lunghi tirati all'indietro. Con aria sicura si tiene ben saldo alla stampella, muove passi netti, chirurgici.&lt;br /&gt;Tra le barche ormeggiate nel porticciolo, ne nota una che non aveva mai visto: una zattera di legno di medie dimensioni battente una strana e sgualcita bandiera color amaranto.&lt;br /&gt;Rimane imbambolato a studiarla: è composta essenzialmente da una base di tronchi legati fra loro da possenti corde, da un albero maestro alto almeno tre metri e da una piccola e graziosa cambusa coperta da fascette di bambù e da frasche.&lt;br /&gt;All’interno, attaccato sopra alla provvisoria e scarna cucina, un poster di Che Guevara.&lt;br /&gt;Il vento trasporta delle urla che prendono la consistenza di una cantilena costante.&lt;br /&gt;Sulla via Porta Mare c’è il mercato del pesce.&lt;br /&gt;Primo gli tocca la spalla. Saverio lancia un'ultima occhiata verso la cima dell'albero. Un soffio di vento smuove il vessillo amaranto. Nella speranza di carpire qualche indizio in più, si acciglia, sgrana gli occhi, riesce a distinguere uno strano simbolo: delle lettere che si attorcigliano, sembra uno stemma di una squadra di calcio.&lt;br /&gt;Boh, chissà! Comunque! S'incammina verso il mercato.&lt;br /&gt;Si mischiano al caos. Lui nel mezzo, la sua ciurma che lo scorta.&lt;br /&gt;Grida acute, due donne che s’adoperano dietro ad un bancale pieno di frutta secca, un mendicante è appoggiato ad un sacco pieno di granturco, odori intensi, un vecchietto osserva inebetito alcuni fiori blu, sospira, poi sorride soddisfatto, si fruga nelle tasche dei pantaloni ansioso di portare con sé quell’incredibile regalo della natura.&lt;br /&gt;Sgomitano fra la calca, avanzano fra la ressa in subbuglio. Un uomo con due denti d’oro sgranocchia una carruba, poi starnutisce, Saverio evita gli schizzi di saliva.&lt;br /&gt;Arrivano sino al banco di una baracca gestita da un minuto cingalese.&lt;br /&gt;Saverio butta sul pianale il sacco nero. Il cingalese lo apre ed inizia ad estrarre dei merluzzi di media grandezza, li conta soddisfatto tenendo lo sguardo fisso su i tre. Ha due enormi occhi neri e una pancia che sembra un cocomero.&lt;br /&gt;-Sette buoni e due malati- sentenzia.&lt;br /&gt;-Sono tutti buoni, fammeli vedere i malati!- controbatte Saverio.&lt;br /&gt;-Questo ha lische molto scure, non è buono e questo anche.&lt;br /&gt;-Tutti i giorni ti inventi una malattia nuova, non ci provare Masos! Ormai lo abbiamo capito il tuo giochetto! Dacci quello che ci spetta e falla finita!&lt;br /&gt;Il cingalese esita un secondo, si aggiusta il colletto della camicia color ocra, lascia che due gocce di sudore gli arrivino sino al mento poi si china, scomparendo sotto il bancale.&lt;br /&gt;Quando ricompare ha in mano tre sacchetti di carta e una bottiglia di vetro, sorridendo:&lt;br /&gt;-Duecento grammi di riso, sei stecche di cannella, cento grammi di fagioli per uno e una bottiglia di vino da dividere.&lt;br /&gt;I tre si guardano, poi, con un cenno del capo, acconsentono.&lt;br /&gt;Felici per l'affare concluso si portano nei paraggi dell'ex bar Stella ora diventato una delle bettole di porto più battute.&lt;br /&gt;Le pareti esterne sono quasi interamente coperte da graffiti che ritraggono i nuovi simboli di Ferrara: il mare azzurro che avvolge la cinta muraria ricoperta di fiori; il Castello addormentato fra le palme, i teloni tirati da un estremo all'altro delle strette vie del centro storico per assicurare ombra a tutti e il tocororo, appollaiato sul ramo della secolare quercia da sempre al lato della casa del Boia, che guarda verso est.&lt;br /&gt;All'interno del locale, sistemati malamente e abbandonati al loro destino, vecchi sgabelli e tavoli di legno che ormai hanno perso colore. Il pavimento è coperto di pezzi di pane, cicche di sigarette, noccioli d'oliva, macchie d'unto.&lt;br /&gt;Il tetto è sorretto da travi di ferro verde dall'aria instabile. Le pareti sono zeppe di sgualciti poster di film degli anni ’80, della Madonna, della vecchia Ferrara immersa nella nebbia e del Capitano Acab con la sua pipa in bocca. Sui tavoli, su claudicanti mensole, sono appoggiate candele e vecchi candelabri, unica  garanzia di luce quando il sole cala nel mare-oceano.&lt;br /&gt;Dietro al bancone un ometto dai lineamenti vagamente simili a quelli del sopra citato eroe dei mari si sta fumando un interminabile sigaro. Beve un sorso della sua birra sgasata, una porcheria di fabbricazione domestica.&lt;br /&gt;Intorno, avventori che giocano a domino, altri, stretti in cerchio, cantano canzoni battendo le mani a ritmo serrato.&lt;br /&gt;Saverio baratta con il barista le sei stecche di cannella per un piatto d'insalata di pomodori e mezza pagnotta. I suoi compagni riempiono tre bicchieri di vino.&lt;br /&gt;Due energumeni stanno litigando a voce alta vicino alla porta d’ingresso, all'improvviso uno di questi estrae la pistola e la punta verso l'antagonista che, sconfortato, arretra.&lt;br /&gt;L'uomo che impugna l'arma si muove sicuro, ha gli occhi iniettati d'odio.&lt;br /&gt;Silenzio.&lt;br /&gt;Nel bar tutti osservano la scena senza intervenire.&lt;br /&gt;Saverio appoggia il piatto di pomodori al bancone e rimane immobile.&lt;br /&gt;L'uomo punta la canna della pistola alla tempia dell'altro, si avvicina.&lt;br /&gt;Gli sussurra qualcosa.&lt;br /&gt;Qualche goccia di sudore compare sul viso dell'aggredito che deglutisce vistosamente e infine gira la testa facendo un cenno in direzione di Saverio.&lt;br /&gt;L'energumeno armato lo squadra.&lt;br /&gt;Muove i primi passi verso il vecchio Arnolfi.&lt;br /&gt;Il partigiano, impietrito, non riesce a far altro che afferrare la sua stampella.&lt;br /&gt;Quando ormai sono vicinissimi, Saverio nota che sulla maglietta dello sconosciuto c'è impresso lo stesso simbolo che aveva intravisto sulla bandiera di quella misteriosa zattera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2)&lt;br /&gt;Brunello, immobile di fronte alla sua, un tempo, remunerativa attività, guarda le vetrate infrante del panificio. Incapace di rassegnarsi al terribile scherzetto che la crosta terrestre ha fatto al genere umano.&lt;br /&gt;Un topo rosicchia un cesto vuoto.&lt;br /&gt;All'interno del panificio c'è solo polvere, bancali distrutti, macchinari arrugginiti. Da efficiente e stimato laboratorio artigianale ora è un ammasso di ruggine, muffa, odore stantio.&lt;br /&gt;Guarda passare due ragazzini a torso nudo. Stanno blaterando qualcosa sulla folla che si è accalcata alla casa del Boia. Si trascinano dietro un carretto pieno di cartoni e cianfrusaglie arrugginite. Li guarda con odio. I ragazzini gli fanno montare il sangue alla testa. Erano soprattutto adolescenti i mostri che nei giorni dopo l'inondazione hanno saccheggiato il panificio, lo hanno gettato a terra e preso a calci mentre cercava di difendere le pagnotte e le coppie di pane dalla fame della folla. C'era anche quel negretto. Si infilava il pane nelle tasche e sorrideva. Brunello ricorda quelle facce odiose, boriose. Vede le facce che mordicchiano il pane.&lt;br /&gt;Sputa di nuovo in terra ed entra nel locale. Dei moldavi cenciosi dormono a terra. Ormai non può più fare niente per difendere la sua proprietà. A Ferrara l'ordine è annegato insieme alla sua periferia. L'anarchia e il disordine fomentano e fomentano. Ferrara come Gomorra. Il panettiere non può più tollerarlo e la sua rabbia si trasforma in silenzio, sputi, sguardi rancorosi e pieni di violenza.&lt;br /&gt;Nella testa di Brunello è in atto una trasformazione interiore. Non c'è più Marla, scomparsa nel nulla. Non c'è più il gatto. Sorride a pensare a quello stupido quadrupede. L'unica cosa che ha apprezzato del disordine è stato vedere quel gattaccio sgozzato e fatto arrosto. Era stato l'unico momento in cui si era donato alla folla; aveva anche mangiato una coscia di Napoleone e ne aveva riso.&lt;br /&gt;Cambiare, andare, allontanarsi da questo terribile inferno anarchico.&lt;br /&gt;Questi sono i suoi pensieri.&lt;br /&gt;Qualcuno gli ha riferito che a Bologna è rimasto l’ordine. Quel vice questore Della Vittoria che riempiva i notiziari locali con le sue gesta, con gli sgomberi e le retate, è ancora lì, nel capoluogo felsineo.&lt;br /&gt;Se lo immagina: alto, fiero nello sguardo, sicuro e rassicurante nelle movenze e soprattutto lontano anni luce dalla vigliaccheria dimostrata dalla polizia locale che si era subito arresa al disordine.&lt;br /&gt;Ferrara era facile da controllare quando la tranquillità del benessere teneva tutti chiusi in casa e per la città vigeva una sorta di omertosa sottomissione nei confronti della polizia.&lt;br /&gt;Adesso sì che ci vorrebbe il polso duro, ma evidentemente, nei paraggi, non c'è nessuno all'altezza.&lt;br /&gt;A Bologna, invece, quel vice-questore e il suo personale esercito resistono, l'ordine è ancora possibile.&lt;br /&gt;Un uomo così non può scappare... non deve!&lt;br /&gt;Brunello guarda ancora i moldavi dormire.&lt;br /&gt;Un uomo come me può essere utile all'ordine. Obbedire e combattere. Questo mi ha detto il Duce, pensa, mentre infila la mano nello zaino a tracolla.&lt;br /&gt;Trova il medaglione, lo afferra, con un gesto deciso lo alza, tenendolo fra l’indice ed il pollice, come fanno gli arbitri dopo aver estratto il cartellino.&lt;br /&gt;Si avvicina a un moldavo.&lt;br /&gt;Non lo ammonisce, espulsione diretta con un bel calcio nello stomaco. Il poveretto si alza in piedi gridando, l’ex panettiere senza indugi gli assesta una ginocchiata nelle palle.&lt;br /&gt;Disgustato, sputa in terra e esce dal locale.&lt;br /&gt;Rimette in tasca il suo inseparabile medaglione e inizia a marciare, verso sud, verso l'ordine, verso quel suo vecchio mondo che tanto rivuole.&lt;br /&gt;Davanti, il sole che tramonta gloriosamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-6149580391961147935?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/6149580391961147935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=6149580391961147935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6149580391961147935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6149580391961147935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/11/sinossi.html' title='SINOSSI E DUE NUOVI ESTRATTI. SUGGESTIONI ACQUATICHE.'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SwEGDZaSItI/AAAAAAAAAIY/AQ6qGo7mXe4/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-2858164130988355079</id><published>2009-11-04T02:42:00.000-08:00</published><updated>2009-11-16T09:41:05.925-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'>Altri estratti della LA BALLATA DEL TOCORORO (o della rivincita dei sud del mondo).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SvFbp2sH8QI/AAAAAAAAAIQ/U9vENdWwA-4/s1600-h/coppia3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 252px; height: 195px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SvFbp2sH8QI/AAAAAAAAAIQ/U9vENdWwA-4/s400/coppia3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400198202807283970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Brunello: il panificio Centrale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla radio Paolo Conte sta cantando le prodezze di Bartali. Brunello impasta e sbuffa.&lt;br /&gt;Piccolo e tozzo, con capelli nero-bianchi tirati all'indietro, una brillante pettinatura assicurata da una patina di gel. Sostanzialmente un uomo peloso.&lt;br /&gt;Il laboratorio è silenzioso. Dalla finestra, lievemente aperta, provengono le voci della strada.&lt;br /&gt;Ragazzi in vena di urlare... bella vita i giovani, loro sì che se la spassano, pensa, continuando il suo lavoro. I muscoli delle braccia tesi.&lt;br /&gt;Fa caldo. Brunello si asciuga il sudore della fronte con la manica della maglia consunta.&lt;br /&gt;Anche il culo extra tocca farmi! La focaccia pomeridiana! E lei? Lei se ne va in giro a fare compere... stronza! E questo qui cos’ha da cantare? Bartali... Bartali... ma va a cacare!&lt;br /&gt;-Era un coglione, meglio Coppi! Va bene?- dice Brunello rivolto alla radio.&lt;br /&gt;Con la mano sporca di farina gira la manovella dell’apparecchio. Una rumorosa cacofonia di suoni rock, una trasmissione religiosa, le previsioni del tempo. Gianni Morondi canta Bella Lucinda. Brunello fischietta il ritornello e segue con beatitudine la performance canora fino all’ultima nota.&lt;br /&gt;Mi piace Gianni Morondi... è un brav'uomo, uno d'altri tempi.&lt;br /&gt;Inizia il giornale radio. Brunello dà una sonora pacca sulla superficie della sua gigantesca palla d’impasto.&lt;br /&gt;-Buongiorno amici radioascoltatori! Sono le sedici e queste sono le notizie del giornale flash:&lt;br /&gt;Il Governo ha disposto nuovi fondi per la costruz…&lt;br /&gt;Brunello si disinteressa e inizia a fare delle palline strappando lembi dalla massa uniforme, che ha impastato con voga.&lt;br /&gt;Chissà dov’è quel gatto fifone… adesso che Marla è fuori potrei divertirmi con quello stupido quadrupede…&lt;br /&gt;-Micino? Micino?- ringhia Brunello come un rotwailer sadico.&lt;br /&gt;Oggi è padrone della sua prigione. Ha il forno tutto per sé. Una gioia idiota si impossessa della sua mente, dei suoi muscoli.&lt;br /&gt;Vai vai… vai pure a comprarti i vestiti... vai a comprare costosi bocconcini di pesce per il gatto... vai in giro a sperperare i soldi mentre io qui mi faccio il mazzo. Non assumere un aiutante, no!  Continua a comportarti da egoista... maledetta... tu e il tuo costosissimo gatto.&lt;br /&gt;Brunello tira su con il naso e inizia a disporre le palline d’impasto in una teglia unta d’olio.&lt;br /&gt;-…un’esplosione nel centro di Kabul ha causato la morte di tre persone e...-  annuncia il giornalista alla radio.&lt;br /&gt;Stacca un nuovo lembo dalla massa uniforme.&lt;br /&gt;Cosa vuoi che siano tre morti e poi se la sono voluta: mettono bombe sugli aerei, sui treni, cosa pretendono? Cosa vogliono? Un premio?&lt;br /&gt;Prende la paletta e raschia via un grumo di pasta secca dal tavolo di marmo.&lt;br /&gt;Sospira, si guarda intorno, prende conforto dalla vista dai suoi apparecchi di lavoro che da anni incorniciano tutte le sue giornate.&lt;br /&gt;-…a Bologna, questa notte, è stato sgomberato lo stabile di via Zanardi 78, occupato da diversi mesi da famiglie di extracomunitari. Il vicequestore Della Vittoria, a capo dell’operazione, ha dichiarato che durante lo sgombero è stato arrestato un cittadino marocchino senza permesso di soggiorno avvicinabile all’area del fondamentalismo islamico…&lt;br /&gt;Brunello indica la radio borbottando:&lt;br /&gt;-Bravo Della Vittoria! Fate piazza pulita di quella sporcizia umana che ci sta invadendo! Siamo prigionieri nella nostra patria!&lt;br /&gt;Dovrebbe venire da noi il vice-questore, per cacciare a pedate il negretto che è venuto a vivere al terzo piano, pensa accigliandosi. Infine si dirige verso il forno e guarda con attenzione come procede la cottura delle focacce al formaggio.&lt;br /&gt;-…e ora veniamo alle notizie sportive…&lt;br /&gt;Alza la testa.&lt;br /&gt;-...è andata male alle italiane in coppa…&lt;br /&gt;Si concede una smorfia compiaciuta, spegne la radio e torna al suo tavolo da lavoro.&lt;br /&gt;Odia e ama quest’ambiente. E’ una sensazione strana che, nella sua rozzezza di spirito, non sa spiegarsi. Si gratta la pancia con le mani impastate, se le passa sul viso rigandoselo di farina e pasta molle. Ridacchia.&lt;br /&gt;Si sente un soldato, un lagunare, un eroe della brigata Sassari.&lt;br /&gt;Mi mimetizzo, operazione forno…&lt;br /&gt;All'improvviso sente un'energia strana.&lt;br /&gt;Di scatto si gira verso la finestra che dà sul giardino interno e vede Napoleone.&lt;br /&gt;Eccoti, pensa pronto ad agire.&lt;br /&gt;Il felino, musetto appiccicato al vetro, inizia a miagolare, a strusciarsi.&lt;br /&gt;-Gatto bastardo!- urla Brunello, con le vene del collo che gli si gonfiano e gli occhi totalmente aperti, quasi dovessero saltar fuori dalle orbite.&lt;br /&gt;Il panettiere afferra due palline d'impasto e le tira violentemente.&lt;br /&gt;L'eco dell'impatto scuote il laboratorio. Per un istante il panettiere pensa al peggio, teme di aver sfondato la finestra. Lo spavento gli fa irrigidire i nervi, istintivamente chiude gli occhi, come per proteggersi dalla sua colpa. Quando li riapre nulla è cambiato: il gatto è ancora lì, fermo, immobile nella stessa posizione, con lo stesso sguardo.&lt;br /&gt;Napoleone, assonnato, osserva quell’uomo agitarsi, muovere le mani.&lt;br /&gt;Sente delle vibrazioni, nota come la bocca si apre e chiude ripetutamente. Allora, disinteressato, se ne va.&lt;br /&gt;Brunello sta per tornare al suo lavoro quando sente girare le chiavi nella porta del negozio.&lt;br /&gt;Una goccia di sudore gli scende sulla guancia destra.&lt;br /&gt;-Brunello? Brunello? Ci sei? Sono tornata! Brunello?&lt;br /&gt;Lui non dice niente. Abbassa lo sguardo. Stringe i pugni. Grugnisce. Poi sputa nell’impasto e inizia a mescolare.&lt;br /&gt;Marla entra tutta sorridente.&lt;br /&gt;-Hai visto Napoleone?&lt;br /&gt;-No! Non ho visto nessuno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marla: i magnifici biscotti del panificio Centrale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoleone, infastidito da un rumore, apre l’occhio sinistro, vede Marla che ancora dorme, sontuosamente ricoperta dal piumino viola.&lt;br /&gt;Con la zampina si pulisce il muso, scende dalla poltrona, appoggia prima le due zampe anteriori, seguite da un’ondata di grasso peloso e da un tonfo tondo. Ancora un po’ addormentato zigzaga costeggiando il letto.&lt;br /&gt;Alza la testa e controlla che il suo posto si sia finalmente liberato. Sale sul letto, scivola sulle gambe della padrona fino ad arrivare al cospetto dei suoi grandi piedi e inizia un circolare movimento del bacino massaggiandole le piante.&lt;br /&gt;-Leone, amore mio, dai, mettiti a letto...- borbotta amorevolmente Marla.&lt;br /&gt;Il felino  ubbidisce e risale zampettando. Il calore di quel piumino viola lo inebria.&lt;br /&gt;Felice e beato arriva al cuscino di Brunello e ci si spaparanza sopra. Fissa quei lunghi capelli rossi e li tocca con la zampina, giocandoci.&lt;br /&gt;-Sì, sì, anch’io, anch’io... dai, dormi leoncino di mamma- sussurra dolcemente Marla dopo essersi voltata verso il gattone.&lt;br /&gt;Leone la lecca sul viso, si aspetta una risposta altrettanto affettuosa, ma lei non ricambia e si rituffa nel suo sonno.&lt;br /&gt;Brunello sta scaricando della farina dal furgoncino del cugino Marco.&lt;br /&gt;La luce che illumina i palazzi è bianca.&lt;br /&gt;Marco gli passa i sacchi, lui li appoggia davanti alla porta del panificio. Ha accumulato un bel mucchio disposto su due file. I due sembrano non aver la minima intenzione di parlare.&lt;br /&gt;La schiena del panettiere è un dolore unico.&lt;br /&gt;Con i sacchi che lo ingobbiscono scivola dall’esterno all’interno guardando costantemente l’orologio. Frettoloso si carica dell’ultimo sacco rimasto. Gocce di sudore gli grondano dal viso.&lt;br /&gt;Il furgoncino scompare dietro l’angolo.&lt;br /&gt;La sveglia suona.&lt;br /&gt;Marla con i capelli tutti arruffati si alza immediatamente senza esitazioni e con fare militaresco scende dal letto. Con passi pesanti si dirige verso il bagno, sbattendo dietro di sé la porta.&lt;br /&gt;Quando la riapre, esce truccata, pettinata, perfettamente sistemata. Un vapore denso invade la camera da letto.&lt;br /&gt;Si infila i pantaloni bianchi, il camice extralarge e, inarcandosi all'indietro, si sistema per bene il reggiseno. Entra nel piccolo ripostiglio adiacente al bagno, afferra un minuscolo aspirapolvere giallo. Sgrana gli occhi, zooma bene sulla parte dove dorme il marito, accende l’elettrodomestico e con cura inizia ad aspirare tutti i peli di gatto che riesce a vedere.&lt;br /&gt;Dopo aver tolto le tracce della sua dormita con il felino, scende.&lt;br /&gt;Il rinomato panificio Centrale è aperto.&lt;br /&gt;Sente un rumore, s'acciglia, volta lo sguardo.&lt;br /&gt;Dalla porta adiacente esce un ragazzo di colore.&lt;br /&gt;Lo viviseziona con gli occhi.&lt;br /&gt;-Hello madame!- dice lui.&lt;br /&gt;Lei non risponde, con uno scatto si gira dall'altra parte schifata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio, al mattino, è talmente avvolgente che, camminando per le vie del centro storico, si ha la sensazione di fluttuare, di essere leggeri.&lt;br /&gt;Capita, a volte, di guardare la gente che passeggia con la speranza di sentire il rumore dei passi. Invece non si alza nessun suono.&lt;br /&gt;Le poche macchine, che lentamente passano vicino al Castello, sembrano farlo in maniera educata, discreta, per non farsi riconoscere. Rimangono nell’anonimato e scompaiono nella nebbia.&lt;br /&gt;La nebbia, che in questo lembo di pianura, si presenta quotidianamente alla città, è il vestito di Ferrara, il suo profumo, la sua maschera inebriante.&lt;br /&gt;In piccole cittadine come questa ci sono dinamiche comportamentali consolidate.&lt;br /&gt;La gente è abitudinaria: ama fare le stesse cose alla stessa ora, andare negli stessi posti in giorni prestabiliti. La ritualità ha una sua dignità decennale.&lt;br /&gt;Alto, magro e fibroso, pelle costantemente color bronzo che non accenna a sbiadire neppure con le nebbie più soffocanti, capelli brizzolati ma non troppo, il notaio Picco passeggia tranquillo.&lt;br /&gt;Vestito con un completo blu a striscioline bianche, cucito su misura dal compagno di pesca pesante, il sarto armatore Carlo Camparini.&lt;br /&gt;Cammina diritto come un pioppo, percorre velocemente la via, un passo dietro l’altro, muove la testa da destra a sinistra come la vedetta di un sottomarino in emersione.&lt;br /&gt;Una volta individuato qualcuno che lo guarda ricambia l’attenzione con corposi saluti.&lt;br /&gt;Se per la strada non c’è nessuno, sorride ai muri, al cielo, alla sua fortunata esistenza.&lt;br /&gt;Arriva davanti al rinomato panificio Centrale, traccheggia un istante lasciando andare lo sguardo al di là della vetrina, infine, entra.&lt;br /&gt;Marla è una donnona tutta d’un pezzo, stimabile sui novanta chili per un metro e sessanta. Il camice bianco riesce a malapena a contenere le spalle enormi. Il petto prorompente sembra dover uscire dal reggiseno in qualsiasi momento. Lunghi capelli rossi, cotonati, spumeggianti, curati, belli, bellissimi, le scivolano dietro la schiena.&lt;br /&gt;Fra quel lussureggiante spettacolo, due guancione carnose e tonde. Le labbra, contratte agli angoli, formano una miriade di rughette addolcite da falsi sorrisi e briciole di torta Tenerina.&lt;br /&gt;Un paio di sontuosi occhiali in oro, due ciondoli perlatobrillantissimi che penzolano dalle estremità della montatura nascondendole gli occhi. I clienti, sia per rispetto verso quella visione luccicante, sia per timore delle sue dimensioni, ciondolano silenziosamente in attesa del loro turno, seguendo il ticchettio dell’enorme orologio appeso dietro il bancone, regalo del Patriarca Fiammetto, padre defunto del marito.&lt;br /&gt;Il campanello del panificio suona, il notaio Picco entra nel locale.&lt;br /&gt;-Buongiorno notaio!- saluta Marla, mentre con una mano serve un cliente e con l’altra si aggiusta gli occhiali impercettibilmente fuori posto.&lt;br /&gt;-Buongiorno Marla! Indaffarata come sempre...- risponde il notaio. Poi, educatamente, saluta con un cenno del capo il resto dei clienti.&lt;br /&gt;Sorrisi di egual cordialità si aggrappano al suo gesto.&lt;br /&gt;Il notaio Picco rimane anch’egli fermo, immobile, in attesa di essere servito. Lui, però, non ciondola. Disinvolto, si tende in una posizione di perfetta postura. Tenendo le mani in tasca segue ogni movimento della panettiera. Ogni tanto, guardandosi intorno, sorride cordiale.&lt;br /&gt;La panettiera, intenta a esaudire le richieste dei clienti, lo scruta di sottecchi, muovendo le sopracciglia. Gli occhiali si alzano leggermente, provocando il timido tintinnare dei ciondoli perlati.&lt;br /&gt;-Poi c’è lei signor notaio...- ammicca fra il rumore di perle.&lt;br /&gt;Lui tira fuori la mano destra dalla tasca e la lascia passare fra i capelli, si gira, con due lunghi passi si avvicina alla vetrata per guardar fuori. Il sole è nascosto dietro al cielo grigio.&lt;br /&gt;Qualche nuvola bianca è dispersa nell'immensa tela tersa. Puntuale arriva il rintocco delle campane del Duomo, mentre, figure ingobbite, si muovono lente nella via.&lt;br /&gt;Una vecchietta equilibrista arranca con due sporte caricate sul manubrio della sua Graziella. Ha un foulard bianco che le avvolge la testa.&lt;br /&gt;Un uomo, infagottato in un cappotino blu, pedala tenendo le mani conserte all'altezza dell'addome, fischietta con espressione anonima.&lt;br /&gt;Un silenzioso via vai, privo di sguardi, mentre il suono metallico delle campane rimbomba ovunque.&lt;br /&gt;-Mi dica notaio, cosa le servo?- urla Marla.&lt;br /&gt;-Due coppie all’olio e un paio di etti di biscotti al cioccolato- risponde lui, tornando vicino al bancone.&lt;br /&gt;-Sono per sua moglie?- chiede la panettiera, fissandolo e muovendo leggermente le spalle in avanti.&lt;br /&gt;-No, no… per la mia piccola…&lt;br /&gt;-Ah, ma è tornata? Quando?&lt;br /&gt;-Da un paio di settimane...- Si ferma per un istante, gonfia il petto, continua:&lt;br /&gt;-Sa, le avevano anche proposto di rimanere nella multinazionale presso la quale ha sviluppato il progetto della borsa di studio, ma lei ha rifiutato perché le manca Ferrara, preferisce venir a lavorare qui, nella sua città. Ha già tante richieste.&lt;br /&gt;-Certo, è sempre stata bravissima! Allora mi permetta di darle anche un paio di questi biscottini all’anice che so che a sua figlia piacciono tanto... però le dica di venirmi a trovare.&lt;br /&gt;Con la paletta ne prende una consistente manciata e li deposita con garbo dentro un sacchetto di carta.&lt;br /&gt;Il luccichio dei suoi anelli s’infrange sul vetro del bancone.&lt;br /&gt;-Adesso è lei a viziarla...- dice il notaio, sorridendo.&lt;br /&gt;Marla scoppia in una risata poco composta che sembra un singhiozzo, ha la bocca spalancata, la lingua attaccata al palato.&lt;br /&gt;Il notaio Picco e due signore ben vestite, da poco entrate, sorridono.&lt;br /&gt;-Si figuri... no... ah, notaio, notaio...- riesce a dire la panettiera, combattendo contro la risata isterica, che si è impossessata di lei.&lt;br /&gt;Una volta impacchettati i biscotti e sistemato il pane dentro al consueto cartoccio bianco, Marla consegna il tutto al Picco.&lt;br /&gt;-Grazie mille Marla, gentile come sempre.&lt;br /&gt;-È  sempre il benvenuto e dica a sua figlia di passare che le devo far assaggiare delle cose buonissime che si è inventato Brunello.- Ha le mani sui fianchi e un’espressione di compiaciuta gentilezza, gli occhi gonfi.&lt;br /&gt;-Ci conti… grazie ancora e arrivederci.- Si volta leggiadro ed esce lasciando, dietro di sé, una fresca scia di profumo e di  pettegolezzi pronti per essere colti.&lt;br /&gt;Quando la porta si chiude, Marla si lascia andare in un sospiro sospetto, prontamente camuffato da un'improvviso colpo di tosse.&lt;br /&gt;-Il prossimo!- proclama austera.&lt;br /&gt;Una signora con capello lungobiondoliscio ordina delle pagnotte al sesamo, poi domanda:&lt;br /&gt;-Ma quanti anni ha la figlia del notaio?&lt;br /&gt;-Venticinque, si è appena laureata e subito ha vinto una borsa di studio in Irlanda, è una brava ragazza.&lt;br /&gt;-Ecco perché mi sembra di conoscerla... faceva il liceo con mio figlio... non nella stessa classe, ma ricordo che ai colloqui il notaio la accompagnava... sempre cosi elegante!&lt;br /&gt;L’altra signora annuisce senza dire niente. Indossa due enormi occhiali a goccia che quasi le toccano le labbra e tiene salda fra le mani una sciccosa borsa di Armani.&lt;br /&gt;-Sì, è sempre stata brava ed educata. Va pazza per i nostri biscotti al cioccolato, li ha sempre adorati, sin da piccolina... e deve vedere che bella ragazza che è diventata! E lei signora, li ha mai provati?- chiede Marla indicando la cesta contenete i biscotti.&lt;br /&gt;Quella con  la borsa di Armani può finalmente intervenire:&lt;br /&gt;-Sono buonissimi! Io non li compro spesso perché... sa, per la linea...&lt;br /&gt;-Ma che dici! Stai benissimo cosi!- conviene la bionda che adesso ha tirato fuori dalla sua borsetta un portamonete tutto luccicante. Sorride e aggiunge:&lt;br /&gt;-Va beh, allora vada anche per i biscotti... mi tolga una curiosità: in cosa si è laureata la figlia del notaio?&lt;br /&gt;-In Economia… quanti ne vuole di biscottini?&lt;br /&gt;-Faccia due etti, grazie.&lt;br /&gt;Le due donne escono.&lt;br /&gt;Marla le saluta.&lt;br /&gt;Dietro la tenda che divide il laboratorio dal panificio, Brunello, sbirciando, ha assistito a tutta la scena. Lui schifa il notaio Picco. Non è che sia geloso, del resto Marla sembra più un pugile che una donna, ma la questione è che quel damerino si prende troppe confidenze con sua moglie.&lt;br /&gt;Chi penserà mai di essere… solo perché ha i soldi... mette una firma e son cinquecento euro... è facile così... io mi faccio il culo, mica guadagno i soldi a firmare... e poi perché  le sorride? E se io sorridessi così a sua moglie? E sua figlia, altroché brava ragazza, ha la faccia da pompinara… chissà cosa combina quella lì.&lt;br /&gt;-Brunello? Brunello?&lt;br /&gt;-Sì?- Fa due passi indietro, sgombra l'espressione dai cattivi pensieri ed entra nel panificio.&lt;br /&gt;-Hai visto cosa c’è davanti al negozio?&lt;br /&gt;-Sì, avrei voluto spazzare stamattina, ma ho avuto problemi con il forno a ventilazione: è un periodo che mi dà noia.&lt;br /&gt;Marla lo interrompe:&lt;br /&gt;-Ancora quei filtri per fumare gli spinelli... io li denuncio quelli!&lt;br /&gt;-Vedrai che uno di questi giorni viene la polizia. Basta avere pazienza e prima o poi le cose le sistemiamo.&lt;br /&gt;Marla gli regala un sorriso impastato a occhi da cerbiatta, si gira e mentre sta per rientrare, con tono cordiale, dice:&lt;br /&gt;-Dai che andiamo a mangiare.&lt;br /&gt;Brunello abbassa la serranda del panificio, alza la testa. Grattandosi la pancia fissa la bandiera della pace. Strizza gli occhi, contrae le labbra, delle rughette gli circondano il naso. Gonfio di rancore rientra nel negozio.&lt;br /&gt;Che animali, non si meritano di vivere qui. Perché affittano le case del centro storico agli studenti? E poi io mi chiedo cosa ne sanno loro della pace, della guerra. Sfaticati, ignoranti con quei vestiti da straccioni! No global di ‘sto cazzo! Tutti al rogo!&lt;br /&gt;Un vecchietto passa in bici.  &lt;br /&gt;La bandiera arcobaleno svolazza delicatamente mossa dal debole vento.&lt;br /&gt;Via Coromari cade in un silenzio impalpabile e neutro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                      SINOSSI&lt;br /&gt;Romanzo “La ballata del Tocororo ( o dei sud del mondo)”&lt;br /&gt;Di Astolfi Enrico e Mazzoni Lorenzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Odissea di oggi, una ballata scritta a quattro mani, un gioco letterario intriso di humor, avventura, azione, sangue e amore. Un’opera sorretta da più fili narrativi, capace di amalgamare e fondere strutture tipicamente cinematografiche ai crismi del romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La ballata del Tocororo ( o dei sud del mondo)” è diviso in due Parti: Terra ed Acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TERRA, amara e grottesca fotografia dell’Italia contemporanea, si regge su una struttura drammaturgica ad episodi paralleli. Lo snodarsi narrativo, raccontato al presente utilizza un linguaggio visivo, efficace ed immediato.&lt;br /&gt;La vicenda inizia dalla fine del mondo cioè dal giorno in cui, improvvisamente, la terra si sgretola e gran parte della crosta terrestre viene inghiottita dall’acqua. In questo veloce capitolo d’introduzione, troviamo i due protagonisti (Pasquino e Fedrico) al culmine della loro tensione drammaturgica. L’inaspettata apocalisse taglia netta le loro azioni. I personaggi cedono all’avvento dell’inspiegabile, il plot si arresta.&lt;br /&gt;La storia riprende con un flash back. Federico, giovane dal bell’aspetto, neolaureato in Scienze Naturali, per sfangare il lunario lavora come fattorino per l’eccentrico notaio Picco. Conosce Bernadette, figlia del datore di lavoro. Nello sfondo di una Ferrara claustrofobica, pettegola, maligna, borghese, si snoda la loro burrascosa e drammatica storia d’amore.&lt;br /&gt;Altro miracolato dall’apocalisse è il vigile urbano Pasquino, quarantenne dal profilo bohemienne, laureato in Storia dell’Antichità, che dopo una serie di traumatici e grotteschi fallimenti decide di farla finita con il suo sogno: diventare uno scrittore. Ma anche per Pasquino, nel “nuovo mondo”, ci sarà una seconda vita e quella macchina da scrivere, che stava per vendere al mercatino dell’usato, sarà la compagna di un incredibile viaggio.&lt;br /&gt;Tra le righe di Terra, compare, volteggia, osserva, uno strano uccello: il Tocororo, uccello sacro, simbolo di Cuba che inspiegabilmente si trova a Ferrara. Un mistero, quello del simpatico uccellino dal piumaggio dei colori della bandiera dell’isola, che solo alla fine verrà svelato.&lt;br /&gt;Il vecchio mondo non c’è più, quel che resta è una distesa infinita d'acqua cristallina, in cui galleggia una sottile linea di terra.&lt;br /&gt;ACQUA parte da qui: Ferrara e Bologna, trasformate dalla catastrofe in un’isola, rimaste senza elettricità e acqua corrente, sopravvivono con il baratto. In una situazione di delirio collettivo, di sbando, gli autori seminano i presupposti per l’odissea che taglierà il nuovo mondo.&lt;br /&gt;Scorza Dura capo ultras del Livorno (la squadra, il giorno dell’apocalisse, gioca a Bologna. Tremila labronici sopravvivono e, con l’intenzione di ricreare un modello socialista, occupano un quartiere) fa un sogno: riportare il Tocororo a Fidel Castro. Riportarglielo per adempiere ad una profezia. Compiere quest’impresa impossibile per ricongiungere tutti i pezzi di quell’umanità dilaniata scampata alla catastrofe. Rimettere i tasselli al loro posto per riscrivere la storia, per unire i popoli sopravissuti, per riprovare a dare un senso al mondo. Impavido, convinto che, finalmente, un cambiamento sia possibile, raggiunge Ferrara per trovare il sacro pennuto caraibico.&lt;br /&gt;Le congetture dell’ultrà livornese sembrano il delirio di un folle. Solo un inaspettato e plateale gesto dell’uccello cubano darà un senso al suo farneticare e inizio al viaggio verso Cuba.&lt;br /&gt;Insieme a Pasquino e a Federico torna a Bologna per rafforzare la zattera che li porterà a destinazione.&lt;br /&gt;Poi verso est, seguendo i venti, come antichi esploratori. L’imbarcazione batte la bandiera del Livorno calcio, sul fianco una scritta: “Erodoto”.&lt;br /&gt;Pasquino, Federico, Scorza Dura, il Tocororo, la strana combriccola in balia del mare e di mille avventure.&lt;br /&gt;Bologna, Santorini, Istambul, lembi di deserto, atolli abbandonati, Hurgada, isole sconosciute, le Maldive, quello che rimane della Thailandia, le isole di Tuvalu, fino alla battaglia finale di Caracas.&lt;br /&gt;Durante questa odissea i tre incontrano pirati corrotti, guarnigioni di sanguinari curdi, clandestini trucidati, marines esaltati che bivaccano in una caserma nel deserto, spacciatori colombiani, amazzoni Thailandesi che torturano ex clienti e governano un atollo, personaggi dello spettacolo che si mangiano fra di loro, un sadico generale a capo di un esercito irregolare di skinhead, fasci di vecchia data, militari smarriti, ex poliziotti picchiatori, violentatori, immani mercenari, e un famosissimo cantautore italiano che ha perso la memoria ed è diventato un menestrello alcolista.&lt;br /&gt;Senza pausa, per oltre trecento pagine, fino alla battaglia finale per un “mondo diverso”.&lt;br /&gt;Una guerra campale, il conflitto di sempre. Il bene contro il male, i rimasugli dell’orrore del vecchio mondo contro le speranze di chi è deciso a non cedere ancora.&lt;br /&gt;Il tocororo, il vero eroe, ci accompagnerà in questa divertente, scanzonata, irriverente ballata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-2858164130988355079?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/2858164130988355079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=2858164130988355079' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2858164130988355079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2858164130988355079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/11/altri-estratti-della-la-ballata-del.html' title='Altri estratti della LA BALLATA DEL TOCORORO (o della rivincita dei sud del mondo).'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SvFbp2sH8QI/AAAAAAAAAIQ/U9vENdWwA-4/s72-c/coppia3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-6758977796294112564</id><published>2009-10-31T23:11:00.000-07:00</published><updated>2009-11-16T09:42:00.972-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'>Primo capitolo de "La ballata del tocororo (o della rivincita dei sud del mondo)".</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Su0nxWGK2HI/AAAAAAAAAII/9u9te5rWpik/s1600-h/ferrara.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Su0nxWGK2HI/AAAAAAAAAII/9u9te5rWpik/s400/ferrara.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399015256985622642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                  La ballata del tocororo&lt;br /&gt;                           (o della rivincita dei sud del mondo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                            enrico astolfi &amp;amp; lorenzo mazzoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPITOLO 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23.08.2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tragica fine del vecchio mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brunello, in boxer e maglietta a maniche corte, ascolta la radio nel suo rifugio.&lt;br /&gt;Incastrato fra il tavolo e il muro, si rilassa dentro all'angusto sgabuzzino di casa.&lt;br /&gt;Una voce concitata esce dall'apparecchio:&lt;br /&gt;-Chiediamo la linea dallo stadio Dall'Ara! Durante la partita Bologna-Livorno, sono scoppiati incidenti fra i tifosi ospiti, giunti in più di tremila nel capoluogo emiliano per la prima di campionato, e la polizia...&lt;br /&gt;Brunello sa benissimo che quelli del Livorno sono una tifoseria di sinistra.&lt;br /&gt;Spero che ci sia quel vicequestore... quel Della Vittoria al comando della polizia! Quello che anni fa prendeva a calci gli zingari e i marocchini! Quello che sgomberava i C.P.T.! Speriamo che ci sia, così le bandiere di Che Guevara gliele mette nel culo a quei comunisti! Che Guevara! Bella fine che ha fatto!&lt;br /&gt;Per valorizzare le idee del suo dolce pensare estrae da una scatola, piena di foto e cimeli arrugginiti, un medaglione di rame raffigurante il volto del Duce.&lt;br /&gt;Lo bacia, si alza, batte i tacchi, solleva il braccio destro e tende la mano. Urla:&lt;br /&gt;-A noi!&lt;br /&gt;Un boato tremendo interrompe il suo rito cameratesco.&lt;br /&gt;Tutto inizia a tremare violentemente.&lt;br /&gt;I muri si sgretolano.&lt;br /&gt;Brunello esce barcollando.&lt;br /&gt;Arriva in salotto e dalle finestre intravede un cielo nero del colore della pece.&lt;br /&gt;La casa trema nuovamente.&lt;br /&gt;Perde l'equilibrio, sbatte violentemente contro il tavolo lasciando cadere il medaglione.&lt;br /&gt;Pochi istanti. La faccia di Brunello si spiaccica sul pavimento, quella di Mussolini gira su se stessa come una trottola impazzita. Riesce a vederla. Per un secondo, ha l'impressione che il Duce muova la bocca, che gli stia dicendo qualcosa:&lt;br /&gt;-Ordine. Obbedire. Combattere.&lt;br /&gt;-Sì, Duce...- Si sforza di proseguire, ma sviene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federico cammina sulle Mura, quando un acquazzone lo costringe a rifugiarsi sotto le grondaie di una vecchia casa in disuso.&lt;br /&gt;Il cielo, all'improvviso, è diventato plumbeo e la pioggia ha incominciato a scrosciare violenta.&lt;br /&gt;Si mette al riparo, senza pensare che quello potrebbe essere un monito a non azzardare niente di sconsiderato, un monito a rinunciare alla sua vendetta.&lt;br /&gt;Oggi mi riprenderò ciò che mi è stato tolto. È  l’unico pensiero che gli frulla per la testa.&lt;br /&gt;Sente il calore e la consistenza della pistola dietro alla schiena.&lt;br /&gt;Un brivido adrenalinico gli sale per la colonna vertebrale.&lt;br /&gt;Finalmente è arrivato il mio momento, si ripete mentre osserva accigliato gli alberi che si muovono scomposti sotto l'impeto del vento.&lt;br /&gt;La pioggia continua prepotente.&lt;br /&gt;Sente un rombo che somiglia a quello di un aereo che decolla.&lt;br /&gt;Scruta il cielo e non vede niente. Sposta lo sguardo verso l’orizzonte, schermandosi gli occhi con le mani. Una massa confusa sembra spostarsi verso la città. Una massa marrone, vaporosa, sta avanzando.&lt;br /&gt;Mio dio!&lt;br /&gt;Federico guarda in basso, a ridosso della cinta muraria. Ha la sensazione di essere su un lento montacarichi che lo sta trasportando in alto. Il parco Urbano, la strada, gli alberi si allontanano.&lt;br /&gt;Una macchina sbanda e finisce nel canale di scolo. Sente delle urla. Delle tubature scoppiano.&lt;br /&gt;Si forma una grossa crepa che, come un bisturi impazzito, taglia la linea di mezzeria e si inoltra fra gli alberi e i sentieri ghiaiati.&lt;br /&gt;Un pullman finisce contro un’utilitaria.&lt;br /&gt;La massa marrone è sempre più vicina. Ribolle. Un rombo, come il battito di migliaia di tamburi. Lo sente sotto ai piedi.&lt;br /&gt;Le Mura continuano ad alzarsi. In basso, le macchine si sono fermate. Nugoli di automobilisti guardano disorientati la massa avanzare. Urla disperate.&lt;br /&gt;Federico trema. Cerca disperatamente una spiegazione, scarta tutte le ipotesi finché la risposta gli pare ovvia: -È  la fine del mondo!&lt;br /&gt;Tonnellate d’acqua in movimento. Una muraglia fangosa che sommerge case, alberi, macchine, persone.&lt;br /&gt;Un'altra scossa lo fa cadere.&lt;br /&gt;L'ondata, avvicinandosi alle Mura, perde notevolmente di potenza.&lt;br /&gt;-Federico! Federico!- Una voce rauca lo chiama.&lt;br /&gt;Apre gli occhi.&lt;br /&gt;Il partigiano Arnolfi è sopra di lui.&lt;br /&gt;-Come stai? Come stai figliolo?&lt;br /&gt;-Nonno?- balbetta Federico.&lt;br /&gt;-Sì, sono qui - lo conforta il nonno con sguardo languido, perso.&lt;br /&gt;-Ma che succede?&lt;br /&gt;-Non lo so… l'apocalisse!&lt;br /&gt;Federico si rialza, non sembra essersi fatto nulla di grave.&lt;br /&gt;I due, per un istante interminabile, si fissano rimanendo in silenzio.&lt;br /&gt;-Tu come stai?- chiede il ragazzo evidentemente spaventato.&lt;br /&gt;Saverio non risponde, semplicemente allunga le braccia, lo stringe a sé.&lt;br /&gt;Federico, con la coda dell'occhio, nota una macchia. La guarda bene.&lt;br /&gt;Sono loro, cazzo! Stanno scappando!&lt;br /&gt;Inizia a correre. Estrae la pistola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Fino a nuovo ordine!- Già, ha detto proprio così.&lt;br /&gt;Una settimana fa il capo lo ha chiamato nel suo ufficio e con fare solenne gli ha annunciato che avrebbe svolto il servizio nel parcheggio comunale fino a nuovo ordine.&lt;br /&gt;Pasquino non aveva commentato, aveva accettato senza la minima resistenza.&lt;br /&gt;Chi mai potrebbe commettere infrazioni in un parcheggio? E poi ci sono i sorveglianti, si era limitato a pensare.&lt;br /&gt;Ora, a testa bassa, taglia il breve tratto di strada che lo divide dalla Centrale.&lt;br /&gt;Si cambia silenziosamente, prende la sua sacca.&lt;br /&gt;Oggi pesa come non mai, constata fra sé con aria malinconica.&lt;br /&gt;Procede per la strada deserta. In piazza Travaglio si stanno allestendo le prime bancarelle per l'inizio del Buskers Festival.&lt;br /&gt;Pensa all'amico Leonida, all'improvvisata di qualche giorno fa.&lt;br /&gt;-Dai, così ti tiri su di morale...- gli aveva detto porgendogli un pacco di venti cd vergini.&lt;br /&gt;-Fammi quello che vuoi. Sai per distrarti... ho voglia di ascoltare roba nuova, ormai Amanda Lear e la Raffa le so a memoria.&lt;br /&gt;Detto, fatto. Mansueto aveva acceso il computer, aperto l'archivio musicale e messo a casaccio le canzoni, da Bella ciao a Disco-Inferno, da You set the scene a Babylon. Al sesto-settimo cd aveva iniziato ad appassionarsi e i cd prendevano connotazioni tematiche: Vecchie introspezioni lisergiche, dai Grateful Dead a Santana ai Kaleidoscope; Echi berlinesi, con Bowie, Iggy Pop, Eno; Notizie popolari con musica napoletana e sarda.&lt;br /&gt;Ora sta andando a portarglieli.&lt;br /&gt;Prima, però, deve fare un'altra cosa. Deve trovare il coraggio di sbarazzarsi di un peso diventato ormai insopportabile. In cuor suo è consapevole che, probabilmente, avrebbe dovuto farlo tanto tempo fa.&lt;br /&gt;Forse non sono portato? Di sicuro, io ho una bella vita. Io ho una bella vita del resto. Perché insistere con le mie fantasie. Sono un egoista!&lt;br /&gt;Riattraversa piazzale Kennedy che, adesso, inizia a riempirsi dei primi curiosi della kermesse dei musicisti di strada.&lt;br /&gt;Il cielo s'incupisce, qualcuno distrattamente alza la testa.&lt;br /&gt;Quando la pioggia inizia a scendere violenta lui è già nei pressi del Cinestars, l’angusta multisala cinematografica dove Leonida lavora.&lt;br /&gt;Trova riparo sotto un portico.&lt;br /&gt;All'improvviso sente un rumore sotto i piedi, come un rombo. Non ci fa caso.&lt;br /&gt;Le macchine, pensa.&lt;br /&gt;Perde l'equilibrio.&lt;br /&gt;Dio santo, il terremoto!&lt;br /&gt;Sente urlare. Dei colpi assordanti in lontananza. Si rialza.&lt;br /&gt;Corre verso l'apertura del parcheggio sulla Darsena. Non può crederci.&lt;br /&gt;L'argine opposto del fiume ha ceduto e l'acqua ha inondato la zona verso la periferia, verso Bologna. Persone e macchine navigano impazzite nell'acqua torbida, gli edifici crollano.&lt;br /&gt;Grida, insulti.&lt;br /&gt;-È  straripato tutto. Tutto!-  urla isterica una donna che corre in mezzo alla strada.&lt;br /&gt;Pasquino stringe forte la sacca. Non sa perché, è una cosa che non riuscirà mai a spiegarsi, ma in questo momento di totale delirio collettivo gli viene spontaneo tenerla salda a sé, abbracciarla.&lt;br /&gt;Fermo, irrigidito, con il passato fra le braccia, sembra non respirare. &lt;br /&gt;Gli occhi, fissi su quell'immensa distesa d'acqua putrida, si riempiono di lacrime.&lt;br /&gt;Una sensazione d'orrore lo attanaglia.&lt;br /&gt;Linda! Camilla!&lt;br /&gt;Inizia a correre mischiandosi alla folla impazzita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoli Pasquino, Brunello, il partigiano Saverio e Federico, eccoli inciampare bruscamente sulla fine del vecchio mondo, eccoli rantolare sgomenti sul ciglio di una nuova vita. Vuoti, collerici, dannati, illusi sognatori attanagliati dall'aria tersa, dalla consapevolezza che il sipario si sta chiudendo rapidamente. Senza sole, ebbri d'aria bruciata, rimasti senza spettacolo, sballottati al suolo, sporchi di sangue, si leccano le ferite piagnucolando.&lt;br /&gt;E adesso?&lt;br /&gt;Adesso il vecchio mondo si è sgretolato, è arrivato al capolinea.&lt;br /&gt;Che un giorno sarebbe successo lo sapevamo tutti.&lt;br /&gt;L'umanità intera è stata avvertita più volte ma, avara e pigra, ha continuato a farsi gli affaracci suoi, e così Madre Terra, stufa di essere maltrattata, si è vendicata.&lt;br /&gt;Ora, chi è sopravvissuto, gongola perplesso davanti all'incredibile distesa azzurra che ha inglobato qualsiasi cosa, che svanisce all'orizzonte. Chi è ancora in vita, tentenna, diffida, tergiversa.&lt;br /&gt;Gli abitanti del nuovo mondo, restii a muovere i primi passi sul precipizio del loro nuovo palcoscenico, sembrano aver bisogno di prendersi per mano, di ripercorrere a ritroso il cammino che li ha portati sino a qui.&lt;br /&gt;Facciamo, quindi, un passo indietro.&lt;br /&gt;Attraversiamo un numero considerevole di grigi e freddi inverni, passiamo per umide primavere, arranchiamo nei caldi afosi dell’estate e lasciamo che questa storia prenda forma nella seconda settimana di agosto di tre anni fa…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-6758977796294112564?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/6758977796294112564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=6758977796294112564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6758977796294112564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6758977796294112564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/10/primo-capitolo-de-la-ballata-del.html' title='Primo capitolo de &quot;La ballata del tocororo (o della rivincita dei sud del mondo)&quot;.'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Su0nxWGK2HI/AAAAAAAAAII/9u9te5rWpik/s72-c/ferrara.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-5467253763030451390</id><published>2009-10-30T12:16:00.001-07:00</published><updated>2009-10-30T12:19:58.224-07:00</updated><title type='text'>No, fino alla fine dei tempi, non si vedrà mai più una catastrofe di tale ampiezza.  Ibn al-Athīr</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Sus7yBqEAxI/AAAAAAAAAIA/a2aGsLekJEw/s1600-h/thor3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 360px; height: 244px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Sus7yBqEAxI/AAAAAAAAAIA/a2aGsLekJEw/s400/thor3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398474308958028562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Romanzo  “La ballata del Tocororo ( o dei sud del mondo)”&lt;br /&gt;Di Astolfi Enrico e Mazzoni Lorenzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Odissea di oggi, una ballata scritta a quattro mani, un gioco letterario intriso di humor, avventura, azione, sangue e amore. Un’opera sorretta da più fili narrativi, capace di amalgamare e fondere strutture tipicamente cinematografiche ai crismi del romanzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La ballata del Tocororo ( o dei sud del mondo)”  è diviso in due Parti: Terra ed Acqua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TERRA, amara e grottesca fotografia dell’Italia contemporanea, si regge su una struttura drammaturgica ad episodi paralleli.  Lo snodarsi narrativo, raccontato al presente utilizza un linguaggio visivo, efficace ed immediato. &lt;br /&gt;La vicenda inizia dalla fine del mondo cioè dal giorno in cui, improvvisamente, la terra si sgretola e gran parte della crosta terrestre viene inghiottita dall’acqua. In questo veloce capitolo d’introduzione, troviamo i due protagonisti (Pasquino e Fedrico) al culmine della loro tensione drammaturgica. L’inaspettata apocalisse taglia netta le loro azioni. I personaggi cedono all’avvento dell’inspiegabile, il plot si arresta.&lt;br /&gt;La storia riprende con un flash back. Federico, giovane dal bell’aspetto, neolaureato in Scienze Naturali, per sfangare il lunario lavora come fattorino per l’eccentrico notaio Picco. Conosce Bernadette, figlia del datore di lavoro. Nello sfondo di una Ferrara claustrofobica, pettegola, maligna, borghese, si snoda la loro burrascosa e drammatica storia d’amore.&lt;br /&gt;Altro miracolato dall’apocalisse è il vigile urbano Pasquino, quarantenne dal profilo bohemienne, laureato in Storia dell’Antichità, che dopo una serie di traumatici e grotteschi fallimenti decide di farla finita con il suo sogno: diventare uno scrittore. Ma anche per Pasquino, nel “nuovo mondo”, ci sarà una seconda vita e quella macchina da scrivere, che stava per vendere al mercatino dell’usato, sarà la compagna di un incredibile viaggio.&lt;br /&gt;Tra le righe di Terra, compare, volteggia, osserva, uno strano uccello: il Tocororo, uccello sacro, simbolo di Cuba che  inspiegabilmente si trova a Ferrara. Un mistero, quello del simpatico uccellino dal piumaggio dei colori della bandiera dell’isola, che solo alla fine verrà svelato.&lt;br /&gt;Il vecchio mondo non c’è più, quel che resta è una distesa infinita d'acqua cristallina, in cui  galleggia una sottile linea di terra. &lt;br /&gt;ACQUA parte da qui: Ferrara e Bologna, trasformate dalla catastrofe in un’isola, rimaste senza elettricità e acqua corrente, sopravvivono con il baratto. In una situazione di delirio collettivo, di sbando, gli autori seminano i presupposti per l’odissea che taglierà il nuovo mondo. &lt;br /&gt;Scorza Dura capo ultras del Livorno (la squadra, il giorno dell’apocalisse, gioca a Bologna. Tremila labronici sopravvivono e, con l’intenzione di ricreare un modello socialista, occupano un quartiere) fa un sogno: riportare il Tocororo a Fidel Castro. Riportarglielo per adempiere ad una profezia. Compiere quest’impresa impossibile per ricongiungere tutti i pezzi di quell’umanità dilaniata scampata alla catastrofe. Rimettere i tasselli al loro posto per riscrivere la storia, per unire i popoli sopravissuti, per riprovare a dare un senso al mondo. Impavido, convinto che, finalmente, un cambiamento sia possibile, raggiunge Ferrara per trovare il sacro pennuto caraibico.&lt;br /&gt;Le congetture dell’ultrà livornese sembrano il delirio di un folle. Solo un inaspettato e plateale gesto dell’uccello cubano darà un senso al suo farneticare e inizio al viaggio verso Cuba. &lt;br /&gt;Insieme a Pasquino e a Federico torna a Bologna per rafforzare la zattera che li porterà a destinazione.  &lt;br /&gt;Poi verso est, seguendo i venti, come antichi esploratori. L’imbarcazione batte la bandiera del Livorno calcio, sul fianco una scritta: “Erodoto”. &lt;br /&gt;Pasquino, Federico, Scorza Dura, il Tocororo, la strana combriccola in balia del mare e di mille avventure.&lt;br /&gt;Bologna, Santorini, Istambul, lembi di deserto, atolli abbandonati, Hurgada, isole sconosciute, le Maldive, quello che rimane della Thailandia, le isole di Tuvalu, fino alla battaglia finale di Caracas.&lt;br /&gt;Durante questa odissea i tre incontrano pirati corrotti, guarnigioni di sanguinari curdi, clandestini trucidati, marines esaltati che bivaccano in una caserma nel deserto, spacciatori colombiani, amazzoni Thailandesi che torturano ex clienti e governano un atollo, personaggi dello spettacolo che si mangiano fra di loro, un sadico generale a capo di un esercito irregolare di skinhead, fasci di vecchia data, militari smarriti, ex poliziotti picchiatori, violentatori, immani mercenari, e un famosissimo cantautore italiano che ha perso la memoria ed è diventato un menestrello alcolista. &lt;br /&gt;Senza pausa, per oltre trecento pagine, fino alla battaglia finale per un “mondo diverso”. &lt;br /&gt;Una guerra campale, il conflitto di sempre. Il bene contro il male, i rimasugli dell’orrore del vecchio mondo contro le speranze di chi è deciso a non cedere ancora.&lt;br /&gt;Il tocororo, il vero eroe, ci accompagnerà in questa divertente, scanzonata, irriverente ballata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-5467253763030451390?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/5467253763030451390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=5467253763030451390' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5467253763030451390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5467253763030451390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/10/no-fino-alla-fine-dei-tempi-non-si.html' title='No, fino alla fine dei tempi, non si vedrà mai più una catastrofe di tale ampiezza.  Ibn al-Athīr'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/Sus7yBqEAxI/AAAAAAAAAIA/a2aGsLekJEw/s72-c/thor3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-623413983947325057</id><published>2009-10-25T21:40:00.000-07:00</published><updated>2009-10-25T21:47:33.508-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SuUoYw7GvPI/AAAAAAAAAH4/-mD2JAENRYU/s1600-h/10322_1248046810087_1496942258_679221_1366739_s.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 91px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SuUoYw7GvPI/AAAAAAAAAH4/-mD2JAENRYU/s400/10322_1248046810087_1496942258_679221_1366739_s.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396764134388186354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA BALLATA DEL TOCORORO (o della rivincita dei sud del mondo), IL NUOVO romanzo di EnricoAstolfi &amp; Lorenzo Mazzoni (LineaBN-La Carmelina Edizioni). In prossimità del Natale in libreria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Eccoti novità&lt;br /&gt;le parti nere sono nuove, le rosse vecchie.&lt;br /&gt;spero ti piaccia."&lt;br /&gt;ciao mazzone&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-623413983947325057?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/623413983947325057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=623413983947325057' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/623413983947325057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/623413983947325057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/10/ballata-del-tocororo-o-della-rivincita.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SuUoYw7GvPI/AAAAAAAAAH4/-mD2JAENRYU/s72-c/10322_1248046810087_1496942258_679221_1366739_s.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-1733386989735274101</id><published>2009-04-15T04:17:00.001-07:00</published><updated>2009-04-15T04:52:24.283-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNA STAMPA'/><title type='text'>RECESIONI ED INTERVISTE IN ATTESA DELLA QUARTA RISTAMPA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SeXDFfTG8eI/AAAAAAAAAHg/VSAiPvMiQD8/s1600-h/9.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 273px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SeXDFfTG8eI/AAAAAAAAAHg/VSAiPvMiQD8/s400/9.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324876633503887842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SeXDFl_wmCI/AAAAAAAAAHo/MpXi9gZxd50/s1600-h/10.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 273px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SeXDFl_wmCI/AAAAAAAAAHo/MpXi9gZxd50/s400/10.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324876635301779490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palude&lt;br /&gt;di Enrico Astolfi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recensione di Marco Meneghetti su www.sugarpulp.it&lt;br /&gt;Personalmente, sono sempre stato attratto da luoghi come Ferrara. Una città piccola, con un centro storico schietto e facilmente attraversabile a piedi o in bicicletta, eppure abbagliata dalle luci dell’enorme polo chimico a così breve distanza dall’abitato. Una facciata che nasconde in realtà un lato nascosto, dunque. Qualcosa di buio, di misterioso, che merita di essere raccontato. E questo è proprio ciò che fa l’Astolfi nel suo primo lavoro, edito dalla piccola ma brillante La Carmelina: utilizzare la periferia, i suoi due “grattacieli” e i vicoli stretti del centro come ambientazione per una serie di racconti inanellati fra loro, che rivelano proprio questa “dark side”, tra pensionati stanchi della vita che meditano il suicidio (Giuanin), badanti moldave in cerca di vendetta e ultras della Spal dediti al teppismo. Ogni storia si incastra in quella successiva, creando un piccolo ma tuttavia variegato microcosmo di un’attualità disarmante, in cui potremmo estensivamente e senza fatica riconoscere tutto il nostro Nordest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALUDE&lt;br /&gt;Di Alessandra Di Gregorio, Autori, In libreria, Recensione libri, Suggerimenti di lettura.&lt;br /&gt;Ringrazio La Carmelina Edizioni ed Enrico Astolfi.&lt;br /&gt;Recensione a cura di Alessandra Di Gregorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palude è il brillante romanzo di Enrico Astolfi ambientato a Ferrara e nell’idea del ristagnare di situazioni sempre uguali a se stesse, e delle condizioni atmosferiche nella provincia minima italiana. Il testo si può leggere come un romanzo ma anche come una serie di racconti autonomi, tant’è che se iniziassimo dal terzo capitolo piuttosto che dall’ultimo, non troveremmo problemi nel discernimento della storia, anche se Palude ha a suo modo una certa circolarità. I racconti che animano il libro ci espongono situazioni diverse ma parallele, vite intrecciate da una comunanza che non è solo data dalla territorialità limitante (ma poi veramente limitante?), storie scandite stilisticamente in modi molto differenti tra loro - partendo in sordina e finendo in sordina, ma serbando nel mezzo, tra il principio e la fine, il meglio del senno narrativo di un Astolfi autentico e profondo.&lt;br /&gt;L’Autore ha una mano ferma e pacata - e a maggior ragione più brava nel rendere l’idea di catatonica immobilità di un piccolo universo nell’universo, in cui figuri monotoni e stolti si muovono al rallentatore conducendo vite appesantite dalla nebbia. Mediocrità, noia, violenza gratuita, spacciatori di droga, tifo violento, parabole destinate a perdersi e infrangersi. Su tutti però si staglia la storia di Clara e Mimmo, ed è qui che l’Autore ci concede uno spiraglio di sole; lì dove le gonne di Clara si sollevano alle brezze leggere e le parole che Mimmo rivolge all’amata/odiata amica/amante/confidente sono scritte col fuoco anche quando il tratto è leggero e sognante, addolorato e lacrimevole. L’esempio di una storia d’amore che rischiara i cieli villani e tronfi di una località in cui la nebbia tutto affoga e la mediocrità si fa partito. La poetica di Astolfi si dipana qui, dirompente, alle volte scostumata ma leggera, scollacciata e spesso candida, ilare, schietta. La leggerezza svagata e franca che si denota nel mezzo espressivo utilizzato, cattura il Lettore in un tenue sguardo d’insieme che sceglie, in luogo dell’imposizione di un punto di vista univoco, l’immediatezza della fotografia dal vero - e se da un lato svela volti senza faccia, dall’altro esalta un quotidiano spesso sciatto ma degno d’esser visto anche nel riflesso di una penna. L’invito di fondo ci appare come un inno all’osservazione delle realtà quotidiane minime, ricche di sogni inespressi, di vite appese, di esistenze in bilico, ricettacoli di storie incredibili e chiaroscuri inestimabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandra Di Gregorio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconti ferraresi di Enrico Astolfi.&lt;br /&gt;Strani personaggi si aggirano per  Ferrara, città sotto il livello del mare, ovvero… Palude.&lt;br /&gt;A Ferrara, più che una città un paese ingrassato a forza di salamina e cappellacci, si conoscono quasi tutti e le voci girano molto rapide:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, hai presente Astolfi?“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi Enrico?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma si dai, quello che fa il… che lavora… si insomma, quello che fa le riprese, i video, quelle robe lì… dai quello…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si si… ho capito…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lui… sai che è andato a stare a Roma e lavora là?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma va?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si… e ha scritto anche un libro che c’è anche in centro, da Feltrinelli… Palude o una roba del genere…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che sia riuscito a tirarsene fuori, Enrico, dalla palude ferrarese.&lt;br /&gt;Eppure, sarà la nostalgia della nebbia, non smette di pensare alla città che lo ha adottato.&lt;br /&gt;É a Ferrara che si muovono i singolari personaggi narrati da Enrico nel libro.&lt;br /&gt;Gli ingredienti della ricetta tipica ferrarese ci sono tutti: la Spal, il grattacielo, il Nord Ovest (un bar che è diventato toponimo)…&lt;br /&gt;Leggendo Palude, i ferraresi si ritroveranno a casa. Gli stranieri avranno l’occasione di conoscere la (mia) città, dal punto di vista di uno che è ha trovato la via d’uscita dalla palude… forse.&lt;br /&gt;Lettura ideale, secondo me, per avvicinarsi a Ferrara prima di un viaggio; per chi vuole conoscere il colore della biancheria intima della città:  grigio, naturalmente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-1733386989735274101?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/1733386989735274101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=1733386989735274101' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1733386989735274101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1733386989735274101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/04/recesioni-ed-interviste-in-attesa-della.html' title='RECESIONI ED INTERVISTE IN ATTESA DELLA QUARTA RISTAMPA'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SeXDFfTG8eI/AAAAAAAAAHg/VSAiPvMiQD8/s72-c/9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-554814839696875783</id><published>2009-03-17T10:39:00.000-07:00</published><updated>2009-04-09T08:16:51.509-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEO'/><title type='text'>HQ-Booktrailers di Palude di Enrico Astolfi e del Recinto delle capre di Lorenzo Mazzoni-HQ</title><content type='html'>&lt;object height="295" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ut4MoFrIE6U&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ut4MoFrIE6U&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="295" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;&lt;b&gt;Palude &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di &lt;i&gt;Enrico Astolfi&lt;/i&gt;&lt;/h2&gt;              &lt;p&gt;Recensione di &lt;strong&gt;Marco Meneghetti&lt;/strong&gt; su &lt;a href="http://www.sugarpulp.it" target="_blank"&gt;www.Sugarpulp.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="frame-outer alignleft size-full wp-image-884"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.sugarpulp.it/live/wp-content/uploads/2009/03/palude.jpg" rel="lightbox[883]"&gt;&lt;img class="alignleft size-full wp-image-884" title="&amp;quot;Palude&amp;quot; di Enrico Astolfi" src="http://www.sugarpulp.it/live/wp-content/uploads/2009/03/palude.jpg" alt="&amp;quot;Palude&amp;quot; di Enrico Astolfi" height="199" width="140" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Personalmente, sono sempre stato attratto da luoghi come Ferrara. Una città piccola, con un centro storico schietto e facilmente attraversabile a piedi o in bicicletta, eppure abbagliata dalle luci dell’enorme polo chimico a così breve distanza dall’abitato. Una facciata che nasconde in realtà un lato nascosto, dunque. Qualcosa di buio, di misterioso, che merita di essere raccontato. E questo è proprio ciò che fa l’Astolfi nel suo primo lavoro, edito dalla piccola ma brillante &lt;em&gt;La Carmelina&lt;/em&gt;: utilizzare la periferia, i suoi due “grattacieli” e i vicoli stretti del centro come ambientazione per una serie di racconti inanellati fra loro, che rivelano proprio questa “dark side”, tra pensionati stanchi della vita che meditano il suicidio (Giuanin), badanti moldave in cerca di vendetta e ultras della Spal dediti al teppismo. Ogni storia si incastra in quella successiva, creando un piccolo ma tuttavia variegato microcosmo di un’attualità disarmante, in cui potremmo estensivamente e senza fatica riconoscere tutto il nostro Nordest.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-554814839696875783?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/554814839696875783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=554814839696875783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/554814839696875783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/554814839696875783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/03/hq-booktrailers-di-palude-di-enrico.html' title='HQ-Booktrailers di Palude di Enrico Astolfi e del Recinto delle capre di Lorenzo Mazzoni-HQ'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-3821592060366567635</id><published>2009-03-15T02:52:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T02:53:49.069-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>Recensione</title><content type='html'>Autore: Astolfi Enrico&lt;br /&gt;Editore: La Carmelina&lt;br /&gt;Data di Pubblicazione: 2008&lt;br /&gt;ISBN: 8890330031&lt;br /&gt;ISBN-13: 9788890330032&lt;br /&gt;Pagine: 138&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palude è il brillante romanzo di Enrico Astolfi ambientato a Ferrara e nell’idea del ristagnare di situazioni sempre uguali a se stesse, e delle condizioni atmosferiche nella provincia minima italiana. Il testo si può leggere come un romanzo ma anche come una serie di racconti autonomi, tant’è che se iniziassimo dal terzo capitolo piuttosto che dall’ultimo, non troveremmo problemi nel discernimento della storia, anche se Palude ha a suo modo una certa circolarità. I racconti che animano il libro ci espongono situazioni diverse ma parallele, vite intrecciate da una comunanza che non è solo data dalla territorialità limitante (ma poi veramente limitante?), storie scandite stilisticamente in modi molto differenti tra loro - partendo in sordina e finendo in sordina, ma serbando nel mezzo, tra il principio e la fine, il meglio del senno narrativo di un Astolfi autentico e profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Autore ha una mano ferma e pacata - e a maggior ragione più brava nel rendere l’idea di catatonica immobilità di un piccolo universo nell’universo, in cui figuri monotoni e stolti si muovono al rallentatore conducendo vite appesantite dalla nebbia. Mediocrità, noia, violenza gratuita, spacciatori di droga, tifo violento, parabole destinate a perdersi e infrangersi. Su tutti però si staglia la storia di Clara e Mimmo, ed è qui che l’Autore ci concede uno spiraglio di sole; lì dove le gonne di Clara si sollevano alle brezze leggere e le parole che Mimmo rivolge all’amata/odiata amica/amante/confidente sono scritte col fuoco anche quando il tratto è leggero e sognante, addolorato e lacrimevole. L’esempio di una storia d’amore che rischiara i cieli villani e tronfi di una località in cui la nebbia tutto affoga e la mediocrità si fa partito. La poetica di Astolfi si dipana qui, dirompente, alle volte scostumata ma leggera, scollacciata e spesso candida, ilare, schietta. La leggerezza svagata e franca che si denota nel mezzo espressivo utilizzato, cattura il Lettore in un tenue sguardo d’insieme che sceglie, in luogo dell’imposizione di un punto di vista univoco, l’immediatezza della fotografia dal vero - e se da un lato svela volti senza faccia, dall’altro esalta un quotidiano spesso sciatto ma degno d’esser visto anche nel riflesso di una penna. L’invito di fondo ci appare come un inno all’osservazione delle realtà quotidiane minime, ricche di sogni inespressi, di vite appese, di esistenze in bilico, ricettacoli di storie incredibili e chiaroscuri inestimabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandra Di Gregorio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://scritturainforma.wordpress.com/2009/03/08/palude/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-3821592060366567635?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/3821592060366567635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=3821592060366567635' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3821592060366567635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3821592060366567635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/03/recensione.html' title='Recensione'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-200229776643852899</id><published>2009-02-26T05:14:00.000-08:00</published><updated>2009-02-26T06:31:38.862-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>www.taodomichi.org</title><content type='html'>Strani personaggi si aggirano per  Ferrara, città sotto il livello del mare, ovvero… Palude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Ferrara, più che una città un paese ingrassato a forza di salamina e cappellacci, si conoscono quasi tutti e le voci girano molto rapide:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh, hai presente Astolfi?“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi Enrico?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma si dai, quello che fa il… che lavora… si insomma, quello che fa le riprese, i video, quelle robe lì… dai quello…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si si… ho capito…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lui… sai che è andato a stare a Roma e lavora là?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma va?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si… e ha scritto anche un libro che c’è anche in centro, da Feltrinelli… Palude o una roba del genere…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che sia riuscito a tirarsene fuori, Enrico, dalla palude ferrarese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, sarà la nostalgia della nebbia, non smette di pensare alla città che lo ha adottato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;É a Ferrara che si muovono i singolari personaggi narrati da Enrico nel libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ingredienti della ricetta tipica ferrarese ci sono tutti: la Spal, il grattacielo, il Nord Ovest (un bar che è diventato toponimo)…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo Palude, i ferraresi si ritroveranno a casa. Gli stranieri avranno l’occasione di conoscere la (mia) città, dal punto di vista di uno che è ha trovato la via d’uscita dalla palude… forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lettura ideale, secondo me, per avvicinarsi a Ferrara prima di un viaggio; per chi vuole conoscere il colore della biancheria intima della città:  grigio, naturalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.taodomichi.org/478/palude-enrico-astolfi-ferrara/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-200229776643852899?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/200229776643852899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=200229776643852899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/200229776643852899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/200229776643852899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/02/wwwtaodomichiorg.html' title='www.taodomichi.org'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-5199464955284445331</id><published>2009-02-04T04:29:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T16:05:52.274-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'>Per rinfrescarvi la memoria.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SYmKckg2GxI/AAAAAAAAAGo/27-P1UMRRBQ/s1600-h/copt13.asp.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: undefinedpx; height: undefinedpx;" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SYmKckg2GxI/AAAAAAAAAGo/27-P1UMRRBQ/s400/copt13.asp.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298918660020509458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;La linea Bn della carmelina si rifà il look. I volumi più piccoli, la grafica migliorata, la carta più carta, l'impaginazione più curata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla quarta di copertina:&lt;br /&gt;Giuanin, un anziano che vuole farla finita sparandosi con una vecchia pistola e che accidentalmente incontrerà il suo angelo custode con le fattezze di una moldava di mezza età; Mario Marino, dipendente comunale che si gonfia minuto dopo minuto, bolso di ambizioni e futili vanità; Clara e Mimmo, che si amano e non si amano, che si cercano e si disperdono; Gegio, Ù Bullet e i loro amici ultras, in cerca di un'evasione attraverso una turbolenta trasferta calcistica. Sono questi i personaggi di Palude, primo, fresco romanzo di Enrico Astolfi. Fra spacciatori, colf, uomini da bar, impiegati, pensionati, prostitute, perdenti, un libro di racconti che può essere letto come un romanzo. Un testo che dissacra e sbeffeggia Ferrara, la palude, il contenitore creativo di queste singolari storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ibs.it/code/9788890330032/astolfi-enrico/palude.html&lt;br /&gt;www.lacarmelinaedizioni.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-5199464955284445331?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/5199464955284445331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=5199464955284445331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5199464955284445331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5199464955284445331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/02/per-rinfrescarvi-la-memoria.html' title='Per rinfrescarvi la memoria.'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SYmKckg2GxI/AAAAAAAAAGo/27-P1UMRRBQ/s72-c/copt13.asp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-6132110275243668462</id><published>2009-02-03T10:38:00.000-08:00</published><updated>2009-02-03T10:39:43.439-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SYiPLdKQcnI/AAAAAAAAAGg/Cjg4JO9MZTs/s1600-h/322977073.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: undefinedpx; height: undefinedpx;" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SYiPLdKQcnI/AAAAAAAAAGg/Cjg4JO9MZTs/s400/322977073.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298642388570370674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Bellissima iniziativa della Galleria Marchesi (Via Vignatagliata, Ferrara): alle 18 30 inaugurazione di Alieni, personale di Andrea Amaducci, tra i più geniali protagonisti dell'avanguardia ferrarese (ma ben noto anche oltre mura), a cura di Adele Ricciotti. Tra street art e neograffitismo, Amaducci (fino al 27 2), “ufficializza” in certo senso appunto anni di Street Art: suoi i loghi d'avanguardia che abbelliscono da tempo molti angoli della città un poco grigi, riclonati dal segno rapido, significante e significativo dell'Alieno di Amaducci. Amaducci conferma il graffitismo/writers come opera d'arte, prima che “vandalismo”, come coraggiosamente affermato dallo stesso Sgarbi (ma solo in Italia, dopo, decenni da Warhol, Basquiat e Haring, qualcuno può scandalizzarsi ancora, dipende semplicemente, come spiega lo stesso Amaducci, sulla Nuova Ferrara, da dove intervengono gli artisti: ovvero Amaducci inserisce i suoi Alieni in ben calcolata sinergia con l'ambient rinascimentale ferraree. E ben vengano gli alieni a svegliare Ferrara dalla sua Paresi quasi cronica, nota in tutta Italia, come ribadito anche da Beppe Grillo, recentemente al Palasport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui al 27 , poi, Amaducci amplifica la personale con un paio di performance, ulteriormente arrichita (la mostra) da intervalli interventi dei vari Lorenzo Mazzoni, Enrico Astolfi, Roberto Meschini, Marco Belli, Elisa Mucchi, Barbara Baraldi (a cura di Thc polimedia di Mario Slener) e altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-6132110275243668462?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/6132110275243668462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=6132110275243668462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6132110275243668462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6132110275243668462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2009/02/bellissima-iniziativa-della-galleria.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SYiPLdKQcnI/AAAAAAAAAGg/Cjg4JO9MZTs/s72-c/322977073.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-1017151177462886682</id><published>2008-12-23T16:04:00.000-08:00</published><updated>2008-12-23T16:33:37.250-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEO'/><title type='text'>Letture, booktrailer, video dei Pornoalleati</title><content type='html'>Video-Lettura di uno spaccato ferrarese. Lettura di Andrea Amaducci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NERO FERRARESE di Lorenzo Mazzoni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per info sul libro: www.lacarmelinaedizioni.it/catalogo.php&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7ZtsI1Vmkf8&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7ZtsI1Vmkf8&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Video lettura del romanzo “Il requiem di vallesecca" di Lorenzo Mazzoni.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kIAl9KkAU4Y&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kIAl9KkAU4Y&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BOOK trailer del romanzo "Palude" di Enrico Astolfi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CduxtWBMVg0&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CduxtWBMVg0&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Videos della presentazione di "Palude".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HFrE237x6OQ&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HFrE237x6OQ&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-FOkYAtgzzc&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-FOkYAtgzzc&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ordinare il libro... &lt;br /&gt;http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&amp;xy=palude+astolfi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli alieni di Andrea Amaducci.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/p18UQvL1NLA&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/p18UQvL1NLA&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visitate il sito : http://www.andreaamaducci.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Videos realizzati da Filippo Landini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://it.youtube.com/watch?v=Pg8ZVRR5TSo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://it.youtube.com/watch?v=THCJcp5CFq0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://it.youtube.com/watch?v=KaJCLrz2re4&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-1017151177462886682?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/1017151177462886682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=1017151177462886682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1017151177462886682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1017151177462886682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/12/letture-booktrailer-video-dei.html' title='Letture, booktrailer, video dei Pornoalleati'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-5533015201824371689</id><published>2008-12-10T01:13:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:19:17.973-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'>SABATO 13 DICEMBRE PRESENTAZIONE DI PALUDE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/ST-JfnX45GI/AAAAAAAAAGQ/n_01W9hoIQY/s1600-h/locandina_corsaro.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/ST-JfnX45GI/AAAAAAAAAGQ/n_01W9hoIQY/s320/locandina_corsaro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278088464539640930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-5533015201824371689?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/5533015201824371689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=5533015201824371689' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5533015201824371689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5533015201824371689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/12/sabato-13-dicembre-presentazione-di.html' title='SABATO 13 DICEMBRE PRESENTAZIONE DI PALUDE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/ST-JfnX45GI/AAAAAAAAAGQ/n_01W9hoIQY/s72-c/locandina_corsaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-2878376233702692732</id><published>2008-10-27T06:54:00.001-07:00</published><updated>2008-12-10T01:12:53.741-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEO'/><title type='text'>BOOK TRAILER DI PALUDE</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CduxtWBMVg0&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CduxtWBMVg0&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-2878376233702692732?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/2878376233702692732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=2878376233702692732' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2878376233702692732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2878376233702692732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/book-trailer-di-palude.html' title='BOOK TRAILER DI PALUDE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-5663218099542060040</id><published>2008-10-24T03:52:00.000-07:00</published><updated>2008-10-24T03:55:09.490-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:180%;"&gt;Sabato 25 ottobre 2008&lt;br /&gt;ore 17.00&lt;br /&gt;presso l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara (Vicolo Santo Spirito 11)&lt;br /&gt;Presentazione del romanzo ERI TUTTO LUNGO  Cavallo Pazzo e altri cani sciolti di Alba Cienfuegos&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presentazione del libro sarà curata dalla direttrice dell’Istituto prof.ssa Anna Maria Quarzi.&lt;br /&gt; Saranno presenti gli autori e seguiranno letture di alcuni passi del libro da parte di Andrea Amaducci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata sarà introdotta e sottolineata dal video “Cienfuegos 77” della Falange Sinapsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano, giugno 1978.Una manifestazione antifascista, un gruppo di compagni che decide di prendersi la piazza. Nel caos, con un gesto estremo, un cane sciolto lancia una molotov all’interno di un blindato. Un gruppo di ragazzi osserva la bottiglia bruciare il cielo. Istanti. Occhi lucidi, pieni di paura ma anche di ricordi. Le loro storie prendono forma. Torniamo indietro, li ritroviamo vivere insieme nel quartiere della Barona, combattere per i propri ideali, confrontarsi con la realtà di tutti i giorni, ritagliarsi i propri spazi, affrontare le illusioni e le disillusioni di quel periodo di lotta e di cambiamenti. Adesso, dopo due anni di vita intensa, sono ancora una volta a tu per tu con la violenza estrema, in bilico. Davanti all'ennesimo bivio.Romanzo corale su un periodo fondamentale della nostra storia. Un tracciato crudo, a volte incantato, sulla realtà della periferia milanese di fine anni '70 Il libro del collettivo Alba Cienfuegos fa parte del nuovo progetto de La Carmelina Editrice; progetto che oltre a coinvolgere gli autori del collettivo, include anche i fotografi Marco Belli e Roberto Meschini e il performer Andrea Amaducci. Verrà inaugurato oggi il nuovo sito editoriale della casa editrice (www.lacarmelinaedizioni.it), e seguiranno la ristampa del romanzo di Enrico Astolfi “Palude”, l'attesissimo seguito di “Nero ferrarese” di Lorenzo Mazzoni e Andrea Amaducci e sono previsti, per l'anno prossimo, oltre a lavori individuali di Filippo Landini e Mario Javed Saggittario, un rotocalco di Marco Belli e Lorenzo Mazzoni e un lavoro a più mani che dovrebbe coinvolgere Meschini e Amaducci.Il collettivo Alba Cienfuegos e i collaboratori, simpaticamente autoribatezzatisi “I Porno Alleati”, hanno inoltre organizzato un concorso per romanzi inediti che prevederà la pubblicazione per il vincitore (informazioni del bando: www.lacarmelinaedizioni.it) e stanno cercando nuove voci interessanti, sia nel panorama nazionale che in quello internazionale, da poter pubblicare e promuovere.  NOTE BIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTORE/I Alba Cienfuegos è/sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Javed Saggittario. Nato a Milano nel 1961. Memoria storica del collettivo. Ha insegnato per molti anni in vari istituti tecnici prima di dedicarsi alla sua personale ricerca del Tutto. Suonatore, creativo, affaccendato. “Eri tutto lungo” è il suo primo romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Filippo Landini. Nato a Ferrara nel 1969. Ha pubblicato le raccolte di poesie “Fuoco et flow” in AA.VV, “Frrr” (Comune di Ferrara, 2001), “Nodo Sottile 3” (Crocetti Editore, 2003) e il romanzo “Ferrara Game Over” (Edizioni Nomade Psichico, 2000) da cui è stato realizzato il il lungometraggio omonimo (diretto e interpretato dallo stesso Landini e da Max Czertok).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Astolfi. Nato a Magenta (Mi) nel 1976. Ha lavorato per molti anni come freelance nel settore audiovisivo sia in Italia che in Uruguay. Collabora con diverse riviste clandestine. Ha pubblicato il romanzo a racconti “Palude” (La Carmelina Edizioni, 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Mazzoni. Nato a Ferrara nel 1974. Ha pubblicato i romanzi “Il requiem di Valle Secca” (Tracce, 2006), “Ost, il banchetto degli scarafaggi” (Edizioni Melquìades, 2007), “Nero ferrarese” (disegni di Andrea Amaducci; La Carmelina Edizioni, 2007), “Le acrobazie mentali di Ivan Mostarda” (Robin Edizioni, 2008), “Un tango per Victor” (La Carmelina Edizioni, 2008), “(S) scatti &amp;amp;scritti” (fotografie di Roberto Meschini; La Carmelina Edizioni, 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ISBN 978-88-9033-005-6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREZZO€ 12,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-5663218099542060040?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/5663218099542060040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=5663218099542060040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5663218099542060040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5663218099542060040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/sabato-25-ottobre-2008-ore-17_24.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-3558105946809063707</id><published>2008-10-23T07:12:00.001-07:00</published><updated>2008-10-23T07:12:46.901-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Sabato 25 ottobre 2008 ore 17.00 presso l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara (Vicolo Santo Spirito 11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione del romanzo “ERI TUTTO LUNGO – Cavallo Pazzo e altri cani sciolti” di Alba CienfuegosLa Carmelina EdizioniPag. 192 PREZZO € 12,00La presentazione del libro sarà curata dalla direttrice dell’Istituto prof.ssa Anna Maria Quarzi.Saranno presenti gli autori e seguiranno letture di alcuni passi del libro da parte di Andrea Amaducci.La giornata sarà introdotta e sottolineata dal video “Cienfuegos 77” della Falange Sinapsi.Milano, giugno 1978.Una manifestazione antifascista, un gruppo di compagni che decide di prendersi la piazza. Nel caos, con un gesto estremo, un cane sciolto lancia una molotov all’interno di un blindato. Un gruppo di ragazzi osserva la bottiglia bruciare il cielo. Istanti. Occhi lucidi, pieni di paura ma anche di ricordi. Le loro storie prendono forma. Torniamo indietro, li ritroviamo vivere insieme nel quartiere della Barona, combattere per i propri ideali, confrontarsi con la realtà di tutti i giorni, ritagliarsi i propri spazi, affrontare le illusioni e le disillusioni di quel periodo di lotta e di cambiamenti. Adesso, dopo due anni di vita intensa, sono ancora una volta a tu per tu con la violenza estrema, in bilico. Davanti all'ennesimo bivio.Romanzo corale su un periodo fondamentale della nostra storia. Un tracciato crudo, a volte incantato, sulla realtà della periferia milanese di fine anni '70&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-3558105946809063707?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/3558105946809063707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=3558105946809063707' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3558105946809063707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3558105946809063707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/sabato-25-ottobre-2008-ore-17.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-1485270021448932694</id><published>2008-10-18T07:11:00.001-07:00</published><updated>2008-10-18T07:11:40.513-07:00</updated><title type='text'>PRESENTAZIONE DI (S)</title><content type='html'>Primo lavoro della nuova collana della casa editrice&lt;br /&gt;Scritti e scatti alla Carmelina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggiatori che vanno, viaggiatori che arrivano. Scatti rubati in mattine assolate, scritti buttati giù, di getto, in gelidi tramonti nordici. Sinergia fra penna e macchina fotografica, attimi rubati in tempi diversi, uniti nella forma Libro. Bozze di poesie, immagini ricercate, reportage, simbolismi sofisticati, inquadrature volutamente povere, ricette culinarie. In su e in giù, dall'Inghilterra al Guatemala, dal Pakistan allo Yemen, dal Vietnam al Messico, dall'Egitto al'India, un intelligente ed originale libro da leggere e da osservare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà presentato questa sera alla Libreria Galleria La Carmelina (via del Carmelino, 22 – Ferrara) alle ore 19 il libro “Scritti e scatti” dell’autore Lorenzo Mazzoni e del fotografo Roberto Meschini. Seguirà la proiezione del film, curato da Roberto Meschini con la voce recitante del performer Andrea Amaducci. Si inaugurerà poi l'esposizione, fotografie su alluminio, sempre di Meschini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro inaugura la nuova collana “ScattiScritti”, della Carmelina Edizioni. Libri che uniscono insieme fotografie e testi narrativi, la cui prossima uscita è prevista all'inizio del 2009 con un progetto sulla Romania del fotografo Marco Belli sempre con i testi di Lorenzo Mazzoni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esposizione rimarrà allestita per un mese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-1485270021448932694?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/1485270021448932694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=1485270021448932694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1485270021448932694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1485270021448932694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/presentazione-di-s.html' title='PRESENTAZIONE DI (S)'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-1450936554124460329</id><published>2008-10-15T10:24:00.001-07:00</published><updated>2008-10-15T10:26:55.518-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEO'/><title type='text'>PRESENTAZIONE DI " PALUDE"</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HFrE237x6OQ&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HFrE237x6OQ&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-FOkYAtgzzc&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-FOkYAtgzzc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; Questo video è stato realizzato(le riprese ed il montaggio sono ad opera del buon Oreste Bossa)in occasione dell'uscita del libro. Niente di pretenzioso, Amaducci che legge degli stralci dai racconti, io che parlo poco, qualche applauso.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-1450936554124460329?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/1450936554124460329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=1450936554124460329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1450936554124460329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1450936554124460329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/presentazione-di-palude.html' title='PRESENTAZIONE DI &quot; PALUDE&quot;'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-3046189457529630918</id><published>2008-10-14T10:43:00.001-07:00</published><updated>2008-10-15T03:30:56.277-07:00</updated><title type='text'>SABATO 18 OTTOBRE PRESENTAZIONE DI (S)</title><content type='html'>(S)&lt;br /&gt;Scritti e scatti&lt;br /&gt;di&lt;br /&gt;Meschini Roberto&lt;br /&gt;Lorenzo Mazzoni&lt;br /&gt;La Carmelina Edizioni&lt;br /&gt;pag.182 prezzoeuro 15,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggiatori che vanno, viaggiatori che arrivano. Scatti rubati in mattine assolate, scritti buttati giù, di getto, in gelidi tramonti nordici. Sinergia fra penna e macchina fotografica, attimi rubati in tempi diversi, uniti nella forma Libro. Bozze di poesie, immagini ricercate, reportage, simbolismi sofisticati, inquadrature volutamente povere, ricette culinarie. In su e in giù, dall'Inghilterra al Guatemala, dal Pakistan allo Yemen, dal Vietnam al Messico, dall'Egitto al'India, un intelligente ed originale libro da leggere e da osservare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scatti Roberto Meschini&lt;br /&gt;Scritti Lorenzo Mazzoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(S), di Roberto Meschini e Lorenzo Mazzoni. Libro che inaugura la nuova collana “ScattiScritti”, della Carmelina Edizioni. Libri che uniscono insieme fotografie e testi narrativi, la cui prossima uscita è prevista all'inizio del 2009 con un progetto sulla Romania del fotografo Marco Belli sempre con i testi di Lorenzo Mazzoni. &lt;br /&gt;(S) è sostanzialmente un libro di viaggio. Di persone che vanno e persone che arrivano, &lt;br /&gt;di scatti rubati, immagini ricercate, reportage, simbolismi sofisticati, inquadrature volutamente povere, ricette culinarie. Un libro originale, una strana sinergia fra penna e macchina fotografica, un viaggio dall'Inghilterra al Guatemala, dal Pakistan allo Yemen, dal Vietnam al Messico, dall'Egitto all'India, un intelligente ed originale libro da leggere e da osservare.&lt;br /&gt;Roberto Meschini, architetto e fotografo, dimostra con questo lavoro le sue spiccate qualità di fotoreporter, di viaggiatore attento alla dimensione umana dei luoghi visitati.&lt;br /&gt;Lorenzo Mazzoni, arrivato con (S) alla sua sesta pubblicazione in tre anni, dimostra le sue versatili e prolifiche caratteristiche di paroliere moderno, sperimentando linguaggi molto diversi da quelli che siamo soliti leggere nei suoi romanzi.&lt;br /&gt;(S), inoltre, per essere un libro sostanzialmente fotografico, possiede un pregio raro nelle collane di libri illustrati: un prezzo altamente popolare che, come scritto anche da Raffaello Scatasta nella nota introduttiva “potrebbe far rischiare all'editore una collocazione del libro in libreria”, cosa rara, spesso, per libri di questo genere.&lt;br /&gt;(S) sarà presentato questa sera (sabato 18 ottobre) alla Libreria Galleria La Carmelina (Via del Carmelino, 22 – Ferrara) alle ore 19.00. Saranno presenti gli autori; seguirà proiezione del film (S), curato da Roberto Meschini con la voce recitante del performer Andrea Amaducci. Si inaugurerà inoltre l'esposizione (S), fotografie su alluminio, di Roberto Meschini. Esposizione che rimarrà in mostra alla galleria per un mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lorenzo Mazzoni e Roberto Meschini ci propongono un accattivante dialogo tra generi diversi di racconto, con la freschezza che appartiene alla sperimentazione” Raffaello Scatasta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-3046189457529630918?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/3046189457529630918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=3046189457529630918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3046189457529630918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3046189457529630918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/presentazione-di-s-scritti-e-scatti-di.html' title='SABATO 18 OTTOBRE PRESENTAZIONE DI (S)'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-8512089193435519980</id><published>2008-10-13T05:33:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T10:23:15.129-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEO'/><title type='text'>Palude : presentazione alla Carmelina 28/07/08</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HFrE237x6OQ&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HFrE237x6OQ&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; Questo video è stato realizzato(le riprese ed il montaggio sono ad opera del buon Oreste Bossa)in occasione dell'uscita del libro. Niente di pretenzioso, Amaducci che legge degli stralci dai racconti, io che parlo poco, qualche applauso.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-8512089193435519980?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/8512089193435519980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=8512089193435519980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8512089193435519980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8512089193435519980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/video.html' title='Palude : presentazione alla Carmelina 28/07/08'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-5446033953330337628</id><published>2008-10-07T07:29:00.001-07:00</published><updated>2008-10-07T08:37:28.128-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div id="float:left"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOt1xxFxIZI/AAAAAAAAAFo/J8eU0kN9TRw/s1600-h/GetAttachment.aspx.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOt1xxFxIZI/AAAAAAAAAFo/J8eU0kN9TRw/s200/GetAttachment.aspx.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254422888109384082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="float:left"&gt;&lt;p align="top"&gt;In anteprima alcuni scatti della clip di presentazione di PALUDE.&lt;br /&gt;Il primo è relativo al racconto "Le ultime parole sante di Giuanin"... Dal testo:&lt;br /&gt;Jessica, nel ricordarsi queste parole, chiude gli occhi e si ripete che deve trovare la concentrazione, che deve liberare la mente dai cattivi pensieri perché il lavoro di oggi necessita della totalità delle sinapsi del cervello.&lt;br /&gt;Cosicché, dopo essersi sistemata i pesanti occhiali, sulla sua facciotta paonazza prende forma un'espressione di fermezza, di prontezza di riflessi. &lt;br /&gt;Veloce, mette una mano in tasca ed estrae un mignon di Sambuca. Girando la testa rapidamente si guarda intorno e, dopo aver appurato di non essere osservata, l'ingoia in una botta sola. &lt;br /&gt;S'ingobbisce per attutire il colpo allo stomaco, trattiene in bocca un ruttino, poi delicatamente lo soffia fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto, immagini dal quarto racconto" Vecchi Ultras"... Dal testo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno di questi si gira velocemente per poi ritornare a parlare con gli amici. All'improvviso i quattro si alzano e incominciano a correre verso gli spallini. Due di loro si tolgono la  cinta tenendola stretta con la mano destra, gli altri impugnano una bottiglia. Gegio si accorge di tutto, afferra U Bullet indicandogli gli ultras avversari sopraggiungere. In pochi istanti sono a contatto. Nessuna parola,  nessuna offesa. L'aggressione inizia senza presentazione.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="float:left"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOtyrYpre4I/AAAAAAAAAFg/bDTnEXb6WgU/s1600-h/GetAttachment-2.aspx.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOtyrYpre4I/AAAAAAAAAFg/bDTnEXb6WgU/s320/GetAttachment-2.aspx.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254419479935024002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="float:left"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOtyk6qIpMI/AAAAAAAAAFY/CsW9PqNkNro/s1600-h/DSC_5390.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOtyk6qIpMI/AAAAAAAAAFY/CsW9PqNkNro/s320/DSC_5390.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254419368804656322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-5446033953330337628?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/5446033953330337628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=5446033953330337628' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5446033953330337628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5446033953330337628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/in-anteprima-alcuni-scatti-della-clip.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOt1xxFxIZI/AAAAAAAAAFo/J8eU0kN9TRw/s72-c/GetAttachment.aspx.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-787672282207794569</id><published>2008-10-06T11:25:00.000-07:00</published><updated>2008-10-06T11:26:04.898-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOpYNUKIvkI/AAAAAAAAAFI/ExSnFwBf2jo/s1600-h/lo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOpYNUKIvkI/AAAAAAAAAFI/ExSnFwBf2jo/s320/lo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254108901053873730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-787672282207794569?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/787672282207794569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=787672282207794569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/787672282207794569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/787672282207794569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/blog-post.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOpYNUKIvkI/AAAAAAAAAFI/ExSnFwBf2jo/s72-c/lo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-7267585039753703138</id><published>2008-10-06T11:12:00.001-07:00</published><updated>2008-10-06T11:12:18.854-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;EROE'/><title type='text'>L'EROE</title><content type='html'>L'EROE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio rapido. Di tempo ce n'è poco. Guardo gli occhi enormi di una bambina. &lt;br /&gt;La madre la tiene stretta a se, forse ha paura che l'autobus freni all'improvviso, o forse ha solo voglia di tenerla sulle gambe, di sentirla sua. Chissà? Potrei rispondermi, ma il conto&lt;br /&gt;alla rovescia, è un'arma pericolosa. Se esiti sei fregato.&lt;br /&gt;Pause, non mi sono concesse. L'autobus si ferma. Sale altra gente. &lt;br /&gt;Un signore distinto si guarda intorno, non c'è posto, apre, impettito, il giornale. &lt;br /&gt;Sbuffa. La bambina sorride alla madre. &lt;br /&gt;Un ragazzino brufoloso urla, la ragazzina che gli stringe la mano, lo guarda felice. &lt;br /&gt;Quanti anni avranno? Non posso farmi domande! Tra un po tutto questo finirà, che senso&lt;br /&gt;hanno le mie domande, le curiosità, che senso hanno quegli occhi enormi pieni di vita.&lt;br /&gt;A che punto siamo?A 884 , pensavo peggio!Attendo direttive! Capannelli di turisti affollano l'entrata del Colosseo. E' la prima volta che lo vedo, peccato&lt;br /&gt;sia in una circostanza simile!Una pattuglia della Polizia affianca l'autobus! Staranno &lt;br /&gt;cercando me? No, è evidente che nessuno sa perché sono qui! 1214, tergiverso.&lt;br /&gt;Il Campidoglio, Piazza Venezia, ecco forse adesso! No! Non ancora! &lt;br /&gt;Il ticchettio dell'orologio mi rimbomba nella testa. Una mano pelosa&lt;br /&gt;che si tiene salda, l'orologio cromato, immagini, nient altro che immagini!&lt;br /&gt; Devo rimanere imparziale, interpretare me stesso, altro non mi è permesso.&lt;br /&gt;Sono le regole, e senza regole non esisterei, non esiterebbe questa storia &lt;br /&gt;e non esisterebbe neppure questa snervante attesa! Ma che devo fare?&lt;br /&gt;Posso saperlo?Ormai siamo a 1660 battute, siamo a quasi a metà della mia breve &lt;br /&gt;esistenza e non ho ancora ricevuto indicazioni!Che infame momento per la categoria.&lt;br /&gt;Vorrei solo un po di rispetto, anche perché il titolo prometteva bene.&lt;br /&gt; ”L'eroe” non da spazio ad equivoci, pensavo sarebbe stata&lt;br /&gt; un'avventura stimolante, e non vi nego che ero carico.&lt;br /&gt;Invece niente, 1988 e non sono stato neppure descritto fisicamente, sono stato messo &lt;br /&gt;su quest'autobus, e buona notte ai suonatori.&lt;br /&gt;Ci vuole un ripassino etimologico. Nel mezzo della storia, potrebbe funzionare. &lt;br /&gt;Eroe viene dal greco, la radice significa 'proteggere e servire'. Un eroe è pronto a sacrificare se stesso per gli altri, come un pastore che protegge il suo gregge.&lt;br /&gt;Una ragazza sale sull'autobus, ha un vestito rosso, mi sorride.&lt;br /&gt;Forse devo salvare lei! Ha dei capelli neri che le scendono sulle spalle, &lt;br /&gt;si muove a scatti, sembra in difficoltà, inciampa. Ecco, ci siamo finalmente!&lt;br /&gt;2640 battute, ho ancora tutto il tempo che voglio. Veloce la ragazza si ricompone, &lt;br /&gt;mi fissa, quel vestito le sta benissimo, me la immagino senza. No!?  Questo non &lt;br /&gt;posso farlo, almeno non ora, prima devo fare qualcosa per conquistarla, devo&lt;br /&gt;risolverle i problemi, strapparla al male. Poi, la giusta ricompensa arriverà da sé.&lt;br /&gt;E' sempre stato così, sarei poco serio a lasciarmi andare in fantasie del genere adesso! &lt;br /&gt;Riprendo a guardarla, muovo lievemente la testa, abbasso lo sguardo&lt;br /&gt;ha le unghie dei piedi colorate con uno smalto viola, dei piedi lunghi. &lt;br /&gt;Un fascio di luce glieli illumina! Forse sono i piedi la chiave della questione. &lt;br /&gt;I piedi?! Ma che cosa significa! Mentre penso, l'autobus si ferma, lei scende, &lt;br /&gt;in preda al panico provo a raggiungerla ma c'è troppa gente. &lt;br /&gt;Sono come paralizzato, le porte si richiudono.&lt;br /&gt;Mi aspetto un altro sorriso, spero in un colpo di scena.&lt;br /&gt;Adesso qualcuno le farà qualcosa! Invece niente, scompare fra la gente, &lt;br /&gt;anche lei diventa un'altra immagine casuale. &lt;br /&gt;3680 ormai siamo agli sgoccioli. La questione si complica, bisogna prendere &lt;br /&gt;delle decisioni rapide, agire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che eroe sono senza azione.&lt;br /&gt;E' la base di qualsiasi teoria drammaturgia. Senza movimento una storia non progredisce.&lt;br /&gt;E sfido chiunque a contraddirmi. Un istante. Sale un tipo losco, ha due baffi all'insu perfettamente curati, due occhi neri incassati in una espressione diabolica, le braccia totalmente tatuate, porta sulle spalle una pesante borsa. &lt;br /&gt;L'appoggia su di un seggiolino. &lt;br /&gt;Si guarda intorno. Sputa per terra. Cerca rogne. &lt;br /&gt;E' lui! Ti aspettavo mio degno antagonista. &lt;br /&gt;4270.Quindi ho altre 1000 battute. Sarà un conflitto breve ma intenso, avanti cosi! &lt;br /&gt;L'autobus si addentra a Trastevere, le vie strette, i davanzali adorni di fiori, &lt;br /&gt;i dettagli dell'architettura, all'improvviso vengo illuminato da una quiete improvvisa. &lt;br /&gt;Respiro tranquillità. &lt;br /&gt;Come d'incanto una musica armonica accompagna queste immagini. &lt;br /&gt;Delicata riempie l'ambiente. Una musica? Mi volto di scatto.&lt;br /&gt;I miei timori prendono forma. Sul seggiolino vedo la sacca aperta.&lt;br /&gt;Il tizio ha in mano un sax, lo alza, la bocca si gonfia, i baffi gli coprono gli occhi, &lt;br /&gt;la faccia diventa rossa, e la musica ritorna, tristemente seducente.&lt;br /&gt;4980 battute, non so più che pensare. &lt;br /&gt;Preso dallo sconforto passeggio per l'autobus. Vedo la mia figura riflessa sullo &lt;br /&gt;specchio, sono magrolino, con un taglio di capelli banale. &lt;br /&gt;Un brivido mi sale per la schiena. Mi viene un dubbio. &lt;br /&gt;Sento di avere qualcosa nelle tasche.&lt;br /&gt;Cerco, trovo un foglietto di carta. Sudo, lo apro. &lt;br /&gt;Leggo: “l'eroe mancato”&lt;br /&gt;Ha cambiato il titolo e me l'ha infilato nei pantaloni! &lt;br /&gt;Che finale malefico! &lt;br /&gt;Inizio a non sopportarli più questi giovani scrittori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-7267585039753703138?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/7267585039753703138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=7267585039753703138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7267585039753703138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7267585039753703138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/leroe_150.html' title='L&apos;EROE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-4185321700730130276</id><published>2008-10-06T11:10:00.001-07:00</published><updated>2008-10-06T11:10:45.285-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;EROE'/><title type='text'>L'EROE</title><content type='html'>L'EROE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio rapido. Di tempo ce n'è poco. Guardo gli occhi enormi di una bambina. &lt;br /&gt;La madre la tiene stretta a se, forse ha paura che l'autobus freni all'improvviso, o forse ha solo voglia di tenerla sulle gambe, di sentirla sua. Chissà? Potrei rispondermi, ma il conto&lt;br /&gt;alla rovescia, è un'arma pericolosa. Se esiti sei fregato.&lt;br /&gt;Pause, non mi sono concesse. L'autobus si ferma. Sale altra gente. &lt;br /&gt;Un signore distinto si guarda intorno, non c'è posto, apre, impettito, il giornale. &lt;br /&gt;Sbuffa. La bambina sorride alla madre. &lt;br /&gt;Un ragazzino brufoloso urla, la ragazzina che gli stringe la mano, lo guarda felice. &lt;br /&gt;Quanti anni avranno? Non posso farmi domande! Tra un po tutto questo finirà, che senso&lt;br /&gt;hanno le mie domande, le curiosità, che senso hanno quegli occhi enormi pieni di vita.&lt;br /&gt;A che punto siamo?A 884 , pensavo peggio!Attendo direttive! Capannelli di turisti affollano l'entrata del Colosseo. E' la prima volta che lo vedo, peccato&lt;br /&gt;sia in una circostanza simile!Una pattuglia della Polizia affianca l'autobus! Staranno &lt;br /&gt;cercando me? No, è evidente che nessuno sa perché sono qui! 1214, tergiverso.&lt;br /&gt;Il Campidoglio, Piazza Venezia, ecco forse adesso! No! Non ancora! &lt;br /&gt;Il ticchettio dell'orologio mi rimbomba nella testa. Una mano pelosa&lt;br /&gt;che si tiene salda, l'orologio cromato, immagini, nient altro che immagini!&lt;br /&gt; Devo rimanere imparziale, interpretare me stesso, altro non mi è permesso.&lt;br /&gt;Sono le regole, e senza regole non esisterei, non esiterebbe questa storia &lt;br /&gt;e non esisterebbe neppure questa snervante attesa! Ma che devo fare?&lt;br /&gt;Posso saperlo?Ormai siamo a 1660 battute, siamo a quasi a metà della mia breve &lt;br /&gt;esistenza e non ho ancora ricevuto indicazioni!Che infame momento per la categoria.&lt;br /&gt;Vorrei solo un po di rispetto, anche perché il titolo prometteva bene.&lt;br /&gt; ”L'eroe” non da spazio ad equivoci, pensavo sarebbe stata&lt;br /&gt; un'avventura stimolante, e non vi nego che ero carico.&lt;br /&gt;Invece niente, 1988 e non sono stato neppure descritto fisicamente, sono stato messo &lt;br /&gt;su quest'autobus, e buona notte ai suonatori.&lt;br /&gt;Ci vuole un ripassino etimologico. Nel mezzo della storia, potrebbe funzionare. &lt;br /&gt;Eroe viene dal greco, la radice significa 'proteggere e servire'. Un eroe è pronto a sacrificare se stesso per gli altri, come un pastore che protegge il suo gregge.&lt;br /&gt;Una ragazza sale sull'autobus, ha un vestito rosso, mi sorride.&lt;br /&gt;Forse devo salvare lei! Ha dei capelli neri che le scendono sulle spalle, &lt;br /&gt;si muove a scatti, sembra in difficoltà, inciampa. Ecco, ci siamo finalmente!&lt;br /&gt;2640 battute, ho ancora tutto il tempo che voglio. Veloce la ragazza si ricompone, &lt;br /&gt;mi fissa, quel vestito le sta benissimo, me la immagino senza. No!?  Questo non &lt;br /&gt;posso farlo, almeno non ora, prima devo fare qualcosa per conquistarla, devo&lt;br /&gt;risolverle i problemi, strapparla al male. Poi, la giusta ricompensa arriverà da sé.&lt;br /&gt;E' sempre stato così, sarei poco serio a lasciarmi andare in fantasie del genere adesso! &lt;br /&gt;Riprendo a guardarla, muovo lievemente la testa, abbasso lo sguardo&lt;br /&gt;ha le unghie dei piedi colorate con uno smalto viola, dei piedi lunghi. &lt;br /&gt;Un fascio di luce glieli illumina! Forse sono i piedi la chiave della questione. &lt;br /&gt;I piedi?! Ma che cosa significa! Mentre penso, l'autobus si ferma, lei scende, &lt;br /&gt;in preda al panico provo a raggiungerla ma c'è troppa gente. &lt;br /&gt;Sono come paralizzato, le porte si richiudono.&lt;br /&gt;Mi aspetto un altro sorriso, spero in un colpo di scena.&lt;br /&gt;Adesso qualcuno le farà qualcosa! Invece niente, scompare fra la gente, &lt;br /&gt;anche lei diventa un'altra immagine casuale. &lt;br /&gt;3680 ormai siamo agli sgoccioli. La questione si complica, bisogna prendere &lt;br /&gt;delle decisioni rapide, agire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che eroe sono senza azione.&lt;br /&gt;E' la base di qualsiasi teoria drammaturgia. Senza movimento una storia non progredisce.&lt;br /&gt;E sfido chiunque a contraddirmi. Un istante. Sale un tipo losco, ha due baffi all'insu perfettamente curati, due occhi neri incassati in una espressione diabolica, le braccia totalmente tatuate, porta sulle spalle una pesante borsa. &lt;br /&gt;L'appoggia su di un seggiolino. &lt;br /&gt;Si guarda intorno. Sputa per terra. Cerca rogne. &lt;br /&gt;E' lui! Ti aspettavo mio degno antagonista. &lt;br /&gt;4270.Quindi ho altre 1000 battute. Sarà un conflitto breve ma intenso, avanti cosi! &lt;br /&gt;L'autobus si addentra a Trastevere, le vie strette, i davanzali adorni di fiori, &lt;br /&gt;i dettagli dell'architettura, all'improvviso vengo illuminato da una quiete improvvisa. &lt;br /&gt;Respiro tranquillità. &lt;br /&gt;Come d'incanto una musica armonica accompagna queste immagini. &lt;br /&gt;Delicata riempie l'ambiente. Una musica? Mi volto di scatto.&lt;br /&gt;I miei timori prendono forma. Sul seggiolino vedo la sacca aperta.&lt;br /&gt;Il tizio ha in mano un sax, lo alza, la bocca si gonfia, i baffi gli coprono gli occhi, &lt;br /&gt;la faccia diventa rossa, e la musica ritorna, tristemente seducente.&lt;br /&gt;4980 battute, non so più che pensare. &lt;br /&gt;Preso dallo sconforto passeggio per l'autobus. Vedo la mia figura riflessa sullo &lt;br /&gt;specchio, sono magrolino, con un taglio di capelli banale. &lt;br /&gt;Un brivido mi sale per la schiena. Mi viene un dubbio. &lt;br /&gt;Sento di avere qualcosa nelle tasche.&lt;br /&gt;Cerco, trovo un foglietto di carta. Sudo, lo apro. &lt;br /&gt;Leggo: “l'eroe mancato”&lt;br /&gt;Ha cambiato il titolo e me l'ha infilato nei pantaloni! &lt;br /&gt;Che finale malefico! &lt;br /&gt;Inizio a non sopportarli più questi giovani scrittori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-4185321700730130276?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/4185321700730130276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=4185321700730130276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4185321700730130276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4185321700730130276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/leroe_06.html' title='L&apos;EROE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-7943232166756726059</id><published>2008-10-06T11:09:00.001-07:00</published><updated>2008-10-06T11:09:46.379-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;EROE'/><title type='text'>L'EROE</title><content type='html'>L'EROE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio rapido. Di tempo ce n'è poco. Guardo gli occhi enormi di una bambina. &lt;br /&gt;La madre la tiene stretta a se, forse ha paura che l'autobus freni all'improvviso, o forse ha solo voglia di tenerla sulle gambe, di sentirla sua. Chissà? Potrei rispondermi, ma il conto&lt;br /&gt;alla rovescia, è un'arma pericolosa. Se esiti sei fregato.&lt;br /&gt;Pause, non mi sono concesse. L'autobus si ferma. Sale altra gente. &lt;br /&gt;Un signore distinto si guarda intorno, non c'è posto, apre, impettito, il giornale. &lt;br /&gt;Sbuffa. La bambina sorride alla madre. &lt;br /&gt;Un ragazzino brufoloso urla, la ragazzina che gli stringe la mano, lo guarda felice. &lt;br /&gt;Quanti anni avranno? Non posso farmi domande! Tra un po tutto questo finirà, che senso&lt;br /&gt;hanno le mie domande, le curiosità, che senso hanno quegli occhi enormi pieni di vita.&lt;br /&gt;A che punto siamo?A 884 , pensavo peggio!Attendo direttive! Capannelli di turisti affollano l'entrata del Colosseo. E' la prima volta che lo vedo, peccato&lt;br /&gt;sia in una circostanza simile!Una pattuglia della Polizia affianca l'autobus! Staranno &lt;br /&gt;cercando me? No, è evidente che nessuno sa perché sono qui! 1214, tergiverso.&lt;br /&gt;Il Campidoglio, Piazza Venezia, ecco forse adesso! No! Non ancora! &lt;br /&gt;Il ticchettio dell'orologio mi rimbomba nella testa. Una mano pelosa&lt;br /&gt;che si tiene salda, l'orologio cromato, immagini, nient altro che immagini!&lt;br /&gt; Devo rimanere imparziale, interpretare me stesso, altro non mi è permesso.&lt;br /&gt;Sono le regole, e senza regole non esisterei, non esiterebbe questa storia &lt;br /&gt;e non esisterebbe neppure questa snervante attesa! Ma che devo fare?&lt;br /&gt;Posso saperlo?Ormai siamo a 1660 battute, siamo a quasi a metà della mia breve &lt;br /&gt;esistenza e non ho ancora ricevuto indicazioni!Che infame momento per la categoria.&lt;br /&gt;Vorrei solo un po di rispetto, anche perché il titolo prometteva bene.&lt;br /&gt; ”L'eroe” non da spazio ad equivoci, pensavo sarebbe stata&lt;br /&gt; un'avventura stimolante, e non vi nego che ero carico.&lt;br /&gt;Invece niente, 1988 e non sono stato neppure descritto fisicamente, sono stato messo &lt;br /&gt;su quest'autobus, e buona notte ai suonatori.&lt;br /&gt;Ci vuole un ripassino etimologico. Nel mezzo della storia, potrebbe funzionare. &lt;br /&gt;Eroe viene dal greco, la radice significa 'proteggere e servire'. Un eroe è pronto a sacrificare se stesso per gli altri, come un pastore che protegge il suo gregge.&lt;br /&gt;Una ragazza sale sull'autobus, ha un vestito rosso, mi sorride.&lt;br /&gt;Forse devo salvare lei! Ha dei capelli neri che le scendono sulle spalle, &lt;br /&gt;si muove a scatti, sembra in difficoltà, inciampa. Ecco, ci siamo finalmente!&lt;br /&gt;2640 battute, ho ancora tutto il tempo che voglio. Veloce la ragazza si ricompone, &lt;br /&gt;mi fissa, quel vestito le sta benissimo, me la immagino senza. No!?  Questo non &lt;br /&gt;posso farlo, almeno non ora, prima devo fare qualcosa per conquistarla, devo&lt;br /&gt;risolverle i problemi, strapparla al male. Poi, la giusta ricompensa arriverà da sé.&lt;br /&gt;E' sempre stato così, sarei poco serio a lasciarmi andare in fantasie del genere adesso! &lt;br /&gt;Riprendo a guardarla, muovo lievemente la testa, abbasso lo sguardo&lt;br /&gt;ha le unghie dei piedi colorate con uno smalto viola, dei piedi lunghi. &lt;br /&gt;Un fascio di luce glieli illumina! Forse sono i piedi la chiave della questione. &lt;br /&gt;I piedi?! Ma che cosa significa! Mentre penso, l'autobus si ferma, lei scende, &lt;br /&gt;in preda al panico provo a raggiungerla ma c'è troppa gente. &lt;br /&gt;Sono come paralizzato, le porte si richiudono.&lt;br /&gt;Mi aspetto un altro sorriso, spero in un colpo di scena.&lt;br /&gt;Adesso qualcuno le farà qualcosa! Invece niente, scompare fra la gente, &lt;br /&gt;anche lei diventa un'altra immagine casuale. &lt;br /&gt;3680 ormai siamo agli sgoccioli. La questione si complica, bisogna prendere &lt;br /&gt;delle decisioni rapide, agire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che eroe sono senza azione.&lt;br /&gt;E' la base di qualsiasi teoria drammaturgia. Senza movimento una storia non progredisce.&lt;br /&gt;E sfido chiunque a contraddirmi. Un istante. Sale un tipo losco, ha due baffi all'insu perfettamente curati, due occhi neri incassati in una espressione diabolica, le braccia totalmente tatuate, porta sulle spalle una pesante borsa. &lt;br /&gt;L'appoggia su di un seggiolino. &lt;br /&gt;Si guarda intorno. Sputa per terra. Cerca rogne. &lt;br /&gt;E' lui! Ti aspettavo mio degno antagonista. &lt;br /&gt;4270.Quindi ho altre 1000 battute. Sarà un conflitto breve ma intenso, avanti cosi! &lt;br /&gt;L'autobus si addentra a Trastevere, le vie strette, i davanzali adorni di fiori, &lt;br /&gt;i dettagli dell'architettura, all'improvviso vengo illuminato da una quiete improvvisa. &lt;br /&gt;Respiro tranquillità. &lt;br /&gt;Come d'incanto una musica armonica accompagna queste immagini. &lt;br /&gt;Delicata riempie l'ambiente. Una musica? Mi volto di scatto.&lt;br /&gt;I miei timori prendono forma. Sul seggiolino vedo la sacca aperta.&lt;br /&gt;Il tizio ha in mano un sax, lo alza, la bocca si gonfia, i baffi gli coprono gli occhi, &lt;br /&gt;la faccia diventa rossa, e la musica ritorna, tristemente seducente.&lt;br /&gt;4980 battute, non so più che pensare. &lt;br /&gt;Preso dallo sconforto passeggio per l'autobus. Vedo la mia figura riflessa sullo &lt;br /&gt;specchio, sono magrolino, con un taglio di capelli banale. &lt;br /&gt;Un brivido mi sale per la schiena. Mi viene un dubbio. &lt;br /&gt;Sento di avere qualcosa nelle tasche.&lt;br /&gt;Cerco, trovo un foglietto di carta. Sudo, lo apro. &lt;br /&gt;Leggo: “l'eroe mancato”&lt;br /&gt;Ha cambiato il titolo e me l'ha infilato nei pantaloni! &lt;br /&gt;Che finale malefico! &lt;br /&gt;Inizio a non sopportarli più questi giovani scrittori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-7943232166756726059?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/7943232166756726059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=7943232166756726059' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7943232166756726059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7943232166756726059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/leroe.html' title='L&apos;EROE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-2102300892814565514</id><published>2008-10-01T09:34:00.000-07:00</published><updated>2009-02-19T05:17:55.056-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PUBBLICAZIONI'/><title type='text'>PUBBLICAZIONI</title><content type='html'>Ecco la copertina di ERI TUTTO LUNGO.&lt;br /&gt;La Rivoluzione sarà una gran festa&lt;br /&gt;presentazione del romanzo corale "Eri tutto lungo. Cavallo Pazo e altri cani sciolti" di Alba Cienfuegos.Viva la Porno Rivoluzione!&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOOnSuuP-nI/AAAAAAAAAFA/SL6H2HZIz9M/s1600-h/VI_01_copertina_costa_layout_marco01_copia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252225530665630322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOOnSuuP-nI/AAAAAAAAAFA/SL6H2HZIz9M/s320/VI_01_copertina_costa_layout_marco01_copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-2102300892814565514?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/2102300892814565514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=2102300892814565514' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2102300892814565514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2102300892814565514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/10/pubblicazioni.html' title='PUBBLICAZIONI'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SOOnSuuP-nI/AAAAAAAAAFA/SL6H2HZIz9M/s72-c/VI_01_copertina_costa_layout_marco01_copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-1758471659789861195</id><published>2008-09-25T09:27:00.000-07:00</published><updated>2008-09-25T09:31:07.726-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNu7-WEdhfI/AAAAAAAAAE4/Gz-Nq0Y14o8/s1600-h/VI_01_copertina_costa_palud.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5249996470381020658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNu7-WEdhfI/AAAAAAAAAE4/Gz-Nq0Y14o8/s320/VI_01_copertina_costa_palud.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Oggi il mio compagno di lavoro Joe( un bulgaro ex mercenario che ora è un massaggiatore zen) ha parlato male di me. Dopo tale sconcertante notizia ho appreso che PALUDE è esaurito. La prima stampa è finita. Si procede per la seconda.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora per chi è curioso di leggere... basta entrare nel sito della carmelina e ordinare il libro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se andate nella sezione Pubblicazioni trovate il codice ISBN.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un bacio a tutti e grazie. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-1758471659789861195?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/1758471659789861195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=1758471659789861195' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1758471659789861195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1758471659789861195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/oggi-il-mio-compagno-di-lavoro-joe-un.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNu7-WEdhfI/AAAAAAAAAE4/Gz-Nq0Y14o8/s72-c/VI_01_copertina_costa_palud.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-4782115292568572038</id><published>2008-09-20T09:50:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T09:58:04.278-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>" Eri tutto lungo" esce ad Ottobre...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano giugno 1978. Una manifestazione antifascista, un gruppo di compagni che decide di prendersi la piazza. Nel caos, nella violenza di quei momenti, con un gesto estremo, pieno, elegante, un cane sciolto lancia una moltov all’interno di un blindato. Un gruppo di ragazzi osserva la bottiglia bruciare il cielo. Istanti. Occhi lucidi, pieni di paura ma anche di ricordi. Le loro storie prendono forma. Torniamo indietro, li ritroviamo vivere insieme nel quartiere della Barona, combattere per i loro ideali, confrontarsi con la realtà di tutti i giorni, ritagliarsi i loro spazi, soffrire per un po’ di libertà, affrontare le illusioni e le disillusioni di quel periodo di lotta e di cambiamenti. Adesso, dopo due anni di vita intensa, sono per l’ennesima volta a tu per tu con la violenza estrema, in bilico. Davanti all'ennesimo bivio... Romanzo corale su un periodo fondamentale della nostra storia. Un tracciato crudo, a volte incantato, sulla realtà della periferia milanese di fine anni '70.&lt;br /&gt;Guardatevi questi video... ci sono degli indizi... delle situazioni che salteranno fuori...&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=tJetRlpsBIk"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=tJetRlpsBIk&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=lOk7zWoDHrY"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=lOk7zWoDHrY&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=IRNDbe6udYk"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=IRNDbe6udYk&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-4782115292568572038?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/4782115292568572038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=4782115292568572038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4782115292568572038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4782115292568572038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/eri-tutto-lungo-esce-ad-ottobre.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-1107072071174336088</id><published>2008-09-20T09:45:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T14:12:05.959-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FOTO'/><title type='text'>FOTO</title><content type='html'>ALBA CIENFUEGOS FAMILY ALBUM...&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUpTfnmqpI/AAAAAAAAAEw/KdNrIyQH424/s1600-h/Foto+249.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248146355652045458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUpTfnmqpI/AAAAAAAAAEw/KdNrIyQH424/s320/Foto+249.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUpM_37qrI/AAAAAAAAAEo/s_AHyKA_zOw/s1600-h/Foto+242.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248146244051380914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUpM_37qrI/AAAAAAAAAEo/s_AHyKA_zOw/s320/Foto+242.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUpHOlCoAI/AAAAAAAAAEg/1611R10iLJY/s1600-h/Foto+246.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248146144919461890" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUpHOlCoAI/AAAAAAAAAEg/1611R10iLJY/s320/Foto+246.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUo_NEWA3I/AAAAAAAAAEY/YXlrwt8KJSo/s1600-h/Foto+245.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248146007074931570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUo_NEWA3I/AAAAAAAAAEY/YXlrwt8KJSo/s320/Foto+245.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUo4wzK3YI/AAAAAAAAAEQ/cASinO6Eqrw/s1600-h/Foto+242.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248145896407489922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUo4wzK3YI/AAAAAAAAAEQ/cASinO6Eqrw/s320/Foto+242.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUozcIrqZI/AAAAAAAAAEI/lbg76ifNu6o/s1600-h/Foto+241.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248145804961229202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUozcIrqZI/AAAAAAAAAEI/lbg76ifNu6o/s320/Foto+241.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-1107072071174336088?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/1107072071174336088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=1107072071174336088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1107072071174336088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1107072071174336088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/alba-cienfuegos-family-album.html' title='FOTO'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUpTfnmqpI/AAAAAAAAAEw/KdNrIyQH424/s72-c/Foto+249.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-2976855248246801043</id><published>2008-09-20T09:30:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T14:13:54.587-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PRESENTAZIONE'/><title type='text'>PRESENTAZIONE</title><content type='html'>Questa è la prima bozza della copertina di "Palude"...&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato ai lavori di Andrea Amaducci ecco alcuni lnks:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.equilibriarte.org/eqmember/751"&gt;http://www.equilibriarte.org/eqmember/751&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.comunicati.net/comunicati/arte/varie/59417.html"&gt;http://www.comunicati.net/comunicati/arte/varie/59417.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://liberidiscrivere.splinder.com/post/16684985/Lorenzo+Mazzoni+&amp;amp;+Andrea+Amadu"&gt;http://liberidiscrivere.splinder.com/post/16684985/Lorenzo+Mazzoni+&amp;amp;+Andrea+Amadu&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUlKqDqJtI/AAAAAAAAAEA/VK8W0PLIwGE/s1600-h/copertina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248141805788735186" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUlKqDqJtI/AAAAAAAAAEA/VK8W0PLIwGE/s320/copertina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-2976855248246801043?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/2976855248246801043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=2976855248246801043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2976855248246801043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2976855248246801043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/questa-la-prima-bozza-della-copertina.html' title='PRESENTAZIONE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUlKqDqJtI/AAAAAAAAAEA/VK8W0PLIwGE/s72-c/copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-7471857458562986990</id><published>2008-09-20T09:17:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T09:19:29.333-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Il cinema di "Cortazar" a Roma&lt;br /&gt;Nell'ambito della settimana dedicata allo scrittore argentino sono in programma convegni, tavole rotonde, una mostra bibliografica e numerose proiezioni alla Casa delle letterature, all'Iila e all'ambasciata della repubblica Argentina&lt;br /&gt;E' stata inaugurata oggi alla Casa delle Letterature la "Settimana Cortazar", cinque giorni dedicati dalla Capitale al grande scrittore argentino con convegni, tavole rotonde, una mostra di foto e testi e una retrospettiva di film tratti da opere dello scrittore.La Settimana dedicata a Julio Cortazar si inserisce nell'ambito della VI Edizione della Rassegna "Classici di domani. Luoghi, protagonisti, temi della narrativa contemporanea italiana e straniera", promossa dalla Casa delle Letterature del Comune di Roma.Organizzata in collaborazione con l'Ambasciata Argentina di Roma e l'Istituto Italo-Latino Americano, l'iniziativa è stata presentata da Maria Ida Gaeta (Direttrice Casa delle Letterature), Mercedes Parodi (Addetto Culturale dell'Ambasciata dell'Argentina di Roma) Irma Arestizábal (Segretario Culturale IILA), Arnaldo Colasanti ed Emanuele Trevi. L'iniziativa è inoltre arricchita da una rassegna visiva che racconta la vita e le opere del grande scrittore attraverso immagini fotografiche e dal video documentario "Cortazar" realizzato da Tristan Bauer.Se la formula di "Classici di domani" ha un valore critico, è a uno scrittore come Julio Cortazar che essa va commisurata. E in realtà, l'insegnamento di questo straordinario scrittore argentino (ma anche profondamente europeo), iniziato con alcuni grandi libri degli anni Sessanta e Settanta, sembra ben lungi dall'avere esaurito la sua forza di proiezione sul futuro. Protagonisti della letteratura latino-americana contemporanea come Galeano e García Márquez non hanno esitato, recentemente, a dichiarare il proprio debito umano e culturale nei confronti dell'autore delle Storie di Cronopio e di Fama e del Gioco del mondo: romanzo, quest'ultimo, nel quale molti lettori d'oggi potrebbero scoprire con sorpresa una profezia avvincente degli 'ipertesti' contemporanei. L'Omaggio a Cortazar seguirà il 9, alle 14.00, presso l'Auditorium dell'Ambasciata Argentina (Via Veneto, 7). Argomento della giornata "Cortazar e il cinema" con la proiezione dei film, in lingua originale, "La Cifra Impar" (1962), di Manuel Antín, basato sul racconto "Las armas secretas"; "Circe" (1963), di Manuel Antín, basato sul racconto "Bestiario" e "Intimidad de los Parques" (1964), di Manuel Antín, basato sul racconto "Final de juego". Seguirà la Tavola Rotonda con interventi di Fernando Birri, Manuel Antín e Vittorio Giacci.Il 10 novembre la "Settimana Cortazar" prosegue all' Istituto Italo-Latino Americano (Palazzo Santacroce-Pasolini, Piazza Benedetto Cairoli, 3) con la Tavola Rotonda "Cortazar a 360 gradi". Intervengono: Fabio Rodríguez Amaya, Anna Boccuti ("Cortazar e l'Umorismo"), Nicola Bottiglieri ("Cortazar e Calvino"), Rosalba Campra ("Cortazar e la poesia"), Martha Canfield ("Origine dei Cronopios"), Luigi Onori ("Cortazar e il jazz"), Gianni Toti ("Le ragioni della collera"), Saul Yurkievich ("Las dimensiones entrañables"). Interventi musicali di Xavier Girotto (sassofono), Hugo Aisemberg (pianoforte). L'11 novembre all'Auditorium dell''Ambasciata Argentina si discuterà di "Cortazar e l'uomo come possibilità", con gli interventi di Marta Taccetti, Edmund Valladares, Claudio Onagro. Seguirà la proiezione del film "I love you Torito" di Edmund Valladares. L'Omaggio a Cortazar si concluderà il 12 novembre Auditorium dell' Ambasciata Argentina, a partire dalle ore 13.00, con le proiezioni, in lingua originale, dei film di Manuel Antín "La cifra impar" (1962), "Circe" (1963), "Intimidad de los Parques" (1964), "Cortazar", di Tristan Bauer, e "I love you Torito" di Edmund Valladares.&lt;br /&gt; dite la vostra&lt;br /&gt;&lt;a href="" target="_top"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-7471857458562986990?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/7471857458562986990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=7471857458562986990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7471857458562986990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7471857458562986990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/il-cinema-di-cortazar-roma-nellambito.html' title=''/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-5785603523312577680</id><published>2008-09-20T08:55:00.000-07:00</published><updated>2008-10-13T05:57:39.302-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VIDEO'/><title type='text'>Trailer di "Palude"</title><content type='html'>&lt;p&gt;Sabato 27\09\08 Vincenzo Rosa e Marco Pasini( Regista e direttore della fotografia) gireranno al Pigneto( Roma) una clip di "Palude". L'intento del lavoro è di realizzare un trailer, stile cinematografico, dell'opera. Vedrete una rapida ma incisiva rappresentazione dei personaggi e delle atmosfere, delle situazioni del romanzo. Non aggiungo altro...&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bVz5soczIf4&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/bVz5soczIf4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-5785603523312577680?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/5785603523312577680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=5785603523312577680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5785603523312577680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/5785603523312577680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/video.html' title='Trailer di &quot;Palude&quot;'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-2420838909471450322</id><published>2008-09-20T08:27:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T14:14:59.098-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PRESENTAZIONE'/><title type='text'>PRESENTAZIONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUaHmYv4kI/AAAAAAAAADw/WIq6uO3Y6m8/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248129658635936322" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUaHmYv4kI/AAAAAAAAADw/WIq6uO3Y6m8/s200/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUXVbBbcbI/AAAAAAAAADo/qA33vuCLsbg/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248126597568623026" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 186px; CURSOR: hand; HEIGHT: 161px" height="131" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUXVbBbcbI/AAAAAAAAADo/qA33vuCLsbg/s200/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp" width="186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUWl3KOBzI/AAAAAAAAADY/5_6ixtN47uY/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248125780487964466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="163" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUWl3KOBzI/AAAAAAAAADY/5_6ixtN47uY/s200/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp" width="200" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;La Carmelina Edizioni indice il concorso per romanzi inediti CONCORSO CARMELINO 2008 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Queste tre delle sei potenziali copertine da scegliere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Sei suggestioni, sei involucri, sei spunti... Ma la storia la dovete scrivere voi.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUWl3KOBzI/AAAAAAAAADY/5_6ixtN47uY/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUW4CsLeiI/AAAAAAAAADg/5I506Ne2q1o/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUWl3KOBzI/AAAAAAAAADY/5_6ixtN47uY/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUWl3KOBzI/AAAAAAAAADY/5_6ixtN47uY/s1600-h/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-2420838909471450322?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/2420838909471450322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=2420838909471450322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2420838909471450322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2420838909471450322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/la-carmelina-edizioni-indice-il_20.html' title='PRESENTAZIONE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNUaHmYv4kI/AAAAAAAAADw/WIq6uO3Y6m8/s72-c/Concorso_Carmelino_2008.BandoConcorso%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-3344869743072996798</id><published>2008-09-20T03:26:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T14:15:29.383-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PRESENTAZIONE'/><title type='text'>PRESENTAZIONE</title><content type='html'>La Carmelina Edizioni indice il concorso per romanzi inediti CONCORSO CARMELINO 2008CONCORSO CARMELINO (edizione 2008)Il concorso è semplice: noi vi forniamo sei potenziali copertine da scegliere. Voi scrivete il romanzo. Potete inviarci qualsiasi storia, di fantascienza, noir, storica, erotica, intimista, di fantapolitica, western, comica, gospel, drammatica, d'amore, allucinata, estrema, d'avventura eccetera eccetera. L'importante è che sia un romanzo breve, né poesie né racconti né sceneggiature. Quello che ci importa è che si possa ritrovare un filo conduttore fra “l'involucro” e il suo contenuto, fra la copertina e il romanzo.- REGOLAMENTO -1) Il partecipante al concorso dovrà scegliere (fra i sei modelli proposti, in allegato al presente bando) una sola copertina che rappresenta, secondo lui, l'involucro giusto per il suo romanzo. Il titolo dell'opera non deve necessariamente essere analogo a quello della copertina scelta.2) Limiti: i testi non dovranno superare le centoquarantamila battute (caratteri), spazi inclusi3) Le opere dovranno essere tassativamente inedite (anche su internet) e non aver raggiunto le prime posizioni di merito in altri concorsi. 4) Scadenza: gli elaborati dovranno pervenire entro il 30/06/2009 5) Quota di iscrizione: 10,00 Euro per ciascuna opera inviata 6) Invio delle opere: inviare una copia cartacea recante in prima pagina il nome del partecipante, i suoi recapiti, il titolo dell'opera e la sezione scelta. Inviare il materiale per corrispondenza (Posta Prioritaria) presso: Libreria Galleria La Carmelina - via Carmelino 22, 44100 Ferrara (specificare sulla busta “CONCORSO CARMELINO 2008”) Alla copia cartacea dovrà essere allegata la biografia aggiornata del partecipante e una scheda dei dati personali. La biografia e la scheda personale sono FONDAMENTALI al fine dell’accettazione dell’opera al concorso. Ricordarsi di indicare nella prima pagina del manoscritto a quale delle sei sezioni si intende partecipare. 7) Il versamento della quota di iscrizione può essere effettuato nei seguenti modi:- Direttamente presso la nostra sede in via Carmelino 22 – 44100 Ferrara- Vaglia postale intestato a: Libreria Galleria La Carmelina - via Carmelino 22 – 441000 Ferrara - Bonifico bancario intestato a: Libreria Galleria La Carmelina - via Carmelino 22 – 441000 Ferrara Conto intestato a:associazione culturale charles bukowskyCAriFe agenzia numero 1conto num 000000010542abi 06155 cab 13001 cin f&lt;a id="EC_EC_EC_EC_EC_EC_EC_SendMessage" title="Invia" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;8) La giuria è presieduta da: Federico Felloni (editore), Marco Felloni (editore), Enrico Astolfi (scrittore), Roberto Meschini (fotografo), Filippo Landini (filmaker e scrittore), Lorenzo Mazzoni (scrittore), Andrea Amaducci (performer), Mario Javed Saggittario (scrittore), Marco Belli (fotografo). 9) Risultati: saranno pubblicati sulle pagine del sito di riferimento www.lacarmelina.com dal 01/08/2009. Al vincitore, inoltre, sarà comunicato il risultato tramite mail o telefono. 10) Premiazione: Per il primo classificato delle sei sezioni Pubblicazione Editoriale con La Carmelina Edizioni (stampa/rilegatura editoriale e codice ISBN. Le spese di stampa e pubblicazione saranno esclusivamente a carico dell'editore e gli autori non avranno l’obbligo di acquisto copie) e 10 copie cartacee del suo romanzo in omaggio; le opere considerate più meritevoli verranno selezionate in seguito per un'eventuale pubblicazione cartacea o in formato E-book. 11) La partecipazione al concorso implica la disponibilità dei partecipanti più meritevoli alla pubblicazione, al di là del risultato finale del concorso, con la Carmelina Edizioni in un formato cartaceo o E-book del proprio romanzo. Gli autori selezionati si impegnano quindi a cedere a titolo gratuito per un anno (2009) il diritto esclusivo di pubblicare le opere inviate. Tutti gli altri diritti sulle opere inviate resteranno solo ed esclusivamente agli autori. Per la cessione del diritto di pubblicazione gli autori non riceveranno alcun compenso economico. 12) Tutela della privacy. Con l’invio delle opere, gli autori acconsentono al trattamento dei loro dati personali i quali sono finalizzati alla sola gestione del premio. Responsabili del trattamento è l’editrice La Carmelina Edizioni.Ai sensi della legge 675/96 si comunica che i dati inviati verranno utilizzati ad esclusivo uso interno e non saranno comunicati o ceduti ad altro soggetto. 13) Per qualsiasi informazione contattare la nostra redazione (info@lacarmelina.com), specificando nell'oggetto della mail “CONCORSO CARMELINO 2008”.&lt;br /&gt;Il bando completo( con le foto e tutto) lo trovate sul sito della carmelina o lo scaricate dal blog di Lorenzo Mazzoni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-3344869743072996798?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/3344869743072996798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=3344869743072996798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3344869743072996798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3344869743072996798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/la-carmelina-edizioni-indice-il.html' title='PRESENTAZIONE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-7012213545412496730</id><published>2008-09-20T03:08:00.000-07:00</published><updated>2008-09-20T09:15:41.470-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PUBBLICAZIONI'/><title type='text'>PUBBLICAZIONI</title><content type='html'>Ad Ottobre uscirà per la Carmelina Edizioni "ERI TUTTO LUNGO" romanzo d'esordio del collettivo Alba Cinefuegos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248043503649727346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 178px" height="161" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNTLwuDWo3I/AAAAAAAAADQ/KF9iPY8LMS4/s200/Eri_Tutto_Lungo_-_Alba_Cienfuegos%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp" width="200" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano giugno 1978. Una manifestazione antifascista, un gruppo di compagni che decide di prendersi la piazza. Nel caos, nella violenza di quei momenti, con un gesto estremo, pieno, elegante, un cane sciolto lancia una moltov all’interno di un blindato. Un gruppo di ragazzi osserva la bottiglia bruciare il cielo. Istanti. Occhi lucidi, pieni di paura ma anche di ricordi. Le loro storie prendono forma. Torniamo indietro, li ritroviamo vivere insieme nel quartiere della Barona, combattere per i loro ideali, confrontarsi con la realtà di tutti i giorni, ritagliarsi i loro spazi, soffrire per un po’ di libertà, affrontare le illusioni e le disillusioni di quel periodo di lotta e di cambiamenti. Adesso, dopo due anni di vita intensa, sono per l’ennesima volta a tu per tu con la violenza estrema, in bilico. Davanti all'ennesimo bivio... Romanzo corale su un periodo fondamentale della nostra storia. Un tracciato crudo, a volte incantato, sulla realtà della periferia milanese di fine anni '70.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alba Cienfuegos è/sono:&lt;br /&gt;Mario Saggittario. Nato a Milano nel 1961. Memoria storica del collettivo. Ha insegnato per molti anni in vari istituti tecnici prima di dedicarsi alla sua personale ricerca del Tutto. Suonatore, creativo, affaccendato. Eri tutto lungo è il suo primo romanzo.&lt;br /&gt;Filippo Landini. Nato a Ferrara nel 1969. Scribacchino e videomaker, ha curato varie rassegne cinematografiche indipendenti. Numerose sue poesie sono state pubblicate su antologie e cd-rom. Ha fermi nel cassetto un paio di romanzi e qualche sceneggiatura.&lt;br /&gt;Enrico Astolfi. Nato a Magenta (Mi) nel 1976. Ha lavorato per anni come freelance in ambito audiovisivo sia in Italia che in Uruguay. Nel luglio 2008 esce " PALUDE" esordio letterario.&lt;br /&gt;Alcuni suoi racconti sono apparsi su riviste e antologie. Insieme a Mazzoni ha scritto un romanzo tutt'ora inedito.&lt;br /&gt;Lorenzo Mazzoni. Nato a Ferrara nel 1974. Scrittore e viaggiatore. Ha pubblicato quattro romanzi cartacei e quattro e-book. Numerosi suoi racconti sono usciti su antologie e riviste. E' collaboratore giornalistico del quotidiano on-line “il reporter”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-7012213545412496730?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/7012213545412496730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=7012213545412496730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7012213545412496730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7012213545412496730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/pubblicazioni.html' title='PUBBLICAZIONI'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SNTLwuDWo3I/AAAAAAAAADQ/KF9iPY8LMS4/s72-c/Eri_Tutto_Lungo_-_Alba_Cienfuegos%5B1%5D.pdf+-+Adobe+Reader.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-8286756404871814438</id><published>2008-09-20T02:52:00.001-07:00</published><updated>2008-09-20T02:52:48.345-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>RASSEGNASTAMPA</title><content type='html'>Dopo alcuni anni di impegno nel settore editoriale, la Carmelina Edizioni di Ferrara ha raccolto, attraverso una serie di iniziative, un gruppo di giovani scrittori ferraresi che rappresentano, senza ombra di dubbio, quanto di meglio la creatività letteraria della nostra cittè offre in chiave di promessa per il futuro.Si tratta di autori che cercano di uscire dai limiti di una scrittura provinciale, non solo geografica, allineandosi ai modi e alle forme della narrativa contemporanea.Per questo motivo il 23 settembre dalle ore 16,30, presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara, la Carmelina Edizioni ha decisodi presentare insieme l’ultima opera di tre dei migliori rappresentanti della nouvelle vague ferrarese.Si comincia con “Inseguendo una tazza di tè verde “ di Giovanni Ricci, romanzo picaresco che racconta , con brio e umorismo, un viaggio di tre giovani di oggi attraverso l’Europa : viaggio dove contano più che altro gli incontri e le avventure, secondo una tradizione giovanilistica che risale a “ On the road” del grande Kerouac.Ricci, che aveva già stampato con la Carmelina “Non è un libro è un film”, si sta sperimentando nel cinema come attore ( di sorprendente fotogenia ) e sceneggiatore col giovane filmaker Francesco Barigozzi. Il volume sarà presentato da con letture a cura di Marco Sgarbi. opo il successo di “Nero ferrarese “, Lorenzo Mazzoni ( che ha già stampato con editori nazionali ) riprende la sua collaborazione con la Carmelina con “ Un tango per Victor “, una poetica storia d’amore , ambientata in una Amsterdam colta dal vero, tra un italo- cileno e una misteriosa argentina. Alla autenticità della storia d’amore il libro aggiunge deliziose caratterizzazioni : valga per tutte quella dello zio del protagonista, sempiterno fan del tanghista Victor Jara e deluso dalla morte naturale di Pinochet che avrebbe voluto uccidere con le sue mani.Fra l’altro Mazzoni ,nel descrivere la capacità del protagonista di assemblare musiche legate alla personalità degli amici, dimostra una notevole cultura di musica moderna.“Un tango per Victor “ si avvale di una brillante prefazione di Roberto Coaloa, critico letterario di “Il sole 24 ore “. Il volume sarà introdotto da Stefania Andreotti,letture a cura dell’attore del Nucleo Andrea amaducci.Stessa presentatrice e stesso letture per “ Palude “, quasi romanzo d’esordio di Enrico Astolfi. Ho parlato di quasi romanzo poiché “ Palude “ è costituito in realtà da quattro racconti in cui personaggi e storie si intrecciano e si sovrappongono.La scrittura di Astolfi si distingue per la sua tendenza alla metafora e al paradosso. Va detto però che la surrealtà di certi episodi non impedisce a “Palude “ di tracciareun profilo corale della nostra città di sorprendente autenticità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-8286756404871814438?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/8286756404871814438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=8286756404871814438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8286756404871814438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8286756404871814438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/09/rassegnastampa.html' title='RASSEGNASTAMPA'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-4047185912249867057</id><published>2008-08-22T07:53:00.000-07:00</published><updated>2008-08-22T07:55:46.614-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>RASSEGNASTAMPA</title><content type='html'>Da Il Mattino di Ferrara - periodico indipendente d'informazione, ANNO 6 - numero 3/4 - 2008, p. 19&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Novità ferraresi: l’ultimo romanzo del prolifico Lorenzo Mazzoni e i racconti dell’esordiente Enrico Astolfi&lt;br /&gt;La Carmelina Edizioni della famiglia Felloni continua a incentivare con successo la promozione della giovane narrativa popolare di qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN TANGO PER VICTOR DI LORENZO MAZZONI (La Carmelina Edizioni, pp. 159, euro 10; prefazione di Roberto Coaloa). Lo ritengo il miglior romanzo scritto da un giovane ferrarese negli ultimi anni, a pari merito con Ciao John di Alex Giatti. Quinta prova narrativa del 33enne Lorenzo Mazzoni – anima ironica e cosmopolita, scrittore e viaggiatore che sa promuoversi a miglia di distanza dalle muffe letterarie &amp;amp; ippogrifi senza talento delle nostre province, voce combattiva come una canzone di Victor Jara –, questo libro racconta una candida storia d’amore romanticamente, carnalmente bruciata in una sola settimana a passo di Gardel &amp;amp; Velvet Underground. Il protagonista, Denil, è un ragazzo di origini italo-cilene che lavora in un coffee shop di Amsterdam e nutre un amore per la musica così simbiotico e quotidiano da saper leggere – romanticissimo DJ fuori dal tempo – lo stato d’animo delle persone e compilare, nell’era glaciale dell’mp3, mu-si-cas-set-te su misura ogniqualvolta avverte il bisogno di far star meglio il prossimo. In maravillosa compagnia di improvvisati saccopelisti estivi, drag-queen iscritte a Teologia, fumatori di marijuana eticamente corretti, erculei marinai di colore che leggono Agatha Christie, donne che giocano a portarsi a letto un uomo per ciascuna lettera dell’alfabeto, e sanguigni zii che suonano con la chitarra canzoni di protesta cilene e che hanno avuto per anni la fissazione d’ideare il piano perfetto per uccidere il dittatore Pinochet, ecco irrompere all’improvviso, nella vita arcitranquilla di Denil, una &lt;&lt;piccola&gt;&gt; il cui corpo sprizza da tutti i pori una pacata ed estraniante energia sensuale. Questa donna misteriosa abita in una casa galleggiante sui canali della città e insegna ai bambini a volare. Di più non posso svelare, credete… Il solo ulteriore pensiero che mi permetto di aggiungere è che Un tango per Victor è una delle storie d’amore più intense e poetiche che mi sia mai capitato di leggere: ringrazio Lorenzo per averci regalato danzanti parole color sogno che, vibrando come un batticuore lentamente assaporato, c’insegnano almeno due cose: che si può combattere aspettando, e che la vita è eterna in cinque minuti.&lt;br /&gt;Se desiderate ascoltare l’imprescindibile colonna sonora che fa da tappeto al romanzo, potete collegarvi al sito &lt;a href="http://www.lacarmelina.com/"&gt;www.lacarmelina.com&lt;/a&gt; e contattare l’Editore, che ve la invierà gratuitamente tramite Gigamail.&lt;br /&gt;PALUDE DI ENRICO ASTOLFI (La Carmelina Edizioni, pp. 135, euro 10; disegno di copertina: Andrea Amaducci).&lt;br /&gt;Il libro d’esordio del 31enne Astolfi, ferrarese d’origine e tecnologo audiovisivo a Roma, è un libro di quattro racconti che si legge come un romanzo. Le ultime parole sante di Giuanin, Le dimensioni della mediocrità, La figlia del direttore vs la teoria del cinghiale e Anni 90. Vecchi ultras, sono infatti racconti che, pur diversissimi fra loro per genere e sound, vedono rincorrersi gli stessi personaggi, incastrarsi le stesse situazioni rivelando &lt;&lt;una&gt;&gt;, come pone bene in luce lo stesso Lorenzo Mazzoni nella prefazione. L’autore sceneggia una Ferrara color palude, la riplasma in forma di contenitore pronto ad assorbire tutte le storie e andare a fondo, fermoimmagine di città che, dietro le vele del cambiamento globale e multietnico (&lt;&lt;neanche&gt;&gt; constata uno dei personaggi), continua a olezzare di muffa. Vale a dire un odore che può piacere solo a chi ci è nato e cresciuto, in questi luoghi così malsani, eppure così magnetici come l’assolo di sax di una ragazza arzigogolata e bellissima. Nei luoghi tipicamente ferraresi che Enrico descrive con maestria (appartamenti del Grattacielo dentro cui badanti moldave ubriache non riescono a pronunciare la parola “cappellacci” e dicono “cappelaski”; l’ex curva Ovest farcita di tifosi &lt;&lt;voci&gt;&gt;; il bar Fiorella coi suoi marginali aedi delle quattro di mattina; i sampietrini di Via delle Volte e il bar di Gegio in Piazza Verdi; il ristorante cinese di San Giorgio) aleggia sì un’aria stantia di rassegnazione, ma una rassegnazione che è, paradossalmente, passionale. Ogni anno infatti, dopo la Grande Illusione &amp;amp; Mazzata Finale, noi ferraresi rinnoviamo come l’abbonamento RAI la speranza che il prossimo anno sia finalmente quello buono per uscire dal Pantano, un po’ come la Spal tutte le volte che inizia un nuovo campionato di serie C. Perché la rassegnazione, nel ferrarese nativo, è sempre, in un certo senso, vittoria.&lt;br /&gt;I piccoli, epici, grotteschi fatti della zént di palude, siano essi intimi o corali, pulsano di quella particolare forma di tenerezza mista a malinconia, di odio impastato all’Amore che soltanto un “paludaro” nato da queste terre-d’-acqua può tradurre in parole: e in forza del suo background di studioso di cinema e aspirante sceneggiatore, in forza della sua scrittura visiva e veloce a tratti levitata di surrealismo (come nel secondo, riuscitissimo, racconto il cui protagonista è una specie di Gregor Samsa made in Padania), Astolfi quella forma l’ha espressa benissimo.&lt;br /&gt;Fausto Bassini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-4047185912249867057?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/4047185912249867057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=4047185912249867057' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4047185912249867057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4047185912249867057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/08/rassegnastampa.html' title='RASSEGNASTAMPA'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-6956107749551301773</id><published>2008-08-03T04:41:00.000-07:00</published><updated>2008-08-03T04:48:09.753-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RIVISTE'/><title type='text'>RIVISTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SJWZvnoezzI/AAAAAAAAADI/w1NRTeVT5IQ/s1600-h/BOOM.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230255585632374578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SJWZvnoezzI/AAAAAAAAADI/w1NRTeVT5IQ/s200/BOOM.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questo l'inizio della saga dei mini racconti : " TUTTI CONTRO LO STATO DELL'HACOCK"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-6956107749551301773?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/6956107749551301773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=6956107749551301773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6956107749551301773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6956107749551301773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/08/riviste.html' title='RIVISTE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SJWZvnoezzI/AAAAAAAAADI/w1NRTeVT5IQ/s72-c/BOOM.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-4644509952008334469</id><published>2008-07-24T03:46:00.001-07:00</published><updated>2008-07-24T03:46:52.649-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>RASSEGNASTAMPA</title><content type='html'>Dalla nuova ferrara:&lt;br /&gt;RECENSIONE ENRICO ASTOLFI PALUDE, di ENRICO ASTOLFI, edizioni LA CARMELINA  Palude, parola santa, fotografia chiarissima, espressione azzeccata. Enrico Astolfi, nel suo esordio letterario cartaceo suddiviso in quattro racconti, targato La Carmelina (attivissima casa editrice di qualità nonchè accogliente e fornita libreria in via Carmelino 22), è riuscito a raccogliere tutto l' "essere ferrarese" che c'è dentro di noi, tutte le cose belle e tutte quelle meno belle che l'appartenere, volenti o nolenti, a questa città, implica. Il Grattacielo, la Spal, Via Volte, il bar Nord Ovest, i cappellacci, luoghi e attrezzi che tutti i ferraresi conoscono e che padroneggiano, sapientemente mescolati a storie e intrecci di vita vissuta nel mondo e del mondo, vengono fuori Rabat, Foligno, Cuneo, Padova, El Rio de la Plata, viene fuori la in un certo senso nascosta ma sulla via di affermazione facciata cosmopolita di Ferrara, cosmopolita e chiusa allo stesso tempo, una classica situazione in cui la nostra città, paesone grande ma sempre paesone, si trova, si è trovata in passato e si troverà in futuro. L'abilità di Enrico Astolfi nel narrare i rapporti umani, talvolta esileranti talvolta nichilisti, usando come sfondo presente e talvolta ingombrante, Ferrara, è al limite dell'eccezionale. In ogni racconto vari sensi e emozioni vengono stimolati, varie espressioni di arte e sentimenti vengono esposti, si districano abilmente tra le maglie della narrazione, come la delicata poesia di "Le Ultime Parole Sante di Giuanin", la triste surrealtà di "La Dimensione della Mediocrità", lo spaccato di amore, istinto e punti fermi di "La Figlia del Direttore VS La Teoria del Cinghiale" e la trascinante e vissuta realtà (vissuta dall'Autore e anche da chi vi scrive) di "Anni Novanta. Vecchi Ultras", sono esaltanti pietre fondate sul sapere e sulla esperienza di vita, cosa che a Enrico Astolfi di certo non manca. "Palude", di Enrico Astolfi, edizioni La Carmelina (www.lacarmelina.com), un libro che assolutamente non può mancare nella libreria di un ferrarese. DANIELE VECCHI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-4644509952008334469?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/4644509952008334469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=4644509952008334469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4644509952008334469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/4644509952008334469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/rassegnastampa_24.html' title='RASSEGNASTAMPA'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-8963643065592274435</id><published>2008-07-22T03:59:00.001-07:00</published><updated>2008-07-22T03:59:27.731-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>RASSEGNASTAMPA</title><content type='html'>parla con l'autore il giornalista Fausto Bassini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Astolfi è un giovane scrittore ferrarese che abita a Roma ma è legato da un profondo rapporto di odio-amore per la sua città.&lt;br /&gt;Questo sentimento duplice emerge con chiarezza nel suo volume “ Palude “ ( la Carmelina edizioni 2008 ) che verrà presentato in anteprima venerdì 18 luglio alle ore 21, ne parlerà con l’autore il giornalista Fausto Bassini, presso la Libreria-galleria “ La Carmelina “ di via Carmelino 22.&lt;br /&gt;“ Palude “ è un romanzo costituito da quattro racconti in cui luoghi, personaggi, situazioni si incastrano gli uni negli altri con effetti talora sorprendenti. E’ evidente che Astolfi conosce molto bene una certa Ferrara fine millennio che, quando non è in odor di rivolta ( ti ricordi di quella volta a Padova? ), facilmente finisce per impantanarsi nell’inquadramento del lavoro in ufficio, sottilmente narrato come una affiorante obesità in “ La dimensione della mediocrità “,&lt;br /&gt;oppure , in modo ancor più stilizzato, la metafora dei cinghiali assetati nel terzo racconto, quello in cui la banalità del fatto, la fine inevitabile di una storia d’amore, viene caricata di una più forte intenzione ideologica.&lt;br /&gt;Più realistici il primo ( già apparso in altra versione in “ Schegge di utopia”, la Carmelina edizioni,2007 ) e il quarto racconto in cui sono più percepibili la coralità e il gusto dell’affresco tendente al grottesco e all’ironico &lt;br /&gt;E Giuanin, il simpatico vecchietto protagonista del primo racconto, non a caso riappare nel finale come custode memoriale e in qualche modo storico dei piccoli ed epici fatti della gente della “ palude “.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-8963643065592274435?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/8963643065592274435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=8963643065592274435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8963643065592274435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/8963643065592274435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/rassegnastampa.html' title='RASSEGNASTAMPA'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-7556525087310076790</id><published>2008-07-22T03:54:00.001-07:00</published><updated>2008-07-22T03:54:58.545-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNA STAMPA'/><title type='text'>RASSEGNA STAMPA</title><content type='html'>parla con l'autore il giornalista Fausto Bassini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enrico Astolfi è un giovane scrittore ferrarese che abita a Roma ma è legato da un profondo rapporto di odio-amore per la sua città.&lt;br /&gt;Questo sentimento duplice emerge con chiarezza nel suo volume “ Palude “ ( la Carmelina edizioni 2008 ) che verrà presentato in anteprima venerdì 18 luglio alle ore 21, ne parlerà con l’autore il giornalista Fausto Bassini, presso la Libreria-galleria “ La Carmelina “ di via Carmelino 22.&lt;br /&gt;“ Palude “ è un romanzo costituito da quattro racconti in cui luoghi, personaggi, situazioni si incastrano gli uni negli altri con effetti talora sorprendenti. E’ evidente che Astolfi conosce molto bene una certa Ferrara fine millennio che, quando non è in odor di rivolta ( ti ricordi di quella volta a Padova? ), facilmente finisce per impantanarsi nell’inquadramento del lavoro in ufficio, sottilmente narrato come una affiorante obesità in “ La dimensione della mediocrità “,&lt;br /&gt;oppure , in modo ancor più stilizzato, la metafora dei cinghiali assetati nel terzo racconto, quello in cui la banalità del fatto, la fine inevitabile di una storia d’amore, viene caricata di una più forte intenzione ideologica.&lt;br /&gt;Più realistici il primo ( già apparso in altra versione in “ Schegge di utopia”, la Carmelina edizioni,2007 ) e il quarto racconto in cui sono più percepibili la coralità e il gusto dell’affresco tendente al grottesco e all’ironico &lt;br /&gt;E Giuanin, il simpatico vecchietto protagonista del primo racconto, non a caso riappare nel finale come custode memoriale e in qualche modo storico dei piccoli ed epici fatti della gente della “ palude “.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-7556525087310076790?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/7556525087310076790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=7556525087310076790' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7556525087310076790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7556525087310076790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/rassegna-stampa_22.html' title='RASSEGNA STAMPA'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-6462133679543936984</id><published>2008-07-20T18:07:00.000-07:00</published><updated>2008-07-21T03:23:03.831-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RASSEGNASTAMPA'/><title type='text'>Rassegna Stampa</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SIPrDQaZ0xI/AAAAAAAAACQ/hIglTC0ljPI/s1600-h/flyer_palude-mail.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SIPrDQaZ0xI/AAAAAAAAACQ/hIglTC0ljPI/s200/flyer_palude-mail.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225278433857753874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 18 luglio 2008 è stato presentato il nuovo libro di Enrico Astolfi presso la libreria La Carmelina.&lt;br /&gt;All'incontro erano presenti oltre l'autore , Fausto Bassini in veste di moderatore ed Andrea Amaducci come lettore dei brani piu significativi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-6462133679543936984?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/6462133679543936984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=6462133679543936984' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6462133679543936984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/6462133679543936984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/rassegna-stampa.html' title='Rassegna Stampa'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SIPrDQaZ0xI/AAAAAAAAACQ/hIglTC0ljPI/s72-c/flyer_palude-mail.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-7545054621608292224</id><published>2008-07-20T18:00:00.000-07:00</published><updated>2008-07-20T18:06:42.172-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONTATTI'/><title type='text'>Contattami</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Enrico Astolfi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;via: Circonvallazione Casilina n°136 - 00176 - Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info: &lt;a href="mailto://astolfienrico@hotmail.com"&gt;astolfienrico@hotmail.com&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;blog: &lt;a href="http://www.enricoastolfi.blogspot.com"&gt;www.enricoastolfi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-7545054621608292224?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/7545054621608292224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=7545054621608292224' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7545054621608292224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7545054621608292224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/contattami.html' title='Contattami'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-959147067992276933</id><published>2008-07-20T16:25:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T03:30:57.311-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PUBBLICAZIONI'/><title type='text'>RISTAMPA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SIPLFU0p1pI/AAAAAAAAACI/BcLb33fEC6E/s1600-h/VI_01_copertina_costa_palud.jpg%20target:blank"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225243285029246610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SIPLFU0p1pI/AAAAAAAAACI/BcLb33fEC6E/s200/VI_01_copertina_costa_palud.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Esce la ristampa di &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;PALUDE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51);font-size:85%;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51);font-size:85%;" &gt;Ora potete  ordinare il libro :&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(51,51,51);font-size:85%;" &gt;codice ISBN : 978 88 903300 3 2&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-959147067992276933?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/959147067992276933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=959147067992276933' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/959147067992276933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/959147067992276933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/pubblicazioni.html' title='RISTAMPA'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SIPLFU0p1pI/AAAAAAAAACI/BcLb33fEC6E/s72-c/VI_01_copertina_costa_palud.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-7686873716650452633</id><published>2008-07-20T16:21:00.000-07:00</published><updated>2008-07-20T18:30:16.775-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BACHECA'/><title type='text'>Bacheca</title><content type='html'>&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/RASSEGNASTAMPA"&gt;RASSEGNA STAMPA &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/VIDEO"&gt;VIDEO&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/FOTO"&gt;FOTO&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-7686873716650452633?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/7686873716650452633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=7686873716650452633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7686873716650452633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/7686873716650452633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/bacheca.html' title='Bacheca'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-2993128159078841397</id><published>2008-07-18T08:09:00.000-07:00</published><updated>2008-07-20T18:11:04.240-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ILRECUPERATORE'/><title type='text'>Il Recuperatore</title><content type='html'>il recuperatore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-2993128159078841397?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/2993128159078841397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=2993128159078841397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2993128159078841397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/2993128159078841397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/ultimo-post.html' title='Il Recuperatore'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-1895452319534258152</id><published>2008-07-18T07:59:00.000-07:00</published><updated>2008-07-20T18:55:22.860-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RACCONTI'/><title type='text'>Racconti</title><content type='html'>&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/ILRECUPERATORE"&gt;IL RECUPERATORE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/BUONANOTTEMODERNITA"&gt;BUONA NOTTE MODERNITA'&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/LEROE"&gt;L'EROE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/UNPINGUINOACERVIA"&gt;UN PINGUINO A CERVIA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://enricoastolfi.blogspot.com/search/label/RIVISTE"&gt;RIVISTE&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-1895452319534258152?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/1895452319534258152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=1895452319534258152' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1895452319534258152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/1895452319534258152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/racconti_4996.html' title='Racconti'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1548243723646727130.post-3198692807339539986</id><published>2008-07-18T07:40:00.000-07:00</published><updated>2008-07-18T08:10:51.247-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PRESENTAZIONE'/><title type='text'>PRESENTAZIONE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presentazione di enrico&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1548243723646727130-3198692807339539986?l=enricoastolfi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/feeds/3198692807339539986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1548243723646727130&amp;postID=3198692807339539986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3198692807339539986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1548243723646727130/posts/default/3198692807339539986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://enricoastolfi.blogspot.com/2008/07/racconti.html' title='PRESENTAZIONE'/><author><name>Enrico Astolfi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07390994463323202452</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_v1yQZ1PeSLk/SPXGxqqdO8I/AAAAAAAAAFw/Df4DshbznA4/S220/Foto+186.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
